INTRODUZIONE
Nonostante tutti i lati negativi che può comportare la partecipazione ad un evento come questo Black Lake Metal Fest II (locale in culonia, 500 km da percorrere subito dopo l'ultimo gruppo per andare a lavorare, massacro fisico e mentale per resistere a giornate simili), il sottoscritto non ha esitato un solo momento nel confermare la propria presenza non appena confermato questo fest, soprattutto per via della presenza degli Horna come headliner. Devo dire che dopo 6 ore di autostrada (con clamorosa sosta a Modena per pranzo in trattoria situata in aperta campagna), non è proprio bello rendersi conto che neanche il navigatore aggiornato riesce a trovare il locale: dopo un quintale di insulti e un paio di telefonate, siamo riusciti a trovare l'Olden, locale sito in un capannone da tipica zona industriale. Come impostazione non è male, il palco è bello grosso e anche di recente costruzione se non erro e, anche se si nota che è in fase di ampliamento, dotato di un apparato luci che denota la voglia di rendere il posto professionale. Magari per il resto è un po scarno, ma in fondo siamo qui per una serata black metal, quindi fanculo ai fronzoli, e fanculo a un paio di coatti di merda che, miseramente, scappando con uno scooter hanno manifestato il loro dissenso nei confronti della nostra provenienza non polentonica: potevate fermarvi, che vi facevamo assaggiare un po di randello del centro sud...
Ceska Zurivost
Cercherò di non annoiare con questo articolo che spero possa risultare scorrevole e gradevole oltre che rendere l'idea a chi si è perso questo concerto in quel di Lonato, provincia di Brescia. Ovviamente non leggerete nulla ne di curato ne tantomeno di professionale perchè, ad una certa età, se ancora mi sobbarco concerti di questo tipo è solamente per passione e non per altri motivi "grimmici". Tuttavia non posso esimermi dal lamentarmi e sbuffare quando vedo un elenco impressionante di gruppi in scaletta previsti per la serata (ne parlerò alla conclusione), anzi... per il tardo pomeriggio a dire il vero. L'occasione è il Black Metal Lake Fest edizione seconda, seguito della serata di fine Maggio che vedeva presenti, tra gli altri, il seguitissimo Nargaroth e i francesi Nehemah. Sono arrivato sul posto, con le solite e dovute imprecazioni per la difficoltà nel trovarlo ai confini dei confini del paese, alle 18,30 e già qualcuno stava suonando. Bene, sapevo che la serata sarebbe stata lunga e perigliosa e quindi via, a distruggerci le orecchie... o quel che ne resta.
Horn

INVERNO
La band chiamata ad aprire il sabba di questa domenica dei morti è quella degli Inverno, duo lombardo con all'attivo alcuni demo interessanti. Purtroppo i suoni sono pessimi e si fatica a capire qualcosa, anche perchè la band dal vivo si esibisce lo stesso in due. Nel marasma riesco a percepire qualche song appartenente ai demo in mio possesso, ma faccio fatica a stargli dietro. Giudicare il loro set è sicuramente difficile e forse ingiusto, di certo i due macinano assalto sonoro incuranti per tutto il tempo a loro disposizione fregandosene di tutto e tutti, e meritano un applauso per questo.
Ceska Zurivost

TUMULUS ANMATUS
Entro e tra un saluto e l'altro in sottofondo ascolto i Tumulus Anmatus, più o meno distrattamente. Prima di loro evidentemente hanno già suonato gli Inverno. Cazzo.. .le 18,30 e già ho fatto in tempo a perdermi un gruppo, guarda un pò. Pensate anche agli Inverno a che ora hanno suonato, praticamente nel post digestione del pranzo domenicale. Vabbè, lasciamo perdere e concentriamoci sui nostrani Tumulus Anmatus, dei quali non vorrei parlare neanche male perchè sono passati abbastanza anonimamente e biecamente, senza lasciare traccia nei miei ricordi. Troppo presto dai, poche palle non mi ero ancora ambientato, oltretutto chi ha avuto modo di sentire l'acustica dell'Olden Live Club, sa che per certi gruppi suonare e farsi sentire decentemente è impresa ardua.
