Novembre/Dicembre 1974 - Ritchie Blackmore lascia i Deep Purple a causa di divergenze artistiche e in brevissimo tempo forma una sua band chiamata inizialmente "Ritchie Blackmore's Rainbow" (la modestia fatta persona, veramente). La pubblicazione del primo album avviene da lì a pochi mesi, con una line-up formata saccheggiando a man bassa gli Elf, band blues rock statunitense (con un bel pianoforte quasi free jazz) che aveva fatto a volte da supporto ai Purple. La responsabilità dello split è dovuta (secondo le voci/leggende del rock) ad un'occasionale registrazione del bizzoso chitarrista con gli Elf stessi e al voler stravolgere il sound della band inglese: questa line-up non è una coincidenza quindi.
Dopo una vana proposta fatta a Paul Rodgers (si, proprio il cantante dei "nuovi" Queen fino a qualche mese fa), viene confermato Ronnie James Dio al microfono, rivelatasi sicuramente non una seconda scelta. Il disco è buono ma Blackmore non è soddisfatto, mantiene in formazione il cantante e defenestra gli altri (i cambi frequenti di strumentisti rimarranno una costante nella band). I nuovi acquisti sono Cozy Powell alla batteria (ex Jeff Beck Group), Jimmy Bain al basso e Tony Carey alle tastiere. Questa formazione incide un album probabilmente inarrivabile nella storia del genere, in meno di 35 minuti ogni concorrente dell'epoca viene spazzato via o quasi (ricordo l'uscita in quell'anno di un certo "Sad Wings Of Destiny"). L'hard rock raggiunge livelli maestosi e una carica epica mai vista fino al quel momento: pezzi come "Stargazer" valgono da soli il prezzo del biglietto ed è veramente difficile descrivere quel suono di chitarra in piena evidenza negli assoli e non, le atmosfere create dalle tastiere, i vari barocchismi e richiami classici neoromantici. La voce di Dio non fà altro che scandire, evidenziare e recitare proprio come un attore messo in musica, i vari passaggi e trame costruite da Blackmore. Il drumming di Cozy Powell è potente e preciso,facendolo salire alla ribalta del grande pubblico e degli addetti ai lavori come uno dei migliori batteristi hard rock/heavy presenti in circolazione. Una gemma che dovrebbe essere presente in ogni collezione di dischi che si rispetti.
Qualcuno disse all'epoca (e ancora taluni lo sostengono) che i Rainbow furono la continuazione dei Deep Purple con altri mezzi, quasi dei subalterni: beh, fategli ascoltare questo disco e intimategli di tacere.
"Where is your star?
Is it far, is it far, is it far,
When do we leave?
I believe, I believe, I believe."
In memory of R.J.D.
autore: Beta Librae