VARG VIKERNES
"Paganism"
(2005)

PREFAZIONE (redazione)

PARTE I - L'Antica Religione
PARTE II - Il Santo Gral
PARTE III – L’Unico Anello
PARTE IV - Ultima Thule
PARTE V - Sacrifici

PARTE VI - L’Igiene Nell’Era Pagana

PARTE VII – Perché Il Paganesimo Ha Fallito?

PARTE VIII – Selezione Soprannaturale
PARTE IX – L’Antica Democrazia
PARTE X – L’Origine E Scopo Della Religione
PARTE XI
PARTE XII
PARTE XIII
PARTE XIV
PARTE XV


PAGANESIMO
PARTE IX – L’Antica Democrazia

L’antica società Scandinava era composta da case (cioè parenti stretti, famiglie), tribù e nazioni. L’ultimo termine veniva inteso come una “tribù più grande”, ed era composta dall’unione di tribù minori. La tribù Norvegese più grande, per esempio, era composta da tribù conosciute da noi (dai loro nomi Latinizzati) come gli Halogi (Adogit), Rani, Harobi (Arothi), Rugi, Augandzi/Egdi, Raumi, Granni e Ragni (1). Le tribù minori erano tutte composte dall’unione di diverse case. Il fondamento dell’antica società era un’ascendenza comune, così l’individuo era per prima cosa leale verso la sua casa, poi verso la sua tribù, ed infine verso la tribù più grande. Più erano forti i legami di sangue, più forte era la lealtà.

Gli uomini erano considerati sempre eternamente legati alla propria casa (e così alla tribù e ad alla tribù più grande), ma le donne potevano diventare parte di un’altra casa, attraverso il matrimonio con un uomo di un’altra casa. Per questa ragione, quando divenne normale usare i cognomi (nella tarda Antichità), le donne sempre ereditavano i cognomi dei loro mariti con il matrimonio, perché la moglie entrava nel casa del proprio marito, e non il contrario. Un uomo non poteva mai diventare parte di un’altra casa, nemmeno se fosse stato sottomesso dai membri di un altro casato, perché gli schiavi non venivano considerati. Gli schiavi erano mera proprietà, proprio come il bestiame (2). Se uno schiavo fosse scappato via sarebbe diventato un fuorilegge senza alcun diritto. Le schiave potevano sposare gli uomini di una casa, come le altre donne, ma erano considerate come le loro “friller” (“governanti”), una sorta di moglie di secondo ordine. Qualsiasi bambino che fosse venuto da questo tipo di relazioni d’altra parte era (o poteva essere) considerato come figlio legittimo e parte del casato dell’uomo.

Gli schiavi nell’antica Scandinavia formavano circa il 10% dell’intera popolazione, ed il resto si divideva in due categorie: nobili o uomini liberi. La definizione di un nobile era “un uomo libero con una proprietà óðal (allodio), ed era ciò che semplicemente li differenziava dagli altri uomini liberi. La parola Scandinava (3) per nobile adelig, deriva infatti da óðal. Lo Scandinavo adelig (nobile) è semplicemente lo stesso di "óðal-ish" o "óðal-y" e adelskap (nobiltà) sta per "óðal-ity".

Oggigiorno in Norvegia basta semplicemente portare avanti una fattoria per 20 anni prima di poterla considerare una “proprietà óðal" (4), ma nel passato Pagano la casa (parenti/famiglia) doveva possedere e gestire una fattoria per diverse generazioni poter fare la stessa cosa. Un membro sposato della famiglia doveva essere nato, sposato, vivere, ed una volta morto, sepolto nella proprietà (parte nord della fattoria) e rinascere (come nuovo membro della casa) prima che essa potesse considerarsi una “proprietà óðal”. La ragione per questo era che per diventare nobile, l’uomo libero doveva essere elevato ad essere divino, conoscere l’àsamàl (“il linguaggio degli dei”) e basicamente diventare un dio o una dea. Il tumulo cimiteriale della casa, locato nella parte settentrionale della fattoria (5), era un portale verso il regno degli dei, e fino a quando il portale non fosse stato “sbloccato” ed “aperto”, non ci sarebbe stata alcuna connessione mistica tra il Cielo e la Terra sulla proprietà. Se tale collegamento non fosse esistito, gli dei e le dee non avrebbero potuto prendere parte alla vita dei viventi, e se gli dei non poterono farlo, i viventi non potevano essere elevati ad esseri divini.