Horn
Conoscevo già i Tumulus Anmatus, in quanto possiedo il loro ultimo demo, che non mi aveva colpito in maniera particolare. I suoni che escono dalle casse dell'Olden continuano a non essere all'altezza, ed anche la loro prestazione risulta difficile per questo motivo. Dopo qualche pezzo ho lasciato la prima fila per girovagare nel locale e salutare i vari amici sparsi visto che la band non è riuscita a catturare la mia attenzione, ma non mi sento di condannarli o giudicarli negativamente perchè è giusto farlo solo se messi un minimo in condizione di poter fare il proprio dovere.
Ceska Zurivost

EMPTY
Tempo di abituarci e cominciano gli spagnoli Empty che, obiettivamente tra alti e bassi, scorrono via abbastanza bene, anche grazie al poco spazio a loro disposizione. Non avevo mai avuto occasione di ascoltarli prima. Black metal abbastanza classico con sprazzi e venature quasi folk su ritmi più dilatati. Non male tutto sommato.
Horn
Sul palco è la volta degli spagnoli Empty, recenti autori del nuovo album "The House Of Funerary Hymns". L'ascolto è piacevole, nonostante i suoni non siano ancora il massimo, e il pubblico sembra apprezzare. Trovo alcune difficoltà nel seguire con attenzione le parti più lente, che alla lunga sono leggermente ripetitive e dal vivo risultano toste, ma nonostante questo la loro prova è filata via decisamente liscia e in maniera discreta.
Ceska Zurivost

DEATHROW
Spazio ora ai nostrani Deathrow, già ascoltati nella prima edizione di questo Festival e da qui c'è il vero salto di qualità della serata. Il livello tecnico si alza in modo impressionante e i Deathrow ci mettono l'anima con song che spaziano dal classico e seminale "Primordial Lifecode" ad altre più depressive, lente e malinconiche tratte da "Gateways To Oblivion", tra cui spicca "Grey Eyes", stupenda per atmosfere, da pelle d'oca nonostante l'austerity "impersonale" e fredda del locale. E' un peccato vederli finire, li avrei ascoltati ancora per ore e senza dubbio si aggiudicano la palma di migliori della serata.
Horn
Il palco torna a vestire tricolore con l'ingresso dei Deathrow. Per qualche motivo i suoni sembrano finalmente accettabili, e grazie anche al riffaggio semplice ed old school su cui si basano i pezzi della band, è possibile distinguere nettamente ogni singola traccia proposta dalla band di Thorns, oggi sul palco insieme a gente che milita anche nei Frostmoon Eclipse e nei Vidharr. Pezzi old school come "One By One" non possono che far male dal vivo, visto il loro incedere, ma la cosa che stupisce è il fatto che anche pezzi insidiosamente lenti e autodistruttivi come "Grey Eyes" (con quella maledetta frase "you are just another useless angel of mercy" ripetuta fino all'ultimo respiro) o la catacombale "Hatred" (forse la song più bella da loro concepita), invece che risultare pesanti o ripetitive, si insuano al tuo interno come un veleno. Ottima la prova del giovane drummer, sia nelle parti veloci che in quelle prettamente doom, così come quella dei chitarristi e del bassista Gore. A conti fatti i migliori della serata, e visti i nomi in ballo, c'è da essere fieri.
