Nell'ultimo anno il caro Taaken sembra essersi fatto prendere dalla smania degli split. Se lo scorso 2008 era stato dedicato ai full lengths (uno col progetto "storico" Odal e l'altro proprio con i Wolfsschrei), quest'anno è stata la volta di tre pubblicazioni su 7", due delle quali proprio con l’ultimo progetto sopra citato. A cinque mesi dalla collaborazione con i Sarrgh, i Wolfsschrei suggellano una nuova alleanza con un'altra band dell'interessante sottobosco teutonico, gli Shadows Under Arms che hanno rilasciato due demo tapes negli ultimi tre anni.
Partiamo da "Perceive Perversion", brano che ci presentano i Wolfsschrei. Sin dalle prime note si percepisce il tipico furore rabbioso che contraddistingue il sound della band, con chitarre caotiche e pregne di irruenza (che a tratti quasi coprono il drumming) a mantenere tesa e vibrante l'attenzione, alle quali si alternano momenti più cadenzanti e riflessivi, senza perdere l'aura ossessiva che serpeggia per tutta la durata del pezzo. Note di merito vanno alle vocals di Taaken, profonde e bestiali, e a Naudhiz che non relega il basso a mero strumento d'accompagnamento, come il più delle volte accade, cimentandosi in parti molto variegate e mai ripetitive.
Passiamo al lato B dove troviamo gli Shadows Under Arms con "She Wolve Ov Bavometh", traccia dall'ascendenza delirante e arcana (si ascolti la lunga "coda" introduttiva, giocata su echi infernali disarmonici ed evanescenti), giocata su movenze tetre e solenni, spezzate da improvvise sfuriate cariche di un alone nebbioso. Un brano che sembra voler “mimare” un rituale, grazie alle sonorità ipnotiche e stranianti che emergono soprattutto nella parte più tirata, che risulta uno dei momenti migliori. L’impatto sonoro degli Shadows Under Arms è notevole, così come il loro sound che vanta elementi abbastanza personali nonostante siano in giro da non molto tempo.
In fin dei conti, per quanto riguarda i Wolfsschrei, questo è lo split che più mi ha convinta, in questo doppio appuntamento che ci hanno riservato a distanza di poco tempo. Il sound del progetto non presenta grandi variazioni rispetto al passato, ma "Perceive Perversion" risulta uno dei brani più ispirati che la band abbia mai composto. Ottimo anche il lavoro svolto dagli Shadows Under Arms che grazie a questo split potranno magari godere di maggiore attenzione da parte di chi li aveva ingiustamente snobbati, dimostrando una notevole crescita rispetto al demo d’esordio mantenendo quell’aura mistica e “liturgica” che da sempre caratterizza il loro approccio al Black metal. Split album promosso senza riserve.
autore: Nivehlein