INTERVISTA n. 4/2010
STRANA OFFICINA
Dario e Rolando Cappanera

23.07.10

 

Chi ha letto il report sul concerto della Strana Officina all'Init (leggilo qui), ricorderà che ho accennato ad un'intervista con la band. Eccola qui, il sottoscritto e i fratelli Rolando e Dario Cappanera:

1) Allora, sono qui con i fratelli Cappanera della Strana Officina, direi quindi di partire subito con le domande... ci parlate del disco nuovo dunque?

Rolando: Il disco nuovo l'abbiamo partorito velocemente. Ci siamo ritrovati dopo un pò di tempo, sentivamo l'esigenza di fare questo nuovo album, quindi Dario ha proposto un pò di cose che lui regolarmente scrive quando suona, le abbiamo selezionate e poi ci ho lavorato sopra di arrangiamento... quando i brani hanno assunto una struttura definita, li abbiamo girati per la scrittura delle parti vocali a Bud che ha scritto un pò di melodie per le voci con l'aiuto di Dario, il quale quando scrive pensa già ad una melodia vocale. I testi son stati girati a James Hogg che si era già occupato negli anni '80 della scrittura dei testi, e aveva fatto gli adattamenti dall'italiano all'inglese di vecchie liriche quindi dal quel punto di vista c'è stata un pò una continuità di produzione. Così è nato il disco, velocemente, non ci siamo stati a pensar su più di tanto e i responsi ci danno vincenti, comunque, per la scelta che abbiamo fatto di scriverlo.

2) Apprezzo il fatto che vi rimettiate in gioco, ma perchè un nuovo disco? Non avete paura di scontrarvi con il vostro ruolo di cult band alla fine?

Dario: Beh fondamentalmente perchè tutti ci chiedevano un disco nuovo della Strana visto che abbiamo fatto ripartire la vecchia storia, siamo figli/nipoti di, siamo una cult band, eccetera. La Strana è una band esistente ieri e oggi: siamo in giro dal 2006, abbiamo fatto "The Faith", più di 200 concerti. Paura non ne abbiamo mai avuta, abbiamo affrontato la cosa senza sbattercene il cazzo perchè è nostro diritto e dna, io e Rolando siamo cresciuti con la Strana Officina nelle orecchie e nel cuore. Diciamo inoltre che questo disco ha anche un titolo che lo rispecchia ("Rising To The Call", ndr) per far capire che la band guarda al futuro, ha una storia trentennale, consolidata, di cui tutti sanno tutto e quindi è il momento di guardare al domani quindi un disco nuovo, un altro disco, tutti gli altri progetti che abbiamo, portare la Strana in Europa e tutto il resto insomma.

3) Sono riuscito ad ascoltare il disco solo una volta ma, riguardo la produzione, mi sembra spaccato a metà: alcune tracce mi sembrano leggermente più pulite, altre più grezze e un pò si avvicinano al suono di "The Faith": è una mia impressione o no? A cosa è dovuto?

Rolando: Se ti riferisci alle due tracce in italiano sicuramente c'è una differenza: com'è successo anche in "The Faith", acquistano un suono diverso. Un pò per il linguaggio in italiano, un pò per il riffing che le fà suonare un pò più calde. La mia idea è che il suono sia molto omogeneo, con i dovuti distinguo per queste due tracce.

Dario: C'è da dire anche che quelli in italiano sono i pezzi che erano, cioè quelli di Fabio e Roberto, li abbiamo voluto aggiungere un pò perchè...tutti lo sanno... ( Beta Librae: "c'è anche "Non Sei Normale" vedo...") ...beh si, quella è una cover fatta lì che non era entrata su "The Faith", mentre "Amore E Fuoco" è un vecchio pezzo e volevamo farlo, insomma. Ecco perchè assomigliano a "The Faith", perchè sono i pezzi che erano loro, mentre il resto son tutti pezzi nostri: ci son gli arrangiamenti di chitarra, dei cori, tutto un arrangiamento fatto in fase di mixaggio chitarre/voci che rispecchia un pò il nostro modo di lavorare. Tutto lì.