Ceska Zurivost

SILVA NIGRA
Dei Silva Nigra che dire? Cosa ci si può attendere da loro in una serata del genere? Che spazzino via tutto e tutti senza pietà? La risposta è indubbiamente si, e da questo punto di vista i nostri non deludono affatto. Senza tante scene da prime donne salgono sul palco partono a razzo eseguendo un'ottima prestazione anche se come suoni ed impatto sonoro siamo al di sotto dei Deathrow, senza dubbio più coinvolgenti e con un suono più "pieno" dei Silva Nigra che comunque bene si lasciano ascoltare fino all'ultima splendida traccia tratta da "Epocha"
Horn
I cechi Silva Nigra riportano il black metal classico sul palco dell'Olden Club, forti di un nuovo cantante, già conosciuto per il suo lavoro negli Adultery, e con la presenza del chitarrista dei Vrolok ad aiutare l'altra ascia Skullthrone, per via dell'assenza di Ska-Gul, impegnato altrove con gli Inferno. La maggiore potenza e velocità dei Silva Nigra rispetto ai Deathrow ha incontrato nuovamente qualche problema a livello di suoni, con situazioni di impasto sonico che in alcuni casi non hanno fatto capire tantissimo quello che stava succendendo. In momenti di sonoro decente invece, la band ci ha deliziato con una serie di pezzi a base di black metal pure, dove violenza e potenza sono a farla da padrone, con momenti a tratti esaltanti soprattutto per i pezzi tratti da "Cerny Kult", senza dimenticare un paio di stilettate tratta dall'ultima fatica "Epocha". Peccato per i suoni altalenanti, perchè nonostante qualche problema di suono la loro prestazione è stata convincente e di certo migliore di chi ha suonato dopo di loro.
Ceska Zurivost

NOCTURNAL DEPRESSION
Ho bisogno di riposare, la serata comincia a farsi sentire sulle mie povere articolazioni...sarà l'età ma ho bisogno di staccare un attimo, sia fisicamente che mentalmente. Quando rientro nel locale hanno da poco iniziato i Nocturnal Depression per i quali, non mi vergogno a dirlo, sono prevenuto. Si non mi interessa la poca professionalità di questo report.... vi avevo avvertito no? Stasera solo passione per la musica. Logica conseguenza un giudizio non obiettivo sulla musica dei francesi perchè ne ho perso granparte cercando di colmare le lacune discografiche dei Deathrow alla bancarella del merchandising. Non mi sono sembrati male a livello di suoni ed anche il pubblico, ben nutrito in quel momento, pareva per lo meno incuriosito. Perdonatemi ma passo oltre.
Horn
Dopo i Silva Nigra è la volta dei francesi Nocturnal Depression, band che il sottoscritto ha scoperto da pochissimo: nonostante il loro nome negli ultimi tempi sia venuto fuori in maniera imponente, con feedback spesso più che positivi da parte dei seguaci di un certo tipo di sound, per un motivo o per l'altro non li avevo mai approcciati. Poi ho ascoltato casualmente il loro debut album, e sono subito diventato un loro estimatore. Per carità, materiale semplicissimo e melodie che sanno molto di già sentito, ma si sa, con la musica la razionalità non conta. Per questo la loro presenza in questa giornata mi ha fatto piacere. La quantità di gente attenta al loro set è indice, da un lato, di particolare interesse da parte degli ascoltatori e, dall'altro, che evidentemente i Nocturnal Depression ci sanno fare. Incedere a tratti doom, melodie malinconiche e interiori, suoni quasi dignitosi ad accompagnare un set interessante e piacevole. Forse una band con questo tipo di sound è più adatta a situazioni live più raccolte, ma la loro prova è stata sicuramente positiva.
Ceska Zurivost

AD HOMINEM
Se ho deciso di presenziare a questo Festival, un pizzico di "colpa" l'hanno anche gli Ad Hominem, gruppo che seguo più o meno fedelmente sin dai tempi di "Planet Zog - The End", il loro primo lavoro. Salgono finalmente sul palco dopo gli addobbi "destroidi" di rito (che palle tutta sta politica nel metal) e partono... anzi no, è il check sound... bene partono dopo correzioni dei suoni, bene... anzi no, non va bene qualcos'altro. Aspettiamo ancora, dai che stavolta è la volta buona... no... manco a sto giro. Eh... comincia a farsi tardi e cominciano a girarmi i testicoli. Dopo un buon quarto d'ora abbondante finalmente è tutto pronto e via... comincia la "presa per il culo": cioè la voce del Kaiser dov'è? E' rimasta altrove? Dopo lo sbigottimento iniziale dovuto ad una prestazione vocale ridicola del frontman degli Ad Hominem, che riesce a rovinare canzoni del calibro di "Black Metal Kampf", ci si abitua un pò e si "sopporta" (non supporta) il resto della prestazione che non è manco male a livello di suono ed impatto, sia scenico che sonoro, certo resta il grande "gap" di quella non-voce che Kaiser ci regala senza vergogna. E tra un siparietto "nazi" e l'altro con tanto di saluti "destroidi" si conclude la patetica prestazione degli Ad Hominem. La vera delusione della serata.
