A pochi giorni di distanza dalla serata che ha visto protagonisti Cannibal Corpse e Dying Fetus, Roma è di nuovo pronta ad ospitare un altro tour degno di nota che sta infiammando l'Europa. Incoronato da un nome incredibile, il FUNERAL NATION TOUR permette a tutti noi di poter godere dal vivo dei rinomati Marduk, accompagnati in questo giro dai polacchi Vader, dagli italiani Fleshgod Apocalypse e dai brasiliani The Ordher.

THE ORDHER
Per problemi lavorativi sono arrivato all'Init Club dopo la loro esibizione.

FLESHGOD APOCALYPSE
Personalmente sono venuto a conoscenza di questa band solo recentemente, e solo perchè ho visto un collegamento ai capitolini Hour Of Penance. Il quartetto propone un brutal death metal violento e duro, anche decisamente tecnico. I suoni INDECENTI non mi hanno fatto praticamente capire nulla, quindi non posso giudicare più di tanto. Si vede che la band sa suonare bene, che ha composizioni strutturate e di un certo livello, ma giudicare qualcosa se non il marasma sonoro che fuoriusciva dalle casse non credo sia cosa giusta.

VADER
Ammetto di essere rimasto alquanto interdetto dalla prestazione della band di Peter, ormai quasi un solo project se vogliamo, visto gli ultimi sviluppi a livello di line up. Mi aspettavo una prestazione con i fiocchi, invece per quanto mi riguarda i quattro polacchi non si salvano neanche in calcio d'angolo. Tralasciando i suoni, ancora di livello infimo, la prestazione globale della band mi è sembrata a tratti scarsa, con alcune situazioni tipiche più di band alle prime armi che di persone che sono in tour continuamente. Un chitarrista che si scorda di attaccare il jack alla chitarra prima di un pezzo, in un altro si ferma durante un pezzo per guardare il plettro, il batterista visibilmente in difficoltà sulle parti veloci. A parte il bassista, che mi è sembrato preciso dall'inizio alla fine, il resto mi è sembrato tutto molto sconclusionato, non so che dire. In molti mi avevano parlato bene dei Vader in ambito live, ma dopo questa serata se dovessi decidere se andare o meno ad un altro loro live, propenderei sicuramente per la seconda opzione. Non basta certo l'esecuzione dell'ormai famosa "This Is The War" (sempre considerata dal sottoscritto una cover degli Slayer fatta al doppio della velocità) che ha mandato in visibilio molti presenti, per salvare una serata negativa.

MARDUK
L'ultima calata dei Marduk a Roma fu di quelle toste, ricordo ancora che fecero un concerto della madonna. E anche stasera la band di Morgan non si fa certo pregare, e spara uno dietro all'altro tanti pezzi di repertorio che si possono ormai definire storici, mandando in visibilio molti dei presenti. "On Darkened Wings", "Materialized In Stone", "Wolves", ma anche le più recenti "Baptism By Fire" e "With Satan And Victorious Weapon": tutta roba da seghe a due mani ragazzi. I suoni sono ancora una merda, poi ci lamentiamo se qui a Roma i concerti si contano sulle dita di una mano: se una band in giro da 20 anni ancora non viene messa in condizione di suonare in maniera decenta in una città chiamata ROMA, chiudiamo baracca e lasciamo perdere. Band in palla, grande Mortuus, Morgan il solito spietato e un Devo che fa sempre il suo lavoro. Buona la prestazione del nuovo drummer, un pischello che picchia la batteria alla grande. Del nuovo "Wormwood" sono stati eseguiti 3 pezzi, ed ho avuto la conferma della bontà del disco anche grazie a loro: convincenti anche dal vivo. Il passato è passato, certi album non torneranno più, ma band come i Marduk non tradiscono mai neanche sul palco, e questo non può che rassicurarci.
autore: Ceska Zurivost