WON
"La Nebbia Dell'Antica Religione"
Algiz Art Productions. (2009)

TRACKLIST
01. The Forest Of Blood And Hate
02. L'Aquila
03. Venti Di Guerra
04. L'Umano Suicidio (Istigazione)

DURATA
23:10 min.

"La Nebbia Dell'Antica Religione" è il primo lavoro dei Won una nuova realtà che va a popolare la ricca scena italiana, uscito per la Algiz Art Productions.

I quattro brani del demo mostrano una band dalle idee molto chiare e sapientemente utilizzate per la realizzazione di un lavoro in cui a dominare sono sonorità gelide e rabbiose, nelle quali si aprono spiragli più ariosi e sospesi ricchi di pathos. Stile ruvido e graffiante per i Won che non lasciano un attimo di respiro nell'opener "The Forest Of Blood And Hate", mostrandoci il loro lato più violento e minimalista attraverso un vero e proprio assalto sonoro. Con "L'Aquila" le atmosfere si fanno più cadenzate e sinistre, grazie alle chitarre che sprigionano un sound fosco e corposo ricco di tensione e attesa. Movenze più cupe e concitate scaturiscono in "Venti Di Guerra", una delle tracce più variegate a livello stilistico che a tratti mi ricorda i grandi Odal. Brano spiccatamente marziale e "sanguigno" che alterna momenti epici e selvaggi ad altri in cui a predominare è una vena quasi “tragica”, un dualismo vibrante di energia che viene mantenuto per tutta la durata della traccia.
La conclusiva "L'Umano Suicidio (Istigazione)" è a mio parere una delle migliori tracce del demo: dopo un incipit cadenzato, pregno di drammaticità e inquietudine, subentra un riffing crudo e tagliente, avvolto da un sentore primordiale e selvaggio: una violenza contenuta a fatica, che minaccia di esplodere da un momento all’altro.

Un debutto che lascia ben sperare quello dei Won: "La Nebbia Dell’Antica Religione” mostra una band matura a livello stilistico, che potrà riservarci piacevoli sorprese se continuerà a battere la strada percorsa, tesa alla ricerca di un sound personale che sappia distinguerli dall’affollato panorama italico.

autore: Nivehlein

CREW'S TOMBSTONES

Ceska Zurivost
[...] Un lavoro sicuramente discreto, che mostra una band abile a muoversi nei sentieri canonici ma con un modus operandi positivo. Non mancano momenti di alto black metal come in "L'Aquila", song una spanna sopra tutte le altre, ma che non per questo sono da meno. Decisamente non male come esordio.[...]