Horn
Dopo il lato malinconico del black metal con i Nocturnal Depression, è la volta del lato più guerrafondaio e violento degli Ad Hominem. Con ancora nelle orecchie gli echi dell'ultimo, ottimo album "Dictator", ho aspettato l'ingresso della band con curiosità e aspettative. Dopo un cambio-palco degno dei Pink Floyd tra sistemazione scenografie e regolazione suoni, la band parte finalmente e da subito si nota come, nonostante tutto il lavoro di preparazione, i suoni non siano all'altezza della situazione. L'impasto sonoro è tale da non permettere una completa visione del sound della band, che ne risente ancora di più durante i pezzi dell'ultimo album, basati su un sound decisamente pulito e professionale. La prestazione offerta non mi è sembrata delle migliori, con evidenti difficoltà in alcuni passaggi, e un Kaiser nettamente sottotono per quanto riguarda le vocals. Fatto sta che a metà set non sono riuscito a stargli dietro più di tanto e mi sono diviso tra qualche occhiata al palco e qualche chiacchiera con gli amici.
Ceska Zurivost

HORNA
Finalmente è l'ora degli Horna, immenso gruppo che unisce esperienza più che decennale ad una discografia impressionante per numero di release, nonchè una qualità sopra le righe. Non vedo l'ora di assistere Corvus e soci devastare il palco, anche se si era precedentemente sparsa la voce che proprio Corvus non sarebbe stato della partita e si sussurrava ci fosse un sostituto. La paura che avevo (io come altri) è che il sostituto fosse un "panzone" biondo che s'aggirava nel locale distrutto dall'alcool e dormire sulle panchine a lato del palco. A dire il vero sembrava quasi il cantante dei Satanic Warmaster ma non ci giurerei... è stata una mia impressione. Il primo a salire sul palco è il batterista e subito si capisce che non è cosa, anche sto tizio è devastato dall'alcool e purtroppo è pure "preso male". Incazzoso e irritato, non riesce nemmeno a montare i piatti e si lascia andare ad un nervosismo isterico. Mi domando come cazzo farà a suonare. Vi risparmio tutti i siparietti e il convincimento (pacato) degli altri membri del gruppo per cercare di farlo ragionare. Sul palco comunque il panzone "presunto cantante" sostituto di Corvus non c'è e al suo posto c'è un altro guest, la cui presenza scenica è grandiosa, ha il suo impatto e nonostante il batterista abbia fatto di tutto per "ostacolare" la prestazione dei suoi compagni, tentando di andarsene al termine di ogni canzone, questi dimostrano di avere una potenza devastante. Shatraugh e soci ci sanno fare ripescando addirittura da "Hiidentorni". Tralasciamo la poca professionalità dimostrata dal gruppo, stando a quella ci sarebbe bisogno della censura per parlare della loro prestazione. Come sempre non mi curo di aspetti tecnici, li lascio a persone più competenti. Personalmente sono contento di avere visto gli Horna...nonostante tutti i disguidi.
