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INCH PRODUCTIONS
"Mediterranean Scene Compilation"
Inch Productions (2008)
TRACKLIST:
01. 3 - Malamore
02. MALEFICU SANTIFICATU - Infernale
03. ASTIMI - Supremu
04. LA CARUTA DI LI DEI - Prei
05. ULTIMA MISSA - Tenebra
06. LAMENTU - Ammatula
07. ADDRAUNARA - Addraunara
08. VISINA - Gelsuminu
09. INQUIETU - Angelicu
10. INCHIUVATU - Impura
11. AGGHIASTRU - Scuru
DURATA
-:- min
Agghiastru parla di "Mediterranean Scene Compilation"
[...] Erano i primi anni 90, e fortemente volevo associare la mia identità alla musica metal che mi arrivava dalle americhe; Deicide, Morbid Angel, Stayer su tutti. Inizialmente, attraverso vari nomi/progetti, Perfidia, Eden e infine Tenebra, cercai un immaginario stilistico che inglobasse la nostra cultura musicale anni 70, mi riferisco al rock progressivo, e il moderno death metal. Il meglio che l’Italia offriva, musicalmente parlando ma non solo, arrivava proprio da quegli anni. Ma c’era ancora qualcosa di non originale in tutto ciò, dovevo estendere l’udito verso qualcosa di molto più intimo. A metà anni 90 conobbi la fantomatica scena black scandinava. Costoro cantavano spesso in lingua e di paesaggi circostanti. Era proprio il territorio che stavo battendo, giacché la mia isola da sempre offre colorazioni melodrammatiche di tutto rispetto, la mia idea divenne chiarissima, e con essa camminarono diversi miei compari. Il risultato, dopo 18 anni di sbattimento, è questa compilation con tutti brani inediti, derivanti dalle 10 bands/progetti che ruotano attorno alla mia stravagante visione dell’arte, ossia cercare l’inedito. L’uso del siciliano, ma anche delle melodie, o di storie legate al bacino Mediterraneo, la cosiddetta ‘Mediterranea Scene’ sarebbe stata la giusta contro scena allo strapotere scandinavo. E a quei tempi ne parlai anche con Moonspell, Nightfall, Orphaned Land ecc ecc… Cominciai pensando che essere un ‘metallaro’ fosse un fatto esclusivo, elitario. Dopo tutto questo tempo, ho capito che il movimento metal non è altro che una ulteriore forma di omologazione ad un sistema di nicchia e per nulla interessato all’originalità dell’arte. Ho
capito che tutto è un costante declino, leccaceli e mafiosi, servi della miseria. Inutile constatare quanto l’italietta sia esterofila e servile, se la mia Idea non è mai decollata in termini di notorietà, è
semplicemente perché avevo riconosciuto al termine underground un valore sincero, e non ci siamo MAI piegati a servire il sistema. Abbiamo fatto il minimo indispensabile per farvi arrivare i nostri piccoli escrementi artistoidi, sperando nella buona fede di chi AMA la musica e la ricerca di essa, ma siamo stati degli illusi. Tuttavia, andiamo avanti nel nostro impervio sentiero a testa alta, e questa testimonianza musicale, per coloro che ne vorranno sapere di più, sarà conferma di quanto detto.
I numeri della Scena Mediterranea. Nel 1998 nasce la INCH Productions distribuita da Audioglobe, e i Castiu Studios. Sono stati realizzati oltre 40 demo/ep e 10 album ufficiali, di 10 differenti bands/progetti. [...]
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La "Scena Mediterranea" è stato a mio avviso l'unico reale tentivo in Italia di trovare una via musicale propria, originale e legata ad una delle nostre radici mediterranee al black metal di origine scandinava. Come quasi tutti di voi sapranno, il mastermind dell'intero "movimento siculo" è Agghiastru, che con i suoi seminali Inchiuvatu, ed in particolar modo il debut album "Addisiu" aveva dimostrato come la musica tradizionale siciliana si potesse amalgamare con il black metal. Di seguito diverse bands del luogo, accasate presso i Castiu Studios, o progetti alternativi dello stesso Agghiastru sono venute fuori con lavori decisamente interessanti sia per qualità che per originalità, creando cosi la "Scena Mediterranea". Putroppo, un po' per la solita idiozia italiana di snobbare i propri gruppi, sia per la mancanza di un propulsore economico (eh si il vil denaro) Agghiastru e i suoi son sempre rimasti un po' a margine. Ora con questa compilation composta di tutti brani inediti, la scena stessa vuol dare prova di essere ancora viva e vegeta, e soprattutto in continua evoluzione.
