Sono gli americani adoratori di mummie Nile a chiudere l'escalation di eventi live in ambito metal estremo che ha visto coinvolta Roma negli ultimi due mesi. Inseriti all'interno di un pacchetto vario ed interessante, è stato piacevole vedere on stage la band di Karl Sanders, così come le altre presenti questa sera. Rispetto agli ultimi eventi, ho constatato una presenza minore, tanto che il locale era pieno solo per metà. Ci si lamenta spesso dell'assenza di eventi e poi magari non si viene, o peggio si rimane fuori, ma questa volta c'è da dire che la vicinanza di alcune serate (e il prezzo ormai fisso sui 20 euro) lascia sicuramente qualche alibi.

GRAVE
Per via del lavoro sono entrato nell'Alpheus quando erano già sul palco i Grave, quindi non so proprio chi sono e cosa propongono gli Ulcerate e i Corpus Mortale. Riguardo gli svedesi, beh devo dire che nel punto in cui ero piazzato i suoni non erano proprio il massimo e avevo qualche difficoltà nel mettere a fuoco le chitarre, strumento fondamentale per una band svedese. La band comunque mi è sembrata bella in tiro e sicura di se, ha sciorinato un pezzo dietro l'altro con passione e coinvolgimento, con grande apprezzamento da parte del sottoscritto e non solo. Di sicuro fa piacere vederli di nuovo suonare in un certo modo dopo un momento della loro carriera che li aveva visti partira per una tangente non proprio positiva. La speranza è di rivederli presto con suoni migliori però.

KRISIUN
Prima di tutto, un questio. Come fanno i Krisiun a passare 6 mesi all'anno in tour con qualche altra ottima band, e gli altri 6 a girare il mondo con qualche altra ottima band in tour? Ormai non so più quante volte li ho visti, ed ogni volta all'interno di bill di un certo calibro. Personalmente, rispetto tantissimo la band brasiliana perchè ci mettono anima, passione, e perchè sono maledettamente coerenti. Il loro stile è dinamico quanto un sasso nel deserto, ma fatto col cuore ed è questo quello che conta. I loro album sono sempre molto simili e di certo non regalano mai sorprese, ma il loro lavoro è comunque apprezzabile e merita supporto. Certo, l'omogeneità dei loro lavori dal vivo risulta essere ancora più netta, ma il modo in cui il frontman Alex comunica contuinamente con gli spettatori aiuta a digerire i loro set, che solitamente sono dei macigni dall'inizio alla fine. Aggiungeteci un endorsement Dean a base di chitarroni colorati dalle forme più coatte possibili, e il gioco è fatto. Per me sempre grandi.

NILE
Con un nuovo album appena uscito, che per quanto mi riguarda segna un ritorno più che buono dopo la piattezza del precedente "Ithyphallic" (a mio avviso una lezione di tecnica e niente più), i Nile sovrastano l'Alpheus con una prestazione direi più che buona. La scaletta non ha offerto molti pezzi dei primi album in verità (e di questo sono stato un pochino dispiaciuto), però la presenza di molti tratti da "In Their Darkened Shrine", che adoro, ha fatto da contraltare a questa mancanza. Secondo me non si scappa, i Nile quando si impegnano in pezzi dove la loro tecnica e la pesantezza viene unita all'importanza per l'atmosfera, sono incredibili. Lo dimostrano anche la manciata di pezzi tratti dall'ultimo "Those Whom The Gods Detest", dove proprio le parti atmosferiche la fanno da padrone e rendono anche in sede live. Alcuni momenti dalle ritmiche al limite del doom sono state di una pesantezza DEVASTANTE, da rimanere senza fiato. Le parti veloci hanno messo in mostra un Kollias che cappotta il suo drumkit in maniera indescribile, ma il resto della band non è stata da meno, con un Sanders che ha elargito una quantità industriale di sorrisi quando non era impegnato a fare la voce da mummia al microfono, e nota di merito per il bassista Chris Lollis, autore di una prova eccellente sia al basso che dietro al microfono. Poche perdite di tempo, pochi discorsi e poche scene, solo musica e distruzione: grandi.
autori: Destroyer