IL NASCONDIGLIO
(Il terrore è di casa)
Regia: Pupi Avati (2007)

CAST
Laura Morante: Lei
Rita Tushingham: Paula Hardyn
Burt Young: Mueller
Treat Williams: Padre Amy
Giovanni Lombardo Radice: Vincent
Yvonne Brulatour Sciò: Ella Murray

DURATA
100 min.

 

Dopo lo spagnolo "The Orphanage" (vedi recensione) torniamo a parlare di "hunting houses", ossia di case infestate, uno dei filoni guida del cinema horror, ma questa volta rivolgiamo la nostra attenzione ad un film nostrano, diretto nientepopodimenoche da Pupi Avati. Questo "Il Nascondiglio" riporta il caro Pupi al suo primo amore cinematografico, dal momento che ben pochi infatti ricordano i suoi inizi horrorifici con film a basto costo come "Balsamus, l'Uomo di Satana" e "Thomas... gli Indemoniati", ma il legame è particolarmente stretto con quel capolavoro nero che risponde al nome di "La Casa Dalle Finestre Che Ridono".

Le connessioni tra questo capolavoro ed il film qui recensito sono molte, come per esempio la classica casa isolata mezzo diroccata, segreti di paese sepolti ormai dimenticati e la testardagine del protagonista a voler andare a capo della vicenda, sebbene le ambientazioni risultino diverse. Infatti, dalle nebbie venete de "La Casa Dalle Finestre Che Ridono" ci spostiamo in una anonima provincia americana dell'Iowa, nella inquientate "Snake House" (casa dei serpenti) per essere precisi, dove, grazie all'introduzione iniziale, apprendiamo che il 22 dicembre 1957, la tranquillità di quella che era una modesta casa di riposo per signore anziane viene sconvolta da un terribile delitto. In seguito a tale evento la casa rimane disabitata per quasi cinquant'anni, fino a quando una signora di origini italiane (Laura Morante), appena uscita da un periodo in manicomio in seguito al suicidio del marito, decide di aprirci un ristorante italiano. Ovviamente, non appena iniziano i lavori di ristrutturazione dei locali, iniziano ad accadere strani eventi, che porteranno la signora Morante ad indagare su eventi rimasti sepolti per mezzo secolo.

Questa è in breve la trama del film, che risulta molto semplice e lineare, con un finale nemmeno troppo scontato. Ci sono tutti cliches del genere: scricchiolii, la classica persona sola ed insicura, voci notturne ed oggetti spostati nel corso della notte. La fotografia ed un andamento lento della storia fanno sembrare il film quasi una riesumazione di una vecchia pellicola horror degli anni '80 trovata chissadove. Purtroppo, se da una parte il film funziona proprio per le sue atmosfere standard, più da "ghost story" alla King Diamond, che di un horror vero e proprio, dall'altra parte Laura Morante sbaglia completamente l'approccio al personaggio, anzi diciamo tranquillamente che non recita minimante. La Morante mantiene la stessa faccia e lo stesso tono di voce per tutta la durata del film, risultando del tutto poco credibile nell'affrontare i "straordinari eventi" della Snake House. Forse, non è proprio tutta colpa sua, visto che il background del suo personaggio non viene approfondito, lasciando il suo passato in manicomio, come un evento a se stante.

Peccato davvero, una recitazione di così basso di livello da un'attrice quotata del suo calibro era inaspettata, ma, nonostante questa bassa prova attoriale, ritengo che il film sia stato più uno svago temporaneo per il buon Pupi, un bel passatempo, piuttosto che un film che puntasse in alto (vedasi al contrario le profonde dinamiche padre-figlia de "Il Papà di Giovanna"). Insomma, un buon film per passare un serata in poltrona senza problemi.

autore: KarmaKosmik