Prima uscita dell’anno in corso per la label portoghese Equilibrium, che si presenta nel 2008 con il famoso duo svedese degli Arditi. Un progetto che nasce nel 2001 dall’unione dei due famosi musicisti dell’area industrial ambient come Henry Möller, anche mastermind dei Puissance, e da Mårten Björkman, membro degli Algaion. “Omne Ensis Impera” (traduzione latina un po’ maccheronica di "tutte le battaglie comandano") è il quinto full-lenght pubblicato, e giunge dopo un paio di anni dal precedente “The Standards Of Triumph”, rilasciato sempre dalla Equilibrium. Il disco si presenta come un digipack interamente nero con notevoli richiami ad una certa iconografia fascista, ben conosciuta da noi italiani, sia nella copertina che nei caratteri usati. Lo stesso nome Arditi, è preso da un reggimento alpino italiano creato nel periodo del primo conflitto mondiale, e poi assunto alla “fama” per lo stretto legame con il regime fascista, partecipando tra l'altro anche alla famosa impresa dannunziana di Fiume. Nonostante ritenga che il duo abbia scelto questo nome ed iconografia per un motivo strettamente musicale, è innegabile che la frase presente sul booklet “In Alto Le Insegna Da Prodi Noi Vogliam La Civiltà Salvar” potrebbe porre qualche problema di “accettazione” del disco da parte dell’ascoltatore meno attento e con poca conoscenza di un genere particolare come il martial ambient.
A parte questi discorsi, “Omne Ensis Impera” è il classico prodotto del genere, ossia, brani dominati da orchestrazioni imponenti, voci narranti campionate e tamburi marziali. Da profano del genere quale sono, ho cercato di ascoltare con molta attenzione il disco, onde trovare una chiave di lettura della release. Ma a parte un paio di tracce abbastanza interessanti come “Der Angriff Geht Weiter” o “Sons Of God”, ho sempre la sensazione che non vi sia molta differenza tra una traccia e l’altra, e soprattutto non riesco a ritrovarmi in mezzo a questa serie continua di orchestrazioni pompose che hanno lo scopo di evocare una fantomatica eroicità ed epicità in un evento così drammatico e terribile come una guerra. Nonostante questi miei commenti personali, il disco è iperprodotto con grandissima cura, e da menzionare anche la collaborazione di Kamrat Nordvagr dei maestri MZ412, che ha curato la fase di mastering e partecipato all’arrangiamento di “Profound Truths” e della parte finale di “Endkampf”.
In definitiva, un lavoro che punta decisamente agli appassionati del genere, e per non rischiare di prendere toppe colossali evito di dare qualsiasi giudizio. Ai posteri l'ardua sentenza..
autore: KarmaKosmik