
MAR DE GRISES
"Streams Inwards "
Angelic Recordings (2009)
TRACKLIST
01. Starmaker
02. Shining Human Skin
03. The Bell And The Solar Gust
04. Spectral Ocean
05. Sensing The New Orbit
06. Catatonic North
07. Knotted Delirium
08. A Sea Of Dead Comets
09. Aphelion Aura
DURATA
56:06 min
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Ammetto di avere sempre avuto un occhio di riguardo per questi sudamericani: il loro esordio del 2004, "The Tatterdemalion Express", era un disco accademico ma riuscito; il secondo album "Draining The Waterheart" del 2008 era un bel passo avanti, un lavoro coraggioso e soprattutto decisamente personale. I Mar De Grises del 2010 si dimostrano un gruppo ormai maturo e consapevole dei propri mezzi: i loro brani sono ben bilanciati a livello melodico, offrono costruzioni ben studiate e utilizzano un sound che usa bene i cliché del genere ma senza abusarne ("Starmaker"). Il loro Doom è molto suonato e strutturato in modo tutt'altro che monolitico; pesca a piena mani dalla tradizione scandinava e ci mette in mezzo soluzioni -soprattutto a livello vocale- davvero degne di nota (l'ottima "Shining Human Skin"), sfruttando bene tutte le sfumature del genere.
La prima parte dell'album viaggia spedita in quanto il gruppo non si prende rischi eccessivi. Questo porta a brani riusciti ma forse privi di quella scintilla che aveva reso così particolare il secondo album; il rischio quindi (esagerando un pò) di apparire una versione più complessa degli Swallow The Sun è dietro l'angolo ("Sensing The New Orbit").
La seconda parte dell'album presenta invece i brani più interessanti: "Catatonic North" è una sorta di lacerante ballad che fa dei forti contrasti il suo punto di forza mentre "Knotted Delirium" risulta essere una canzone davvero ambiziosa, "storta" e assolutamente riuscita. Si conferma l'impressione insomma che questi sudamericani abbiano il potenziale anche per distaccarsi dal genere, sfruttandone le sue pieghe più particolari.
"Streams Inwards" è l'album di un gruppo che sta cercando di farsi un nome (positivo in questo senso l'approdo a Season Of Mist), è un disco solido, fatto di belle intuizioni da musicisti consapevoli dei propri mezzi. Soffre un pò l'essere figlio del compromesso tra immediatezza e sperimentazione, soprattutto a livello di songwriting; mi auguro ovviamente che la seconda strada sia quella che prevarrà in futuro. Per ora comunque godiamoci questo album che con buona probabilità sarà tra le migliori cose del genere in questo 2010.
autore:IntoTheBlack
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