4) Sul suono italico sappiamo com'è la situazione, bene o male, ma com'è la vostra all'estero in fatto di supporto e di vendite?

Rolando: Purtroppo non abbiamo ancora avuto la possibilità, nè ora nè all'epoca, di uscire all'estero perchè il sistema musicale italiano ha delle sue problematiche a livello strutturale proprio. Soprattutto in passato non avevano un grande interesse verso le band italiane; il nostro obiettivo è arrivare all'estero perchè sappiamo che già con "The Faith" in fatto di vendite, soprattutto in Germania, ci sono stati dei buoni riscontri, e comunque la Strana Officina è conosciuta in Europa.

Dario: É un pò una cult band, soprattutto in Germania.

Rolando: Si, ma comunque anche in Inghilterra, in Grecia ci sono fan che scrivono costantemente chiedendoci di andare... (Beta Librae: "...E voi avete intenzione?") ...per adesso no, ma questo disco è comunque il disco della svolta per noi. É un disco attuale, con una produzione attuale e in cui io e Dario cerchiamo di mettere a frutto l'esperienza maturata in questi anni: attraverso i canali che conosciamo e con le metodologie di cui siamo al corrente, si stà cercando di organizzare qualcosa soprattutto per adesso in Germania. Lì molti distributori acquistano direttamente l'album per poi venderlo (anche se non c'è una distribuzione ufficiale) e "The Faith" comunque ha avuto un buon riscontro, quindi da quel punto di vista siamo ottimisti.

 

Photo Session 2010 by Giacomo"Q"Quilici

5) Andiamo sul personale, tra tre anni è il ventesimo anniversario della tragedia, avete in mente qualche evento commemorativo?

Dario Cappanera: "Al momento no, forse è più celebrativo il fatto che la Strana sia viva e vegeta e che abbia fatto un disco nuovo. Se da qui a tre anni ci verrà in mente di fare uno show di quel tipo ok, potrebbe succedere, queste cose non ci fanno schifo, anzi l'abbiamo fatto ma cercando sempre di evitare questa celebrazione un pò... anche perchè comunque sono cose personali, alla fine i nostri fans sono i nostri fans. I fans di ieri sono anche i fans di oggi... potrebbe anche accadere, magari con Giuliano si può organizzar qualcosa. Di sicuro, per quanto mi riguarda, è più celebrativo il fatto che siamo qua, siamo in tour di nuovo e portiamo la Strana ancora in giro, insomma".

Rolando Cappanera: "Si, son d'accordo. É più celebrativo il disco, senza star a pensare a organizzare qualcosa il 23 Aprile del 2013 che sembra quasi un Armageddon".

Beta Librae: "C'è qualche dedica particolare sul disco?"

Dario Cappanera: "No, come già detto, questo è un pò il nostro disco della Strana. Al di là di questo, nei credits un grazie a Roberto, Fabio e Marcello ci saranno sempre. Tutto quello che ci han lasciato, ci fà esser qui oggi. Ma è un grazie personale".

Rolando Cappanera: "The Faith" è stato palesemente un ringraziamento a loro, ora voltiamo pagina e cerchiamo di andare avanti".

6) Perfetto. Dunque, per quanto riguarda i vostri fans, dal vostro punto di vista, com'è cambiato l'utente "metal" italiano dagli inizi al vostro ritorno? Quali sono le differenze più grandi che trovate?

Dario Cappanera: "Differenze non ne vedo. La cosa bella della Strana Officina è che ancora oggi si vedono i fans di 40/45/50 anni di un tempo, e lo sò perchè quando Fabio e Roberto andavano in giro io c'ero come tecnico. Rivedo le faccie di ieri ancora oggi, invecchiate ma ci sono. La nostra Metal Brigade è qualcosa che pochi gruppi italiani posso vantar di avere, appunto per la storia che abbiamo. La cosa bella è che da quando abbiamo ricominciato nel 2006, i giovani che non sapevano niente della Strana Officina ci hanno conosciuto, magari tramite i fratelli più grandi. Abbiamo acquisito molti nuovi fans, tu ne sei la testimonianza insomma. Sei più giovane di noi, sei qui a farci delle domande... anche all'Italian Gods la metà della gente andava dai 18 ai 30 anni. É stata una grossa soddisfazione. La Metal Brigade cresce ed è una cosa importante, è il perchè siamo qua alla fine".

