Sembra incredibile, ma in questi ultimi mesi del 2009 Roma sembra essere tornata di moda come location per serate di un certo livello. Così, dopo alcuni mostri sacri che recentemente hanno lasciato il proprio segno nella capitale, questa volta grazie all'organizzazione della Metal Massacre (che una decade fa ha permesso a molti romani di partecipare a concerti che rimarranno impressi nella memoria per sempre) si ha la fortuna di poter assistere ad una band culto come i tedeschi Desaster. Personalmente non credevo che un evento simile fosse possibile, visto che l'utente medio dei live romani è un pesaculo che si sposta solo per i classici 4 nomi mainstream che conosce anche mia nonna, invece nonostante tutte le previsioni questo concerto, facente parte del tour organizzato per il ventennale della band, si è veramente tenuto nella città eterna. Location prescelta il bistrattato Jailbreak, da molti odiato ma a conti fatti capace di offrire suoni migliori dei locali che hanno visto band straniere presentarsi nell'ultimo mese. Ero alquanto incerto sull'eventuale affluenza, invece mi sono dovuto ricredere perchè il locale era bello colmo, anche se mi chiedo a quanti interessava veramente l'headliner, viste le scenette e i comportamenti di parecchi presenti, impegnati più che altro in sfilate di moda, gara a chi è più figo, teatrini idioti con presunti metallari etc etc.

LAHMIA
Scartato il lato prettamente romano della serata, passiamo alla musica. Motivi lavorativi mi hanno costretto ad arrivare dopo le prestazioni di Nyx e Metastasi, dei quali quindi non posso dire nulla. Una volta dentro il locale vedo sul palco i Lahmia, formazione capitolina che ultimamente ha avuto varie chance di supportare band di un certo livello. Autori di una sorta di death metal melodico devoto a certi Dark Tranquillity di recente produzione, i Lahmia sembrano essere a loro agio sul palco e anche con i loro pezzi, risultando tra l'altro anche molto seguiti, visto il numero di presenti assiepati sotto il palco durante la loro esibizione. Una buona prova quindi, ma mi sorge un quesito: la proposta della band non è un po troppo distante dal concetto generale di questa serata?

GRIMNESS
E' sempre capitolino il gruppo che ha la briga di precedere i Desaster sul palco. I Grimness senza perdite di tempo investono i presenti con il loro black metal personale, che dalle pesanti influenze thrash del demo (che apprezzo tantissimo) è ora passato a qualcosa di leggermente più "moderno", ma non industrialoide, più che altro con alcuni passaggi che mi ricordano certi Satyricon degli ultimi tempi. La prestazione della band è, a livello personale, eccellente: ottima padronanza dello strumento e una buona sicurezza di se, più una serie di pezzi di spessore che senza difficoltà possono catturare le menti di chi osserva. A volte ho avuto dei momenti di disattenzione per via di di situazioni di suoni impastati in maniera eccessiva, ma nel complesso anche per loro si è trattato di una buona prova.

DESASTER
Finalmente siamo al clou della serata, finalmente potremo essere assaliti e rapiti dall'assalto black\thrash dei teutonici Desaster, una band che per quanto mi riguarda possiede una discografia TUTTA eccellente, piena di metal anthems da urlo, e con un'attitudine fottutamente vera che in molti si sognano. La scaletta di questo tour per il ventennale è stracolma di stilettate metal suonate dalla band senza lesinare coinvolgimento e carica, con Infernal posseduto tanto da cantare le song e dispensare corna e cenni di approvazione ai forsennati che nelle prime linee si stanno dando da fare. Bene o male sono stati passati in rassegna tutti gli album, anche il mini "Stormbringer" cazzo. Lavoro dietro le pelli poderoso da parte dell'enorme Tormentor, basso morboso di Odin, un Sataniac in palla (e dalle braccia enormi) e, come detto, un Infernal in pieno delirio thrash metal che con la sua chitarra è in continua produzione di rasoiate dal fetore fottutamente old school. Per quanto mi riguarda, trovo imbarazzante sentire di personaggi che non riescono ad apprezzare la proposta di questa band: ci sono tutti i connotati FONDAMENTALI di chi apprezza il metal, e non parlo solo dell'evidente spina dorsale thrash, ma anche delle parti atmosferiche, le spruzzate epiche di alcuni riff, il tiro black metal, il fomento di passaggi nati per il puro headbanging. Il set della band è un vero rito metal, che tocca vette di pura goduria durante pezzi come "Divine Blasphemies", "Teutonic Steel", "Porter Of Hellgate", "Metalized Blood" (argh!) e la conclusiva cover dei Bathory "Sacrifice", degna conclusione di una serata che aspettavo e desideravo da tempo. Nella speranza di vedere presto altre band di questo calibro e "tipologia", spostando il tiro verso situazioni più interessanti e ricercate piuttosto che i soliti nomi da copertina di rivista per fighetti.
autori: Ceska Zurivost