Non è la prima volta che il genere horror cerca di sfondare il confine tra reale ed irreale, cercando di dare una lettura realistica, o meglio documentaristica, ad una storia ovviamente di fantasia. Il capostipite di questi film è senza alcun dubbio "Cannibal Holocaust" di Ruggero Deodato, che con la "scusa" di aver montato alcune pellicole ritrovate nella giungla amazzonica, costruisce una storia efferata e sanguinolenta sul conflitto tra civiltà ed inciviltà, nel senso moderno di società non progredita e rimasta alla sua cultura di base. Un altro film che fece molto scalpore, più per l'intelligente propaganda sotterranea su Internet che altro, fu "Blair Witch Project" di Daniel Myrick ed Eduardo Sanchez. Questo film girato praticamente con una telecamerina portatile, raccontava della "scampagnata" di un gruppo di ragazzi nella campagna del Maine alla ricerca di notizie e reperti su una presunta strega vissute in quel luogo secoli prima. La particolarità del film stava nel fatto che il tutto era girato in prima persona, con la telecamera che veniva passata di mano in mano agli attori del film, portando quindi spostando ancora oltre quel confine tra realtà e fantasia. "Rec" si pone sulla stessa lunghezza d'onda dei due film sopracitati, con la differenza che a fare "base reale" per la pellicola è un reality televisivo, purtroppo uno dei simboli della televisione del nuovo millennio, dal titolo "Mentre Tu Dormi".
La trama è piuttosto semplice, Ángela e Pablo sono rispettivamente conduttrice e cameramen di questa trasmissione, il cui scopo è quella di raccontare la realtà notturna di un grande città spagnola, in questo caso Barcellona, e la "puntata odierna" è ambientata in una caserma dei vigili del fuoco. L'inizio del film è estremamente lento, complice anche la normale routine dei pompieri che mal si adatta ad una trasmissione in cerca di scoop ed azione. Una normale chiamata di intervento generico è quel salvagente che Ángela e Pablo stavano attendendo per salvare un minimo la puntata. Ma tale chiamata si rivelerà solo l'inizio di un lungo incubo...
Non avventurandomi nei dettagli della storia al fine di non rovinare le attese di chi non avesse ancora visto "Rec", posso dire che il film si può dividere in quattro parti. La prima è quella della visita della troupe televisiva alla stazione dei "bomberos", lenta ed a tratti quasi comica. La seconda, che riguarda l'arrivo nel luogo dell'intervento ed il successivo capitolare degli eventi, rappresenta il lato migliore del lungometraggio. Telecamera ovviamente a mano, situazioni caotiche e colpi di scena, in parte prevedibili, ma di sicuro effetto. Purtroppo, nella terza sezione del film, si scade nel classico fuggi fuggi con qualche scenetta gore, ma nulla di eccessivo. Si giunge così nel finale ambientato nell'attico del palazzo, dove parte del mistero trova una sua minima risposta, rialzando anche il tono del film con un buon finale girato con la telecamera ad infrarossi.
Tralasciando qualche buco nella sceneggiatura abbastanza evidente, "Rec" mostra ancora una volta quanto vivo ed interessante sia il cinema horror europeo rispetto a quello americano, arrivati addirittura a farne un remake a tempo di record dal titolo di "Quarantena". Pur girato in ristrettezze economiche, Plaza & Balaguerò riescono a tirar fuori un prodotto assolutamente non banale, pur trattando un genere horror, che non dico ovviamente quale sia, abbastanza inflazionato rendendo "Rec" uno delle migliore pellicole di "paura" arrivate in Italia in questo 2008 ormai giunto alla fine del suo mandato.
autore: KarmaKosmik