IL CODICE DI NEWTON

Autrice: Rebecca Stout (2007)

EDIZIONE:
Piemme

TITOLO ORIGINALE:
Ghostwalk

PAGINE
349

 

Non ci stancheremo mai di denunciare questa "usanza" italiana di reinventare il titolo di un film o di un libro per adattarla ai gusti dell'italiano medio, e soprattutto per ottenere un economica esca per vendere qualche copia in più. Questo è il caso de "Il Codice Di Newton", esordio della scrittrice e documentarista inglese Rebecca Stoutt, il cui titolo originale era "Ghostwalk" (camminata fantasma), trasformato in modo da poter accallappiare qualche esaltato del plurivenduto e osannato "Il Codice Da Vinci" di Dan Brown. Certo, nonostante l'orribile titolo italiano c'è da aggiungere che anche il libro in sè cerca di più volte di inserirsi nel filone del "Thriller Storico", lanciato al grande pubblico proprio dallo scrittore americano, prendendo come spunto il famoso scienzato inglese del XVII secolo Isaac Newton.

Il libro parte dalla misteriosa morte della ricercatrice Elisabeth Vogelsang, una dei maggiori esperti di quel periodo storico, avvenuta poco prima della conclusione del suo ultimo libro "L'Alchimista". Questo libro era diventato una vera ossessione per la Vogelsang, ci lavora senza sosta da più di dieci anni, ed aveva come obiettivo quello di dimostrare l'appartenenza di Newton ad un estesa rete europea di alchimisti. Per completare gli ultimi capitoli di tale manoscritto, il figlio Cameron Brown ingaggia Lydia Brooke, amica di Elisabeth e nonchè sua ex-amante, di ritorno a Cambridge dopo anni di lontananza volontaria. Sarà quindi opera di Lydia, quella di scavare nelle memorie e appunti per riportare alla luce le scoperte ottenute in molti anni di dure ricerche dalla sua vecchia collega. Questa è in sostanza la base di partenza del romanzo, la Stoutt giostra il tutto su due piani temporali paralleli, il nostro tempo e il XVII secolo. Due periodi di tempo in apparenza così diversi e lontani, ma che ben presto si riveleranno essere ben connessi l'uno con l'altro.

Sicuramente il soggetto scelto non è dei più intriganti, ma c'è da dare atto alla scrittrice inglese di aver descritto in maniera dettagliata e ricercata tutti i fatti storici che riguardano l'epoca in cui visse Newton, presentati in forma divulgativa dallo scritto di Elisabeth. Una sorta di "romanzo nel romanzo". Purtroppo, se nel campo storico la Stoutt si dimostra abbastanza in gamba, è a livello narrativo che si evidenzia la sua inesperienza come scrittrice. I personaggi sono tutti delle macchiette, Cameron lo scienzato tutto di un pezzo e figlio di puttana, Lydia la "tradita" per eccellenza, Elizabeth la studiosa alienata e cosi via. Anche le parti "intimiste" sui pensieri di Lydia sono di una noia mortale, frasi lente e macchinose, che portano allo stremo la pazienza del lettore. E per ultimo il finale, che ovviamente non rivelerò, ma che annuncio essere di un ridicolo pazzesco, dalla serie tanto rumore per nulla. Insomma, "Il Codice di Newton" è il classico romanzetto estivo da leggere sotto l'ombrellone tra un bagno e l'altro. Se per voi la lettura è "fatto misterioso più qualche cadavere più storiella d'amore travagliata condita da un pizzico di sovrannaturale", beh, allora ci potete spendere anche i soldi, per gli altri, stateci alla larga!

autore: KarmaKosmik