Il sodalizio fra i padrini del Grindcore, gli inglesi Napalm Death, e i leggendari Cripple Bastards, va avanti oramai da diverso tempo. Forti di un'armonia ormai consolidata dunque, queste due band hanno regalato ai loro fans un'intensissima serata di grande musica. Teatro di questo evento è stato lo Zion Rock Club di Conegliano (TV), locale che ha già avuto l'onore, non molto tempo fa, di ospitare i maestri Morbid Angel accompagnati da Kataklysm, Keep Of Kalessin, Marduk e Arsis. Quale occasione migliore dunque di vedere all'opera questi due meritevolissimi act?

CRIPPLE BASTARDS
Dopo l'apertura del locale e il consueto giro al banco del merchandise (che puntualmente mi fa trovare qualche chicca, con buona pace del mio portafoglio), ecco che iniziano i Cripple Bastards. I suoni sono ottimi e ogni strumento è ben distinguibile l'uno dall'altro (e tenendo conto che si tratta di un gruppo Grind direi che è un'ottima cosa); la scaletta si articola fra alcuni estratti dall'ultimo full "Variante Alla Morte", tra cui la devastante "Karma Del Riscatto" e l'ottima "Spirito Di Ritorsione", e altri pezzi più datati e conosciuti come l'arcinota "Italia Di Merda" e la punkeggiante "Stimmung". Una nota particolare alla prestazione del drummer che, nonostante il kit esiguo, ha costituito una base ritmica devastante, degna di nota anche la prestazione di Giulio "The Bastard" che ha saputo destreggiarsi egregiamente tra growl e screaming laceranti senza mai perdere un filo di tono, promossi a pieni voti!

NAPALM DEATH
Terminato lo show dei Cripple Bastards ci si concede una decina di minuti di riposo, in modo da far riposare i padiglioni auricolari e prepararsi alla performance degli headliner, i grandi Napalm Death. Dopo un sound-check interminabile ecco l'esplosione di violenza che colpisce i presenti in pieno volto come un treno impazzito. Anche in questo caso la scaletta non fa prigionieri, pezzi più nuovi si alternano ai cavalli di battaglia ("Suffer The Children", "When All Is Said And Done"). Gli estratti dall'ultimo nato: "Time Waits For No Slaves" non sfigurano e dimostrano come i Napalm non risentano del peso degli anni e fanno capire a tutti come siano ancora loro i padri indiscussi del Grindcore! I suoni purtroppo in questo caso non erano del tutto ottimi, la chitarra sovrastava spesso il lavoro di batteria e in generale il volume era molto elevato. Nonostante queste piccole macchie però lo show è proceduto alla grande, al termine dell'esibizione la soddisfazione generale era palpabile e non può che far piacere constatare come non tutte le colonne del Metal estremo si siano ridotte ad essere l'ombra di loro stesse.
autore: Soulgrinder