Nel linguaggio Scandinavo, il marito è, tra le altre cose, chiamato ekternann (“uomo vero”) e nel passato la moglie era anche chiamata ektekone (“vera donna”).Questo perché i nobili non sposati non erano visti come completi (“veri”) esseri umani. Anche un nobile non era quindi visto come completo fino a quando non si fosse unito in matrimonio con una donna nobile, e viceversa. Il matrimonio era un rituale di iniziazione che elevava l’uomo fino al divino, cambiando lei in Freyja e lui in Freyr (e conosciamo bene il mistero dalla ben nota favola di Cenerentola). Ancora oggi chiamiamo in Scandinavia le mogli belle, ricche e di classe superiore con il nome di Fruer (sg. Frue), ed in Germania con il nome di Frauerl (sg. Frau). Oggi sia Frue e Frau stanno semplicemente per “moglie”, ma questi titoli derivano dal nome di Freyja (proto-Norvegese Fraujar, proto-tedesco Fraujaz). Questo era un titolo usato sulle donne che erano elevate a divinità! Queste donne erano diventate Freyja sulla Terra.

Così il matrimonio rituale Pagano era una iniziazione che li elevava e rendeva divini, ma questo sarebbe stato ovviamente solo possibile se il casato (stirpe/famiglia) che avrebbero sposato era nobile (id est viveva in una proprietà con un portale aperto e dischiuso verso gli dei). Gli uomini e le donne sulla Terra avevano bisogno di un accesso ad Ásgarðr (a.k.a. Troia) per potersi illuminare e rendersi divini.

Sapendo tutto questo, diventa chiaro il perché i nobili Scandinavi venivano chiamati dìar (“dei”) se uomini, e dìsir (“dee”) se donne, e come il dio avrebbe preso la sua dea, Freyja sulla Terra, verso i campi e benedetto i raccolti, come descritto nei resoconti della storia.

Con tutto questo in mente, dovrebbe risultare piuttosto facile comprendere perché solamente all’uomo sposato di un casato nobile era permesso mettere dei veti, votare e parlare all’antico bing (“parlamento”, “cosa”). Soltanto i nobiluomini erano influenzati dalle forze divine, e soltanto le nobildonne erano elevate al rango divino. Solo loro erano gli dei (6), e così è normale che solo a loro fosse permesso di influenzare il corso della nazione. Erano solamente i veri buoni esseri umani.

Ora, i Greci chiamano questo sistema democrazia, id est “il regolamento delle persone”, e noi possiamo sempre argomentare che non tutti avevano il diritto al voto nell’antica Scandinavia, e quindi non era una vera democrazia. Comunque, non tutti nelle moderne democrazie hanno diritto al voto, eppure continuiamo a chiamarle democrazie. Oggi devi avere 18 anni, ed i più giovani sono lasciati fuori. Gli individui più giovani di 18 anni non possono votare perché riteniamo che sono troppo giovani, troppo inesperti, troppo irresponsabili, troppo facilmente manipolabili e semplicemente troppo stupidi per sapere quale sia il bene delle nostre nazioni. Sono semplicemente inadatti a votare. Nel passato Pagano credevano che coloro che non si fossero elevati al divino non era degni di votare, ma a parte questo il sistema era identico; in altri soltanto una porzione delle persone è ammessa al voto.

