Inizio questa recensione in maniera inversa, ovvero parlando degli aspetti negativi di questa release, visto che il 99% di ciò che riguarda questo "Ghost Owl", debut ep degli italiani Caronte, è assolutamente positivo. L'unico lato negativo di questa release: la durata! Si perchè una volta finito di ascoltare i tre pezzi che la compongono, il nostro cervello ne chiede ancora, e ancora, e di più. Tale è il coinvolgimento che la band accende nell'ascoltatore, che ad ogni ascolto si rimane ancora affamati, e premere di nuovo il tasto play è la cosa più naturale da fare, quasi a livello di tossicodipendenza.
Come un fulmine a ciel sereno irrompono tra di noi questi Caronte, side project doom di Dorian Bones dei Whiskey Ritual, e immediatamente ci trasportano in viaggio acido e lisergico che personalmente non mi coinvolgeva in questo modo da anni, soprattutto in Italia. Il doom della band è ovviamente figlio della storia sabbathiana che regna sul mondo musicale, ma sin da subito il quartetto è capace di vivere di vita propria grazie a composizioni che, pur dovendo molto come detto ai padri fondatori del genere, fanno passare questo dettaglio in secondo piano grazie a passaggi musicali ed atmosfere di assoluto spessore. Lo spettro di Iommi lascia spesso il palcoscenico a momenti esoterici e acidissimi degni degli Electric Wizard e, a mio parere, anche dei Pentagram, per un risultato finale sporco, massiccio, fautore di situazioni in cui acidi, magia e sesso si intrecciano in dosi corpose.
Adeguatissimi i suoni per quanto mi riguarda, grassi e fangosi al punto giusto, sia sulle chitarre che sul basso, fortunatamente non in secondo piano. Positiva anche la prova vocale di Bones, in possesso di questo timbro particolare, che per qualche strano motivo mi ha ricordato certi cantanti anni 50 americani (un po l'effetto che fece Michale Graves nei Misfits per intenderci). Spettacolare anche la grafica, curata da Tumulash dei Tumulus Anmatus.
Vogliamo un fottuto album ora!
autore: Destroyer