Arrivano dalla Svezia questi Moloken, che con "Rural" tagliano il traguardo del secondo album. Il quartetto scandinavo, e fa quasi effetto dirlo mentre si ascolta la loro proposta, delizia le nostre orecchie con una sorta di sludge\doom core che non mancherà di deliziare i patiti del genere, ma che al tempo stesso penso possa risultare interessante anche a chi non mastica questo genere con facilità. Dico questo perchè pur proponendo uno stile che forse è tra i più ostici attualmente in circolazione, la band riesce a creare dei passaggi strumentali decisamente intriganti e dall'atmosfera occulta e malsana che in molti troveranno di sicuro interesse.
Pur offrendo anche qualche capitolo più corto rispetto alla media, i Moloken basano il proprio sound su lunghe cavalcate oniriche che, nonostante tutto, puzzano comunque di deserto: più di una volta durante l'ascolto di "Waltz Of Despair" si possono immaginare situazioni tipiche di slasher polverosi come "Le Colline Hanno Gli Occhi", tanto per dirne uno. L'eccellente strumentale "Casus" ribadisce quello che è un mio pensiero: in questo genere la voce andrebbe eliminata, perchè non aiuta decisamente l'atmosfera generale, ed è ascoltando pezzi come questo che questa idea diventa convinzione. Superba "Blank Point", con chitarre dissonanti che rimandano e non poco ai norvegesi Virus, e nota di merito anche per la lunga "Ulv", oltre 16 minuti in cui la band non disdegna anche accelerazioni cariche di cattiveria.
I Moloken probabilmente riescono a risultare interessanti proprio per via delle atmosfere, più vicine a situazioni misteriose, horror se vogliamo, sicuramente dark, e l'approccio live in fase di registrazione aiuta non poco a rendere il disco molto più fluido e meno pachidermico di tanti altri.
autore: Destroyer