
A.M.S.G.
"The Principle Of Evil Becomes The Ideal Of Promethean"
Supremacy Through Intolerance (2010)
TRACKLIST
01. The Invocation Of The Namless One
02. Goddess Of The Hidden Moon Of Blood
03. Black Tongues Of The Goat
DURATA
21:10 min
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"The Principle Of Evil Becomes The Ideal Of The Promethean" è il primo lavoro dei canadesi A.M.S.G. guidati Angelfukk Witchhammer, frontman dei defunti Ouroboros.
L'ep presenta tre brani caratterizzati da un songwriting ruvido e aggressivo che emana marciume a profusione. Il sound degli A.M.S.G. è dominato da un feeling primitivo sprigionato dalle dinamiche spasmodiche e dall'irruenza del riffing caratterizzato da patterns abrasivi e e bestiali: nessun intermezzo acustico spezzerà la tensione e la violenza che pervadono le tre tracce del lavoro, prive di qualsiasi attimo di pietà.
Gli A.M.S.G. definiscono la loro musica come "Canadian Terrorist Black Witching Metal Of Death", definizione che calza a pennello se pensiamo agli arpeggi plumbei e marci che aprono "The Invocation Of The Nameless One" o ai rallentamenti dal tocco il morboso: il tutto ancor più "insozzato" da una produzione minimale e dallo scream rauco di Angelfukk. Le melodie trasudano blasfemia e odio da tutti i pori in modo così tangibile da creare una dimensione fosca e nebbiosa nella quale il male riesce a incarnarsi nei suoi molteplici aspetti.
Se nei primi due brani troviamo delle soluzioni abbastanza tradizionali e che sanno di "già sentito" in alcuni frangenti (nonostante i repentini cambi di riffs), la traccia conclusiva "Black Tongues Of The Goat" è l'episodio migliore di questo mcd. La prima parte è caratterizzata da un incedere lento e soffocante in cui si sprigiona tutta la carica claustrofobica della band, al quale seguono arpeggi malsani e dinamiche più sostenute attorniate da un alone sulfureo e conturbante. Questo è il pezzo in cui la band, a mio avviso, vira su soluzioni più originali che mancano nelle prime due canzoni che si muovo su standard abbastanza discreti.
Spero che gli A.M.S.G. “sfruttino” le idee che hanno materializzato in "Black Tongues Of The Goat" per dar vita ad un album privo di cali di tensione e dotato di maggiore personalità in sede di songwriting: non che l’ep sia da trascurare, ma dopo parecchi ascolti i primi due pezzi perdono mordente.
autore: Nivehlein
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