MARA
"Inner Ugliness"
self-released (2010)

TRACKLIST
01. IN
02. Inner Ugliness
03. May My Nightmares Become Yours
04. Mental Torment
05. Poisoned Thoughts of the Mind
06. Disorientation
07. Nightmare Theme
08. There is Nothing Quite Like My Own Hell
09. Death Theme
10. OUT

DURATA
60:42 min.

 

La depravazione e devianza di gente come Xasthur e Striborg nella specifico, era ovvio creasse una progenie di bastardi musicali sparsi per il mondo, frutto anche dello spirito d’emulazione da bedroom band. Non voglio dire che il solo project americano Mara si manifesti per tale motivo, visto che potrebbe trattarsi di semplice affinità con certi lidi stilistici, fatto sta che il suo ennesimo demo intitolato “Inner Ugliness“ esplora determinate lande sporcandole pesantemente con del dark ambient semplice e macabramente anestetizzante, dando risultati altalenanti anche se nel complesso apprezzabili.

Il senso di asfissia progressiva che attanaglia l’ascoltatore è immediato fin dalle note monotone e sintetiche dell’intro “IN”, che abbraccia l’ignaro di turno spingendolo verso le spire delle tipiche atmosfere “tremolanti” ed oniriche del tasmaniano, e un mood complessivo estremamente diluito e “droneggiante”. Senza scendere nei particolari di un track by track, durante il disco si vaga nel mezzo di tracce atmosferiche intervallate ad altre più elettriche, tutte consistenti in fatto di durata, attraversando soli un mondo inanimato e privo di calore umano ben reso dalla patina artificiale che ricopre ogni elemento sonoro. Il rischio, in senso negativo, o traguardo, in positivo, è di perdere man mano contatto con la realtà per reale rapimento, o, ahimè, noia. Purtroppo, ma forse è anche ovvio nel caso di black metal di siffatta forma, il bisogno di una certa ripetitività di fondo è forte per rendere al meglio abbandono e vuoto, per cui la linea di demarcazione tra coinvolgimento o meno è sottile.

Nel complesso, la musica dell'americano ha indubbiamente tanto di personale, rappresentato da un pantheon di sensazioni che lui avrà provato vagabondando idealmente o realmente in luoghi che conosce bene, esprimendosi, tra le altre cose, con vocalizzi in growl molto basso ed ermeticamente chiuso su sé stesso. Qualcuno potrebbe sentirsi totalmente in linea con questa musica, ed adorarla perché tracciata in quel determinato solco di sensazioni identico al proprio, altri invece, rischiano di notare come me la scolasticità di certe soluzioni e sfumature (di nero). Più in generale, questo sotto filone del black metal non fa prigionieri per definizione, per cui non è automatico provare fino in fondo la partecipazione necessaria, messa alla prova da un graduale calo di verve dovuto alla lunghezza eccessiva di “Inner Ugliness“, a mio avviso ingiustificata. In soldoni: trentacinque minuti sarebbero stati sufficienti.

Non voglio convincervi di nulla: segnatevi semplicemente il nome Mara, e cercatene i demo scaricabili dal myspace (di cui non vi do apposta il link), anche se dubito che questo musicista possa uscire dall’ambito ristretto dei completisti e collezionisti di un certo tipo di black metal, senza compiere un salto netto di personalità.

autore: Zorn