ASTROFAES
"Shu Nun"
Fog Of The Apocalypse (2008)

TRACKLIST:
01. Shu Nun
02. Nun Birdu

DURATA
10:34 min.

 

Ho sempre apprezzato gli ucraini Astrofaes per via del loro black metal tipicamente "eastern", dal vago sapore pagano ed epico. Piccoli alti e bassi nella loro discografia non hanno però intaccato il mio rispetto e interesse nei confronti di questa band, composta tra l'altro da personaggi che militano in altri ottimi gruppi (Drudkh su tutti).

A breve distanza dall'uscita del loro ultimo full lenght "Idea.Form.Essence", che ancora non ho avuto modo di assimilare pienamente, la tedesca Fog Of The Apocalypse rilascia questo "Shu Nun", sette pollici contenente materiale inedito esclusivo per questa release. Come per il suddetto album, anche in questo caso non sono riuscito ad assimilare completamente il materiale offerto nelle due track qui presenti. Anche in questo caso, la band ci propone un sound rinnovato, caratterizzato da una produzione molto professionale (forse fin troppo, visto che la batteria sovrasta tutto) e da uno stile che accantona le atmosfere epiche e cupe del passato per dedicarsi alla velocità e alla violenza. Le atmosfere che contraddistinguevano la band si perdono, accantonate da questa produzione moderna, e le alte velocità utilizzate per tutti e due i pezzi aiutano il lato che riguarda la potenza e la violenza, ma distruggono tutto il resto, lasciandoci con l'amaro in bocca per via di un prodotto che annoia quasi subito e, con dispiacere, mi sento di definire leggermente piatto.

A livello personale sono dispiaciuto per questo cambiamento, speriamo sia un momento di transizione verso un definitivo cambiamento che porti però almeno un briciolo delle vecchie atmosfere.

autore: Ceska Zurivost

CREW'S TOMBSTONES

Hellequin
[...] Vergognoso questo EP degli Astrofaes. E' senza dubbio il punto più basso della loro carriera, in cui non salvo un singolo secondo. Ho sempre stimato il gruppo e auguro loro di abbandonare le composizioni sparattutto qui presenti, in favore d'un ritorno a quelle melodie ancestrali che li hanno sempre caratterizzati. Su "Shu Nun", mancano di varietà, del loro trademark epico e di buoni riffs. Futilissimo. [...]