7) Siete stati tra i primi ad iniziare il movimento heavy metal in Italia. mi sembra però sia difficile per la vostra band avere spazi di un certo rilievo; ad esempio, il recente Italian Gods Of Metal vi ha visti in una posizione di scaletta alquanto criticabile...

Rolando Cappanera: "Mah, la posizione in scaletta all'Italian Gods Of Metal è stata viziata da altre cose, non dalla posizione che ci siamo guadagnati sul terreno. Ci son state problematiche lavorative, personali, commerciali, di business... fino a Novembre eravamo co-headliner, poi ci son state delle peripezie contrattuali con gli organizzatori che ci hanno portato ad avere questa posizione. Non ho ben capito il perchè, è stata una cosa deficitaria anche per l'organizzione stessa, molto probabilmente ci sarebbe stata più affluenza. A noi non è cambiato niente suonare alle 3".

Dario Cappanera: "Sicuramente anche la mancanza di altri nomi storici italiani come gli Extrema o Steve Sylvester ha fatto la differenza".

Beta Librae: "Infatti è un pò che non lo si vede in giro, ho notato"

Rolando Cappanera: "Mah, Steve Sylvester ha firmato un contratto per gli organizzatori del festival, Live Global, e non lo vedi più in giro quindi speriamo che suoni più spesso. Lo salutiamo e gli vogliamo un bene dell'anima. Chiusa questa parentesi, la posizione nel bill non ha cambiato nulla, non ce n'è fregato un cazzo fondamentalmente. Per quanto riguarda la scena, è sempre una battaglia. Ci divertiamo, suoniamo e il nostro obiettivo è conquistare qualcosa all'estero, più che in Italia".

Dario Cappanera: "Cosa su cui inizieremo a lavorare seriamente, anche perchè la Strana è una realtà che batte tremila copie a disco e ci permette di fare 40/50 date l'anno. Siamo felicissimi dell'Italia, ma è il momento di allargare il discorso all'estero visto che ora ci sono le basi".

Beta Librae: "Beh, se etichette straniere mettono sotto contratto le nostre band vuol dire che il materiale c'è, solo che non viene supportato".

Dario Cappanera: "Ma no, non voglio sempre dare la colpa a chi gestisce o a chi produce, anche le band stesse devono capire che non siamo più nell'epoca di una volta, o i Motorhead dove vengono loro a cercar te. Ti devi sbattere tu, fai i dischi, li mandi in promozione... devi sapere come funzionano le cose in Europa a differenza dell'Italia, il publishing, i concerti, i booking, le etichette, le licenze... ci vuole esperienza per poter parlare con gente abituata a far rock 'n' roll prima di noi. Soprattutto, voglio fermarmi su questo, è troppo facile dire "ma no, in Italia non si fà mai un cazzo", quando più della metà dei gruppi che suonano non sanno cos'è un contratto di publishing o un contratto di licenza: bisogna anche saperle affrontare certe cose. Ormai l'esperienza ce l'abbiamo, sia artistica che di business, quindi il discorso andrà avanti".

8) La vostra opinione sul cancro che porta il nome di mp3? Che rapporto avete con il download illegale di musica?