Ciò che rende la moderna democrazia così disprezzabile è il primo e più importante fatto che oggi chiunque possa votare, senza tenere conto della loro onestà, origine, stato legale, capacità intellettuale, salute e comportamento, basta soltanto che si abbia almeno 18 anni. Non c’è alcun test di qualità. Persino spacciatori moralmente falliti, violentatori seriali, incurabili pedofili, vili sadici, share broker e tutti gli altri degenerati e criminali della nostra società hanno la possibilità di votare! Mussulmani, Ebrei, Massoni e Cristiani,tutti che odiano l’Europa e ci vedono, inferiori come culture e nazioni, e primitivi, hanno accesso al voto! Persino gli stranieri che non hanno abbastanza cura per le propria patria da rimanere nella loro casa hanno accesso al voto! Tutti questi individui per poter influenzare il corso della nostra nazione devono avere almeno 18 anni.

L’antica democrazia è molto differente, perché in questo sistema solamente chi aveva una ravvicinata ed intima relazione verso la propria patria aveva diritto di voto. Solamente coloro che avevano qualcosa da perdere se le cose fossero andate male avevano la possibilità di votare. Solamente coloro che sono connessi verso la nazione dal sangue sono ammessi al voto. Solamente i nobili, buoni ed illuminati figli della nostre nazioni sono ammessi al voto nelle antiche democrazie.

Ora, sto già ascoltando alcune donne lamentarsi del fatto che solamente uomini nobili erano ammessi al voto, ma ricordo il fatto che marito e moglie erano visti come una unica entità. Loro erano una unità. Si supponeva che la moglie influenzasse il marito, dandogli consigli ed aiutarlo nel prendere la giusta decisione, proprio come Frigg e Saga fanno ripetutamente in relazione ad Óðinn nei miti. Ricorda che se l’uomo non era sposato, non aveva diritto di votare in primo luogo. Nobiluomini non sposati erano non solo visti come troppo irresponsabili ed immaturi per poter votare, ma anche perché non avevano una saggia Freyja dalla loro parte che potesse consigliarli, e quindi non erano ammessi al voto. Il marito rappresentava la sua famiglia, e votava a nome suo e di sua moglie. Loro erano un voto, ed erano rappresentati al “þing” da lui. “Una famiglia, un voto”. Nessuna moglie, nessun voto.

A differenza del resto della società Pagana, nella casa (stirpe/famiglia) non vi era alcuna democrazia, perché tutti noi sappiamo che non si può dare ai bambini di una famiglia possibilità di veto, voto e parola su ciò che si dovrebbe fare in famiglia. Quando sono più vecchi e più saggi, hanno possibilità di dare suggerimento, ma il capofamiglia deve essere responsabile di ciò.

La democrazia funziona solamente se i nobiluomini sposati hanno diritto di veto e voto, come nell’antica democrazia. Se anche altri hanno la possibilità di dire la loro, il tutto si ridurrebbe ad una non auspicabile oclocrazia (“il potere della folla”), come nelle democrazie odierne.

Note:

1. Vivendo rispettivamente in Hålogaland (includendo Trøndelag), Møre/Haflon (Avalon!), Hordaland, Rogaland, Agder, Romerike, Grenafylke, e Ragnariki (oggi Bohuslän in Svezia), lungo la costa dell’Ultima Thule , antica Norvegia, da nord a sud.
2. Secondo il vecchio sistema legale, una mucca attualmente valeva più di uno schiavo. Se tu uccidevi la mucca di qualcun altro bisognava pagare una multa superiore a quella dell’assassinio dello schiavo di qualcun altro.
3. Ci sono leggere differenze tra Danese, Norvegese e Svedese, ma qui li considero tutti per semplicità come un solo linguaggio.
4. A quanto ne so, la Norvegia è la sola nazione che ancora pratica la legge óðal, ma questa legge era comune a tutta l’Europa, o comunque comune nelle aree a linguaggio tedesco.
5. Questo è perché in Scandinavia diciamo che le cose vanno nord og ned(“nord e giù”) quando vanno male. Nord e giù significa dentro la tomba (e verso Hel).
6. Sento di dover chiarire maggiormente che il termine “god” significa “buono” e semplicemente deriva dalla parola “good”. “God” e “good” è sostanzialmente la stessa parola.

Varg Vikernes
(Gennaio 2005 & Febbraio 2006)

 

"Più persone sono elette tra il tramonto e l’alba che tra l’alba ed il tramonto"
(Uno statista americano)