I Nahemah sono il classico gruppo che offre un' eccellente proposta musicale, ma che fatica a farsi notare dal grande pubblico. Eppure gli spagnoli, giunti al terzo album, stanno dimostrando di avere capacità, gusto e quel pizzico di personalità che non tutti i gruppi sono in grado di possedere.
"A New Constellation" conferma in pieno le ottime impressioni mostrate con il precedente "The Second Philosophy"; lavoro quest'ultimo che mi aveva fatto scoprire un gruppo ispirato e con diverse frecce al suo arco. Musicalmente siamo sempre nei dintorni di un metal, più o meno come Opeth e Novembre insegnano, che ha nelle radici il death scandinavo, filtrato però da una notevole propensione alla melodia e alle atmosfere progressive. Ecco allora che scream e pulito si alternano con buona efficacia e le canzoni si articolano tra atmosfere molto curate in bilico tra parti heavy e stacchi soft.
Uno dei punti di forza degli spagnoli è sicuramente il songwriting: molto ben impostato, che non si dilunga mai in assoli o fronzoli vari e che offre una serie di melodie ben congegnate e non ruffiane. Il tutto senza risultare mai forzati o pacchiani. L'uso di synth, un pizzico di elettronica e l'utilizzo del sax (magistrale in "Absynthe", una delle tracce migliori dell'album) aiuta a rendere il tutto meno banale e si inserisce perfettamente nelle atmosfere "gotiche" del gruppo. La prova vocale è sufficiente: media tra un growl ben calibrato ma non eccezionale e un pulito che si difende ma che arranca un pò e non spicca come dovrebbe. In ogni caso le melodie a supporto sono interessanti e mettono in mostra un gruppo che cerca di giocarsi le proprie idee, portando avanti un discorso musicale concreto e sincero. Tutti i brani in tracklist sono degni di attenzione (bello anche l'intermezzo "Air") e non si segnalano filler (pregio non da poco), passando così dalle atmosfere sognanti di "Follow Me" ai ritmi più sostenuti e immediati di "The Trip".
"A New Contellation" è un lavoro da tenere in serissima considerazione per che ama le atmosfere di Opeth, Novembre, Novembers Doom, ecc... Un album che, nonostante alcuni limiti, offre tre quarti d'ora molto piacevoli; non immediati ma da assaporare con attenzione e gusto. Il lavoro svolto è di indubbia qualità: affinando ancora le armi e non avendo paura di osare, il gruppo ha le carte in regola per ritagliarsi uno spazio di primo piano nel genere.
autore: IntoTheBlack