Dario Cappanera: "Mah, i tempi cambiano, le leggi son quelle, ma è troppa retorica. Guarda, le case discografiche han sempre rubato a tutti, han fatto casini e hanno permesso che questo accadesse. Io non dico che sono a favore, però non sono neanche contro, perchè rispetto a quello che hanno fatto le major (e anche le indipendenti) negli anni passati è un pò una rivincita dei fan, visti i tanti soldi che hanno dato in passato. Poi come in tutte le cose occorre un balance. La non regolamentazione di internet, se da una parte aiuta la promozione, dall'altra danneggia le vendite: meno soldi ci sono, meno cose si fanno, in tutti i settori. Devo dire che, con i danni che hanno fatto le etichette, è un bene che ci rimettano più loro. Poi download ne faccio poco: lo faccio, ma di sicuro io e credo l'80% dei fan metal, alla fine compriamo il disco dei nostri beniamini: perchè mi piace averlo e aiutare il metal. Per quanto riguarda il resto, i tempi son questi. Vada come vada, prima guadagnavano solo le etichette, non certo i gruppi quindi... "

Rolando Cappanera: "Si, il discorso è questo. Abbiamo l'edizione limitata di "Rising To The Call" che è esaurita in breve tempo: questo conferma il fatto che quello che vogliono, i fan lo comprano. Se ci sono altri che lo scaricano, è perchè sono delle persone curiose di ascoltarlo, di averlo, poi se c'è qualcuno che ama la band il disco lo compra".

Dario Cappanera: "Chiudo dicendo che noi vendiamo tremila copie in Italia, un migliaio le facciamo tra la Germania e qualche paese europeo. Se pensi che un gruppo come i Motorhead, in Europa, vende 30.000 copie e noi ne facciamo quasi cinquemila, con le dovute proporzioni, il distacco non è così alto. Stiam parlando dei Motorhead, eh, son il primo a dirlo. Però se pensi che non siamo mai usciti dall'Italia per suonare... prendi "Black Rain" di Ozzy Osbourne, che vendeva quattro-cinque milioni di copie a disco, e ne ha fatte 500.000 nel mondo. I tempi son cambiati per tutti, siamo anche gente con i piedi per terra. Diciamo che se la Strana arriva a fare cinquemila copie in Europa... per noi è un successo, perchè ci possiamo permettere di fare un tour di un mese in tutta Europa con queste cifre. Bisogna ovviamente esser un pò dentro il settore per far questi calcoli, senza ironie e senza retorica, si fanno delle proporzioni. Alla fine ha riportato un pò tutti sulla terra questa crisi del disco, mettiamola così".

9) L'ultima domanda è libera... qualche anedotto poco noto che ci volete raccontare? Stranezze successe nel corso degli anni on the road?

Dario Cappanera: "Mah, credo che di noi sappiano molto tutti. Chiedi al Bud, lui è quello che dopo il concerto trovi con i fan a raccontare cose dal '79 fino ad oggi! Lui è la persona ideale!"

Rolando Cappanera: "Ahahahahah, si, l'aneddoto sul Bud è che abbiamo un frontman che si diverte a parlare con i fan, ma non fà interviste! Quindi siamo noi sempre a farle!"

Beta Librae: "Ok, allora vado a cercarlo al bar! Ragazzi, vi ringrazio molto e ci si vede più tardi davanti il palco".

Rolando Cappanera: "Grazie a te."

Dario Cappanera: " Un saluto a tutti i ragazzi di Covenant, grazie mille per quest'intervista, venite a vedere la Strana, rising to the call, sempre presenti cazzo."

10) Riesco per mia fortuna ad incrociare Bud Ancillotti e a porgli la famigerata domanda sugli aneddoti:

Bud Ancillotti: "Eh, ce ne sarebbero un visibilio. Lo sai, a far le interviste son un poco restio, vengono tutti da me per saper 'ste storie! Posso dirti che ai tempi di Johnny Salani, Pappalardo (che all'epoca incideva per l'RCA) voleva acquistare i diritti di "Non C'è Più Mondo", un vecchio brano della Strana. Gli piacevano 'sti brani rock-blues, con quella voce un pò rauca... "

In quel momento ripassa Rolando che ci fà: " Eh, credo che tu sia l'unico riuscito a beccarlo negli ultimi due anni! "

Possiamo chiuderla qui ringraziando Bud, Dario e Rolando per la disponibilità.
Un ringraziamento và anche a Flavio dei Whisperz e a Marcone "Urlatore" per il contatto.

autore: Beta Librae