"Echi di Grand Belial´s Key, Mayhem, Morbid Angel": questi sono i termini usati da Mikko Aspa (Clandestine Blaze, Nicole 12 ecc.), proprietario della Northern Heritage, per pubblicizzare una delle ultime band a pubblicare per la sua etichetta, i conterranei Uncelestial. "Born With Lucifer's Mark" è il mini cd di debutto per l'act finaldese che sfiora la mezz'ora per un totale di quattro tracce, compreso un intro che al primo ascolto mi aveva fatto pensare di trovarmi di fronte a sonorità depressive, subito smentite dalle tracce a seguire (anche se nulla lasciava presagire a tanto, a cominciare dall’artwork luciferino e un po’ scontato, così come il monicker). Ma a parte queste piccolezze, bisogna subito dire che il lavoro proposto dagli Uncelestial si distingue dai canoni del Black Metal e presenta degli aspetti interessanti per essere un debutto.
L’opener “Werwolf Winter” è il miglior episodio dell’album che, fosse rimasto su questi livelli, avrebbe rappresentato una delle migliori uscite di questi primi cinque mesi di 2009. Traccia che, come già accenavo in precedenza, non ricalca i soliti schemi del genere ma che si assesta su un riffing molto variegato e su repentini cambi di tempo. A dominare sono dissonanze sulfuree e foschi riverberi che sembrano provenire direttamente dall’oltretomba, unite alle vocals di Diabolik, corpose e cariche di rabbia, che riescono a distinguersi nettamente dalla massa di screamer che sembrano usciti dalla stessa “fabbrica”. I mid tempos ossessivi e blasfemi, che presentano rimandi Death, si incastrano perfettamente con le parti più veloci: nonostante l’alternarsi di momenti più veloci ad altri più intricati e claustrofobici, il pezzo resta fluido e scorrevole. La successiva “Raging Hordes” si muove su coordinate più classiche: incalzante, diretta ed efficace nel mantenere alta tensione per tutta la sua durata anche se non raggiunge i livelli della precedente. Anche qua i richiami velati al Death Metal si fanno sentire, con un mood “malato” e travolgente. “Accursed Rain” è pervasa per tutta la sua durata da un feeling malsano e plumbeo, caratterizzata da una prima parte molto omogenea e da una seconda più derivativa ed elaborata, giocata su improvvise accelerazioni e rallentamenti, efficaci nel creare un forte sentimento di disorientamento e angoscia nell’ascoltatore. Chiude questo mini cd la titletrack, a mio avviso l’altro picco compositivo degli Uncelestial assieme a “Werwolf Winter”. Stupendo l’alone alienante creato dalle dissonanze sinistre di chitarre, un invito alla perdizione ed all’annichilimento di sé. Un brano che mi ricorda lontanamente i Deathspell Omega per il riffing frammentato, derivativo, certe volte quasi privo di senso, con drappeggi di note apparentemente leggere ma che piombano nella testa come proiettili. Il tutto impregnato da un sentore di decadenza e di delirio, filo conduttore di tutto il brano nella sua repentina e continua mutevolezza.
“Born With Lucifer’s Mask” è un Ep interessante, che ci mostra una band valida soprattutto per il suo differente approccio compositivo rispetto alla maggior parte dei progetti che popolano la scena. Se riusciranno a lavorare sugli aspetti più interessanti e sperimentali del loro sound, come fanno nel secondo e nell’ultimo capitolo di questo breve lavoro, lasciando da parte quelle soluzioni più scontate e banali che emergono a tratti dagli altri brani, potranno riservarci delle piacevolissime sorprese in futuro.
autore: Nivehlein