La vita è strana, specialmente nel settore musicale. Capita, anzi, dovremmo dire che è capitato (visto l'anno di uscita del disco) spesso, e volentieri, di notare come bands di stile simile a questa abbiano ottenuto notevole successo di pubblico (e di vendite...), anche se magari il loro valore, messo a confronto, equivale a meno della metà dal punto di vista tecnico, compositivo, concettuale, varie ed eventuali.
Spero quindi che, nel nostro piccolo come webzine, riusciremo con questa recensione a dare un po' più di visibilità ad un gruppo decisamente troppo ignorato e sottovalutato, oltre a contribuire alla sua "riscoperta". Riscoperta, per fortuna, parzialmente avvenuta negli ultimi anni tramite ristampe ed altro, come andremo a vedere.
Bando alle introduzioni ora, e veniamo alla sostanza. I Metamorfosi (nome preso da...boh?! Ovidio? Apuleio? Kafka? Presumo sia quest'ultimo, anche se non ho trovato informazioni al riguardo) esordiscono nel 1972 con l'album "...E fu il sesto giorno", basato principalmente su strutture tardo-beat e riferimenti biblici, oltre alla possente voce e al flauto di Davide "Jimmy" Spitaleri. Enrico Olivieri si occupa dell'organo hammond e del pianoforte, mostrando di possedere un'ottima padronanza dello strumento, e uno stile classicheggiante, caratteristica che sarà ancora più evidente nel disco uscito l'anno successivo, proprio questo "Inferno".
Il titolo parla già da sé: l'ispirazione per questo concept album (perchè di questo si tratta) viene proprio dal primo cantico di quel "poema da quattro soldi" intitolato "(Divina) Commedia", scritto da Dante Alighieri. Opera modificata, e attualizzata, includendo tra i cerchi delle categorie punite anche gli spacciatori di droga, i razzisti e i politicanti.
La musica presenta influenze degli Emerson Lake & Palmer (soprattutto per le parti di tastiere/hammond) e jazzistiche, ma non ci ritroviamo di fronte all'ennesima copia "made in Italy" delle bands inglesi. La voce baritonale di Spitaleri è decisa, potente, ricca di pathos; allo stesso tempo, però, capace di adattarsi in maniera più "soft" e sussurrata ai testi e allo sviluppo musicale del disco. Capacità, questa, degna solo dei grandi cantanti/interpreti. La sessione ritmica composta da Roberto Turbitosi al basso e Gianluca Herygers alla batteria è molto efficace nell'accompagnare le aperture di hammond e tastieristiche di Olivieri, mostrando preparazione, compattezza e anche personalità. Rispetto all'album precedente, le atmosfere musicali generali sono molto più oppressive; caratteristica, oserei dire, quasi "scontata" visto il tema scelto anche se il mood generale non è plumbeo, come invece si può dire per altri progetti simili dalle tematiche "dark". Per il resto, la virata definitiva dello stile musicale verso il progressive rock tipico di quegli anni è evidente.
Tra i brani degni di nota (ma tutto il disco è su alti livelli, come ormai avrete intuito) troviamo l'accoppiata "Caronte" e "Spacciatore Di Droga" in cui Jimmy Spitaleri raggiunge picchi interpretativi altissimi, quasi a fare da narratore a questo anatema musicale. "Violenti" narra di un delitto a probabile sfondo mafioso ("Cadde colpito da due canne mozze /perchè ti aveva tradito. /Col sasso in bocca egli fu ritrovato / dentro quel campo d'arance."), mentre "Lucifero (Politicanti)" è un urlo di accusa contro una classe dirigente colpevole di aver tradito, e ingannato, la fiducia dell'intera popolazione umana.
In sintesi, mi sento decisamente di consigliare l'acquisto del disco, sia per l'elevata qualità del lavoro in questione, sia per l'importanza dello stesso nell'ambito del rock progressivo italiano "underground".
Anche se all'epoca "Inferno" vendette circa 10-15.000 copie (almeno così dicono alcune fonti), problemi interni al gruppo, e la mancanza di supporto da parte delle case discografiche, porteranno allo scioglimento dello stesso con successiva reunion (sempre a nome Metamorfosi) della storica coppia portante Spitaleri/Olivieri nel 1995, insieme a due altri musicisti. Nel 2004 esce finalmente un nuovo disco, "Paradiso", secondo atto della prevista trilogia basata sulla Divina Commedia: alcune parti erano già state composte negli anni Settanta, e accantonate appunto per lo scioglimento della band.
Il 2011 ha visto l'uscita in cd del loro primo live, "La Chiesa Delle Stelle" (registrato nella chiesa di Santa Galla a Roma, con tanto di organo a canne), mentre è in fase di composizione (dovrebbe uscire entro la fine del 2012, se non ci saranno imprevisti) "Purgatorio", il quale va a chiudere il cerchio ben trentanove anni dopo.
Dal 2010, infine, Jimmy Spitaleri prende il posto di Aldo Tagliapietra come cantante de Le Orme, altra band storica del rock italiano.
Vorrei concludere rispondendo a una critica che sento spesso e volentieri quando parlo di bands e dischi del periodo, o anche precedenti: è roba vecchia?... E chi se ne frega scusate???
Nota: la tracklist indicata è quella dell'edizione originale in vinile della Vedette; le ristampe in cd firmate Vinyl Magic e Btf hanno accorpato alcuni pezzi, riducendo il numero totale a dodici.
autore: Beta Librae