Dopo un leggero periodo di vuoto quasi cosmico, la capitale si anima nuovamente per ospitare uno dei tour più interessanti in ambito death metal organizzato in questi tempi: parlo dell'European Plague Tour, che vedrà protagonisti i mostri sacri Cannibal Corpse, i bravissimi Dying Fetus e le giovani promesse Obscura ed Evocation. Bisogna ammettere che per una volta è stato usato cervello per creare un bill vario ma al tempo stesso capace di non infastidire l'avventore medio, obbligato negli ultimi tempi ad assistere a dei pout pourri di stili spesso indecenti creati più con la mente dell'economo che con quella dell'amante della musica. E' una Roma investita da un improvviso gelo nordico quella che attende la macchina tritaossa Cannibal Corpse, e il caldo del locale è un dettaglio in più che spinge a non perdersi l'esibizione degli opening act (anche se in molti opteranno per arrivare solamente a metà serata). Ma veniamo a quanto proposto all'interno delle mura dell'obsoleto Alpheus.

EVOCATION
Gli svedesi su disco non sono male, il loro death metal compatto e pesantemente basato sulle ritmiche si distacca dalle band connazionali per un uso meno massiccio delle tipiche melodie heavy che hanno reso famosa la Svezia, tanto che la band è più vicina a certe soluzione teutoniche. I suoni non eccellenti del locale, per non dire merdosi, ci fanno sentire solamente la batteria e il basso (credo sia la prima volta in un concerto dove si sente benissimo solo questo strumento): risultato, degli Evocation si capisce poco e niente, tutto è confuso e dalle casse esce un polpettone ritmico che in breve tempo finisce per annoiare. Dispiace perchè la band ci mette impegno, ma quando il suono è una merda c'è poco da fare.

OBSCURA
Il locale è ancora mezzo vuoto quando salgono sul palco i tedeschi Obscura, capitanati dal sempre sorridente e affabile singer\chitarrista Steffen. Il loro ultimo album, "Cosmogenesis", li sta portando alla ribalta tra le formazioni di death metal tecnico, e devo dire che il disco ha fatto breccia anche nel cuore del sottoscritto, poco incline ad accettare funambolismi e voli pindarci sugli strumenti. Nonostante un leggerissimo miglioramento, i suoni sono ancora deficitari, alcuni strumenti sono quasi inesistenti, altri tendono a sovrastare il tutto. Per una band come gli Obscura, dove tra un sontuoso basso a 5 corde e continui intrecci chitarristici è fondamentale avere dei suoni nitidi, di conseguenza anche la loro prestazione risulterà gravemente compromessa. La già famosa "Incarnated", pesantemente influenzata dai Death tanto da sembrare una cover di "Symbolic" (anche il frontman lo conferma, nel presentarla alla folla sotto il palco) scalda gli animi dei metallari medi presenti, che durante tutto il set del quartetto tedesco ha dimostrato di conoscere bene anche gli altri pezzi, tributando massicce dosi di applausi e supporto agli Obscura, che incuranti di tutto hanno sciorinato per tutta la mezz'ora a loro disposizione gran parte dei cavalli di battaglia che compongono il succitato album. Nota di merito per il batterista, che in più casi ha veramente devastato la batteria con potenza e precisione, e al bassista: non deve essere semplice sostituire egregiamente un mostro come Thesseling dei Pestilence. Peccato veramente non poter vedere una band con tale potenzialità non riuscire a suonare nelle migliori condizioni neanche per miseri 30 minuti.

DYING FETUS
Ammetto di non aver mai seguito, per un motivo o per l'altro, questa band. Dopo la prestazione offerta, la prima cosa da fare è andare a cercare tutte le loro release, perchè questi maledetti americani hanno rotto il culo. Sono solo in 3 eppure creano un mostro sonoro di proporzioni ENORMI. Sono rimasto stupito dall'assalto totale generato, tra l'altro utilizzando una tecnica strumentale non indifferente: il bassista che cantava mentre faceva un doppio tapping su grind di batteria, il chitarrista Gallagher che volteggia liberamente mentre vomita da puro cavernicolo, e un batterista che ha sconquassato il suo kit (anche se in verità devo ammettere di non aver digerito le casse così piene di trigger). Il continuo alternarsi di stoppatoni e grind punisce il cervello, a volte è quasi difficile stargli dietro, ma nel complesso il set proposto dalla band del Maryland è qualcosa di letale. I presenti (finalmente il locale si è riempito) hanno provato immenso piacere nel farsi picchiare da questi buzzurri, dimostrando come il terzetto sia conosciuto nell'ambiente e parecchio apprezzato. Non saprei dire quali song e da quali album sono state prese perchè come già detto non conosco la loro discografia, ma a giudicare dalla reazione del pubblico, la band ha già potenziali hit nella sua discografia. Devastanti.

DYING FETUS
Erano anni che non vedevo la band di Webster on stage, forse dal tour di "Vile" o giù di li. Da quel periodo ne sono usciti di album, e senza stare qui a giudicarne la qualità, non posso non constatare come la band non ha perso un briciolo di coerenza, e fanculo se "Kill" o l'ultimo "Evisceration Plague" non sono ai livelli di "The Bleeding": in un mondo musicale pieno di puttane, la dignità e la coerenza sono oro puro e ben venga sapere che personaggi navigati come i Cannibal Corpse proseguono imperterriti per la loro strada, quella del Death Metal. Il sound è finalmente decente (miglioramento già avvenuto durante i Dying Fetus) e si sentono distintamente le classiche motoseghe a sei corde di O'Brein e Barret. Un Corpsegrinder in palla come al solito (ma quanto è metallaro quest'uomo?) e un Webster INCREDIBILE (altro che di DiGiorgio, sfigati che non siete altro): forse giusto Mazurkiewicz non mi è sembrato nella sua serata migliore, e tra l'altro la batteria usciva meno delle band precedenti. Ci son state alcune lamentele per via della scaletta, alcuni contestavano l'assenza di alcune song come la ben nota "Devoured By Vermin", ma credo che un concerto dei Cannibal vada preso per quello che è: un unico mostro sonoro death metal che ti martella il cranio fino a fraccassartelo. Si potrebbero fare appunti vari su alcuni dettagli (la succitata scaletta, calo di voce verso la fine, e stronzate simili), ma quando sei di fronte a quarantenni che ti aprono il culo in due con il loro death metal, si può solamente fare pippa. THE TIME TO KILL IS NOW!!!
autore: Ceska Zurivost