Horn
Non dico di essere qui solo per gli Horna, ma il totale worshipping nei confronti della band di Shatraug è tale da rendere questa serata speciale. Alla fine il loro concerto speciale lo è stato, non in maniera positiva purtroppo. Durante la giornata la band è stata alquanto in disparte, tranne che per il chitarrista Infection, piazzatosi al banchetto del merchandise, molto disponibile e sempre pronto a fare foto e autografi, ma si sa, è la prestazione sul palco che conta. Una volta finiti gli Ad Hominem ed iniziato il cambio-palco, ho capito subito che qualcosa non andava. Il batterista degli Horna era così ubriaco che non riusciva ad infilare i piatti sulle aste, e il suo equilibrio era decisamente precario. Tra l'altro mentre si sistemava la batteria inveiva nella sua lingua, e ha spesso tirato calci a oggetti. Anche il bassista non era proprio al top, sul palco si muoveva come se fosse in barca, ma almeno è riuscito a suonare. La band parte, con Infection molto in tiro, e uno Shatraug subito serio nel proporre certi riff che, per quanto mi riguarda, attestano gli Horna come miglior black metal band in circolazione: molti non saranno daccordo ma secondo me i finnici non sbagliano un colpa da tanto, troppo tempo, continuano imperterriti su un sentiero che in molti, purtroppo, hanno abbandonato. Loro invece sono ancora li, e basta ascoltare l'ultimo "Sanojesi Aarelle" per rimanere impressionati. Detto questo, da sottolineare anche la prestazione del guest vocalist Spellgoth (singer dei compianti Darkwoods My Betrothed, live guitarist nei Baptism), grazie a delle vocals veramente appropriate e una presenza scenica statica ma efficace. COmplessivamente però l'intera prestazione è stata rovinata dal comportamento del drummer: ogni volta che terminava un pezzo si scagliava contro il doppio pedale, inveiva e si accaniva contro i pezzi della batteria, scalciava, tirava lo sgabello, le bacchette, un teatrino veramente indecente, perchè il tipo era ubriaco completo e stop, non puoi prendertela con la batteria se durante i pezzi perdi i colpi e hai netti cali di velocità e dinamica. Dispiace perchè avevo già visto gli Horna dal vivo, e sanno essere delle macchine da guerra. Situazioni così minano la professionalità di una band che comunque è stata pagata per questo concerto: credo sia corretto fare il proprio mestiere e poi distruggersi, un minimo di rispetto per chi ha sganciato i soldi del biglietto e si è fatto centinaia di km per venire no eh, testa di cazzo? Paradossalmente il locale non si è svuotato (anche se visibilmente dimezzato) perchè l'esecuzione dei pezzi è stata in ogni caso più che buona. In certi frangenti Shatraug ha dovuto litigare con il suo ampli e annessa cavetteria perchè la sua chitarra era sparita, ma nonostante questo c'era da rimanere folgorati da "Merkuriana", qui abbellita da cori in clean vocals, roba da farsi una pippa subito sotto il palco. Difficile capire sti cazzo di titoli in finlandese, ma ho riconosciuto le recenti "Muinaisten Alttarilta" e "Verilehto" e "Tappakaa Kristus" da "Hiidentorni" se la mente non mi ha mollato definitivamente. Insomma, un concerto che da un lato ti lascia l'amaro in bocca e fa salire il veleno (e posso dire che lo stesso report, scritto qualche giorno prima, sarebbe stato mooolto più incazzoso), dall'altro ha regalato lo stesso emozioni oscure grazie a delle canzoni eccellenti.
Ceska Zurivost
CONCLUSIONI
Il grosso rammarico per una serata, anzi per una giornata del genere è, così come era successo per la prima edizione del Black Metal Lake Festival, la troppa carne messa sul fuoco, nella fattispecie, i troppi gruppi. Il mio umile suggerimento verterebbe nell'orientare l'attenzione verso, al massimo, quattro nomi e non di più. Così, invece, l'attenzione dell'ascoltatore va scemando troppo presto e si arriva a fine serata esausti, stremati e forse anche poco attenti alle band per le quali si decide di presenziare ad eventi simili. Spero in futuro queste cose vengano quanto meno prese in considerazione, se proprio ciò non avverrà, pazienza, sopporteremo anche questo.
Horn
Cosa altro aggiungere? Di questi fest rimarranno sicuramente ricordi positivi (prestazione dei Deathrow su tutto) e altri negativi (riguardanti gli Horna, e i suoni in generale). Certo, il doversi fare sempre tanti km ad una certa età, con il rischio di trovarsi davanti sempre gli stessi problemi, alla lunga stanca e ti spinge a ponderare sempre di più la volontà o meno di partecipare. Sarà che chi segue veramente un certo tipo di musica vive un mondo tutto suo, per certi versi nostalgico e romantico, che ogni volta ti fa essere lì, nonostante tutto e tutti.
Ceska Zurivost
autori: Horn & Ceska Zurivost