Si parte con "Malamore" di 3, il main-project di Rosario Badalamenti, considerato "il braccio destro" di Agghiastru. Era da anni che volevo rimediare qualcosa a proposito, e credo questa traccia mi porterà presto all'acquisto di qualche release. Vocals filtrate, synth oppressivi e drum machine affilata, questo è il piatto freddo servito da Rosario, al quale non fa' nemmeno mancare un richiamo alla musica tradizionale siciliana. Ancora Rosario con l'altro suo progetto, i Maleficu Santificatu, più legato a schemi tradizionalmente black metal, qui presente con "Infernale". Brano dai tempi veloci, con qualche "alleggerimento" di chitarra arpeggiata effettata, lineare ma decisamente d'effetto. Cambiamo completamente registro con gli Astimi, band dedita al più satanico death metal, comprendente in line-up: Agghiastru voce e chitarra, Fantasima al basso, 3 chitarre e synth e Toto' Vulgata alla batteria. "Supremu" mostra un gruppo dall'alto tasso tecnico e dalla buona inventiva compositiva, non a caso, per il sottoscritto, il loro full-lenght d'esordio "Trina Caprorum" è una delle migliori release uscite dalla Scena Mediterranea. Molto bello il finale con un arpeggiato distorto a sfumare ed Agghiastru impegnato in folli litanie. Cambio di testimone da 3 ad Agghiastru per i La Caruta Di Li Dei, assurdo progetto prog-black metal (?) con all'attivo l'interessante debut album del 1998 "Mediterraneo Atto I". Vero e proprio frullato di esperienze e contaminazioni, Agghiastru svuota completamente la sua vena artistica in questo project, passando senza continuità da sfuriate black, parti di synth pomposi ed epicheggianti ed passaggi di chiara matrice jazzistica. Decisamente da evitare per i "puri e duri", ma decisamente appettibile dagli altri e questa "Prei" direi che non fa' assolutamente sfigurare il buon Agghiastru. Finalmente passiamo alla band più "misteriosa" della scena, gli Ultima Missa, la cui descrizione di band a metà strada tra Burzum ed il prog italiano degli anni '70, mi ha fatto letteralmente sbavare. Se a questo, ci aggiungiamo la colorita caratteristica che registrano il loro materiale in luoghi maledetti ed infestati, direi che tutto è cotto a puntino. "Tenebra" è assolutamente calzante a questa descrizione, e per me il miglior brano della compilation. Riffing assolutamente sulfureo, synth analogici direttamente usciti dalle colonne sonore dei Goblin e la voce di Agghiastru assolutamente malefica e diabolica. Passiamo ad un altro gruppo di punta della Scena Mediterranea, ossia i Lamentu, fautori di un sound dalle forti tinte afro-tribali, ed "Ammatula", il brano qui proposto, mostra in piena le particolarità sonore della band. Davvero interessanti. Tocca poi agli Addraunara, solo project di Nadur, un altro dei capostipiti della Scena Mediterranea, nonchè bassista nei La Caruta Di Li Dei. "Addraunara" presenta un riffing molto lineare e ripetitivo, drum machine e vocals piuttosto filtrate. Il pezzo in sè non è malaccio, anzi, ma rispetto alle precedenti tracks è finora il brano più debole della compilation. Si respira aria "morbosa e peccaminosa" con l'elettro-dark metal dei Visina. Assolutamente spiazzanti per l'enorme quantità di stili che cercando di far convivere in questa "Gelsominu", chitarre granitiche, arpeggi psichedelici, synth malati e vocals di tutti i tipi, dal growl al pulito. Insomma, un bel cocktail nero...Dal futuro dei Visina, passiamo all'old school del trio "Inquietu", che hanno come scopo quello di rievocare i tempi in cui black metal e death erano fusi uno nell'altro. Molto bella la produzione davvero raw e corposa, un meno il pezzo, "Angelicu", che non riesce a coinvolgermi più di tanto. Spetta poi ad Agghiastru chiudere la compilation con gli Inchiuvatu e poi con il suo progetto folk Agghiastru. "Impura", che dalle note dell'etichetta è il proseguo e prologo della mitica "Ave Matri", è marchiata a fuoco Inchiuvatu, con il suo sound spigoloso, ripieno di synth e melodie sicule, e la particolare voce di Agghiastru. Molto più coinvolgente almeno emotivamente parlando è " Scuru" degli "Agghiastru", una delicata ballata per voce e pianoforte, segno di una enorme maturazione artistica di Agghiastru avvenuta nel corso degli anni.
Insomma, queste in sostanza sono le descrizioni delle undici tracce presenti in questa nuova compilation della Inch Productions. Tracce che non fanno altro che confermare che la Scena Mediterranea è ancora attiva e ben lungi dal tirare i remi in barca.
autore: KarmaKosmik
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