ARKHA SVA \ HYPOTHERMIA
"Split"
Fog Of The Apocalypse (2006)

TRACKLIST
01. Arkha Sva - Salute To The Dark
02. Hypothermia - Från Ett Depraverat Inre II

DURATA
13:19 min.

 

Accoppiata quantomeno strana quella che unisce in questo split sette pollici i giapponesi ARKHA SVA e il progetto svedese HYPOTHERMIA, uniti sotto l'effige della tedesca Fog Of The Apocalypse per questa uscita che assume caratteri interessanti grazie alla qualità decisamente buona dei pezzi registrati in esclusivaper questo gathering vinilico.

Gli Arkha Sva sfruttano il lato a loro disposizione con quella che, per quanto mi riguarda, è la canzone più bella da loro composta e rilasciata fino ad oggi, maggio 2010. "Salute To The Dark" è un vero e proprio inno all'arte nera, caratterizzata dalla tipica furia ossessiva della band giapponese ma impreziosita da tanti particolari che la trasformano in qualcosa di eccellente. A partire dal riff portante, un vero e proprio rasoio sul collo, spezzato da quel fottuto urlo da matto che porta all'ingresso di un secondo riff incredibile, quasi epico se vogliamo, trascinante grazie alla ritmica di sottofondo che rimane come un vero e proprio treno in corsa, se non fosse per qualche leggero break che non fa che elevare il riff stesso a livelli estremamente vittoriosi per l'oscurità. Prova vocale sopra gli scudi per intensità, impreziosita da un passaggio di clean vocals stranissime, quasi fosse il lamento del fantasma di una donna imprigionata nell'ombra. Il retaggio strumentale di alto livello tipico dei giapponesi si fa sentire quando viene sparato un assolone di chitarra, a conferma delle ottime capacità tecnico\compositive di questo gruppo di cui non ci è concesso sapere più di tanto. Ammetto senza remore che in più di un caso mi è capitato di far ripartire il piatto senza cambiare lato al vinile, tanta è la bellezza di questa track. Se anche gli altri lavori fossero basati su pezzi simili, saremmo dinanzi ad una band incredibile: attualmente trovo gli altri lavori non a questo livello, ma viste le qualità qui espresse, sperare è pur sempre lecito.

Cambiando lato, si passa agli Hypothermia di Kim Carlsson, che da una manciata di anni sembra aver assunto un certo status di importanza tra i seguaci del sound più lento totalmente devoto alla negatività interiore. Personalmente non ho mai avuto lo stesso "attaccamento alla maglia" che in molti hanno manifestato nei confronti della proposta musicale dello svedese, dettaglio che mi ha spinto all'ascolto di questo lato del vinile senza particolari aspettative. Devo dire invece che "Från Ett Depraverat Inre II" non sfigura assolutamente: il suo essere di partenza così distante musicalmente dal pezzo degli Arkha Sva gli permette innanzitutto di poter essere giudicata in maniera più concreta, senza dover fare dei paragoni impossibili a livello stilistico. L'incedere del drumming, monotono e decisamente lento, in unione al riff portante, ripetuto per tutti i 7 minuti di durata, riescono a creare un'atmosfere decisamente ipnotica che, nonostante tutto, non annoia, e credo sia un buon punto a favore della band. Ho sempre avuto difficoltà nell'accettare e sopportare le vocals di tipo "urlo da gallinaccio scannato", però in questo pezzo le intromissioni di questo tipo sono limitate per via di un testo alquanto breve, e questo mi ha aiutato in maniera decisa nell'apprezzare meglio la desolazione e lo sconforto che sembra colare dalle note suonate. Sicuramente degno di menzione l'urlo di dolore piazzato al minuto 6:42 circa: a dirla tutta sembra veramente l'urlo di chi sta provando una sofferenza (fisica e\o interiore) tangibile e opprimente, di questo bisogna darne sicuramente atto.

Un altro sette pollici di qualità che non può mancare nella collezione di chi apprezza questo formato e, soprattutto, la musica di qualità.

autore: Ceska Zurivost