Nonostante vengano snobbati dalla maggioranza, continuo a ritenere molto interessanti e sempre di valore gli split ep che, per fortuna, ancora oggi nel 2009 le etichette underground continuano a produrre e ad immettere sul mercato. Questo perchè si ha al tempo stesso sia un oggetto\feticcio che tiene ancorati i più sentimentali ai tempi in cui il vinile regnava inconstrastato, sia perchè la sua tipica formula solitamente ti permette di conoscere in un sol colpo due differenti band che in molti casi non avevi mai avuto modo di ascoltare prima.
E questo vale per il qui presente split che vede coinvolti i tedeschi Krater e i finlandesi Lathspell, due band che vedo in giro da tempo ma che, per un motivo o per l'altro, non avevo ancora mai ascoltato. Rilasciato in un decente gatefold da Obscure Abhorrence in 500 copie (con le immancabili prime 100 in vinile splatter), questo split mi ha fatto scoprire due band che, nel giro di pochi minuti, risultano decisamente interessanti.
Il lato dei Krater (in cui milita a quanto pare il drummer dei miei amati Nachtfalke) offre due song che mettono in mostra un sound sporco ma nitido e bilanciato, una buona padronanza degli strumenti e soprattutto una buona capacità compositiva. "Eimsamkeit" risulta essere un pezzo ritmicamente vario, spaziando da mid tempo possenti a sfuriate più classiche, passando per intermezzi thrash che di certo aiutano la composizione ad essere classica ma senza per questo ripetere lo stesso beat per 4 minuti. Le chitarre sorreggono il lavoro ritmico con passaggi che spaziano da melodie vagamente vichinghe ad altre più classiche, per poi perdersi in ritmiche ed assoli marcatamente old school teutonico. La successiva "May The Blade End..." mi ha quasi spiazzato. Partenza con un arpeggio dissonante che sembra adattissima per il titolo vagamente suicidal, ma poi booom: batteria a mazzetta, vocals pulite da matto che declamano qualcosa di improponibile e via, batteria suonata in maniera decisamente ignorante, vocals urlate con un piglio da matto, break con doppia cassa pesantissima e ripartenza come sopra, con tanto di assolo di chitarra che non ti aspetti: il tutto ovviamente in un contesto decisamente black e underground. Una traccia molto interessante, che da l'impressione di avere a che fare con qualcuno in piena crisi di nervi pronto ad infliggersi un bel po di dolore.
Per certi versi il lato dei Lathspell è stato ancor più di mio gusto. Il black finnico, per quanto mi riguarda, è al top: la maggior parte delle band provenienti dalla Finlandia non sbaglia un colpo. E se "For The Infernal One" rispecchia le loro precedenti uscite, dovrò cercare di farle mie quanto prima. Black metal classico di alto livello, lacerante, odioso, finnico nel midollo, con chitarre che lanciano rasoiate e batteria che emula un treno in corsa. Pura essenza primordiale senza sosta e senza fronzoli: e così sia.
autore: Ceska Zurivost