HEAVEN & HELL
"The Devil You Know"
Roadrunner Records (2009)

TRACKLIST
01. Atom & Evil
02. Fear
03. Bible Black
04. Double The Pain
05. Rock & Roll Angel
06. The Turn Of The Screw
07. Eating The Cannibals
08. Follow The Tears
09. Neverwhere
10. Breaking Into Heaven

DURATA
53:59 min.

 

Chiariamo subito una cosa: come facilmente intuibile dal monicker, questi sono i Black Sabbath. Senza perdersi nel confronto tra periodo Ozzy ed era Dio con annessi gnè gnè gnè, basta dire che ci troviamo di fronte alla formazione di "Mob Rules" e "Dehumanizer": musicisti quindi esperti, e già affermati da molto tempo.

Per quale motivo incidere un nuovo album con questa formazione, allora? D'accordo cambiare il nome alla band per evitare i tristi problemi legali con Osbourne (o con la moglie?), ma qual'è la ragione che può spingere degli ultrasessantenni a calcare ancora le scene? Non venitemi a rispondere per soldi, credo ne abbiano a sufficienza e anche più di noi. La passione? Il voler dimostrare di non essere finiti e "bolliti"? Probabilmente il punto è questo, e credo si possa rispettare benissimo l'intenzione dimostrata.

I risultati, però, a mio avviso non sono stati così eclatanti: questo disco affonda, come prevedibile, nel passato a nome Sabbath ma il sound è stato aggiornato a livello di produzione in modo da risultare corposo, cupo e per nulla retrò, o quasi. Copertina pacchianissima da film horror di serie Z, e un Ronnie James Dio in grande spolvero per i suoi 66 (!!!!) anni completano il tutto. Devo ammettere che sentire delle influenze doom così marcate in alcuni passaggi mi ha abbastanza sorpreso ma, dopotutto, se non lo fanno i creatori del genere chi può farlo? "Fear" e "Bible Black" sono dei grandissimi pezzi, trascinanti ed anche abbastanza orecchiabili da ritrovarsi a cantarli dopo mezzo ascolto. Geezer Butler si riconosce immediatamente, merito di un grandissimo lavoro a livello di ritmiche con quel basso incessante e corposo di sottofondo. Iommi lo conosciamo tutti e non credo abbia bisogno di presentazioni, da macchina crea-riff qual'è, mentre Scott Warren (ex Warrant e Dio) sostituisce Geoff Nicholls alle tastiere.

Qual'è il problema allora, visto che ci stò girando troppo sopra? Semplicemente la "normalità" di certe soluzioni, il troppo mestiere: mancano quei picchi di genialità che marchiavano i vecchi lavori. D'accordo che gli anni si fanno sentire per tutti, ma bisogna anche esser onesti con sè stessi e chiedersi se un lavoro del genere possa aggiungere qualcosa alle immense discografie degli artisti in questione. A mio parere, dubito fortemente. Sicuramente è gente che sà fare BENE il proprio mestiere e indubbiamente il lavoro cresce con il passare degli ascolti, ma non me la sento proprio di affermare che ho apprezzato completamente questo "come back". Con la scomparsa recentissima del grande cantante statunitense, mi domandavo ed ero sinceramente curioso di verificare se la mia opinione su questo disco fosse cambiata. Risposta: no.

In memory of R.J.D.

autore: Beta Librae