OBITUARY
PERSEFONE
ROSAE CRUCIS

18 Marzo 2010
NEW AGE CLUB
Roncade (TV)

Nell'anno di grazia 2010, perchè una persona dovrebbe andare a vedere un live degli Obituary? A primo acchito verrebbe da rispondere: "Perchè sono una delle band cardine del Death Metal USA". Verissimo, rispondo io, ma poi andando a sbirciare nella loro recente discografia si scopre che ultimamente la band dei fratelli Tardy sta perdendo tanti (forse troppi) colpi; l'arrivo del poliedrico chitarrista Ralph Santolla ha stravolto in gran parte il sound della band, di per sè già avaro di idee in questi ultimi anni, tramite l'inserimento di assoli di chiara matrice Heavy/Power che mal si sposano con il contesto prettamente death della band floridiana. Tale malriuscito sodalizio ha fatto sì che gli ultimi 2 album prodotti dagli Obituary siano dei fiaschi quasi completi, dei veri e propri inni alla banalità. Quel che è certo è che non si possono buttare via anni di onorata carriera e mandare sonoramente affanculo una band storica, "solo" per un paio di passi falsi. Per queste ragioni, in data 18 Marzo mi sono diretto in quel di Roncade, al noto New Age, per assistere ad una performance dei 5 ragazzoni americani.


ROSAE CRUCIS

Ad aprire le danze troviamo un act tutto italiano, i ben noti Rosae Crucis da Roma, autori di un energico Epic Metal. Sfortunatamente per i soliti tristi casini di orario non sono arrivato in tempo per assistere allo show della band romana e dunque sono costretto a passare oltre.


PERSEFONE

Al secondo posto nella scaletta di questa serata troviamo i Persefone, band proveniente dall'Andorra e autrice di un discreto Melodic Death Metal a tinte Progressive molto curato ed energico ma che tende a scadere di tanto in tanto nel mieloso. Ottima in ogni caso la prova del vocalist Marc Martins Pia, dotato di un ottimo growl che viene saggiamente intervallato ad uno scream lacerante e di ottima fattura, forse la band era un pò fuori contesto in una serata come questa ma la propria degna figura l'ha fatta ugualmente.


OBITUARY

Ed ora passiamo al piatto forte di questa serata, i 5 ragazzoni dalla Florida fanno il loro ingresso tra gli applausi generali, giusto il tempo di attaccare gli amplificatori e l'apocalisse si abbatte sulla Terra. Suoni di batteria devastanti, distorsioni marcissime e la ciliegina sulla torta, il growl straziante del condottiero John Tardy. Si parte subito con un paio di estratti dal penultimo album: "Xecutioner's Return", fortunatamente i pezzi scelti per lo show sono i più forti dell'intero platter quindi non sfigurano con il resto della scaletta. Lo show procede che è una meraviglia, tra il pogo forsennato, l'headbanging spaccacollo al ritmo del drumming di Donald, e i pezzi migliori dell'intera discografia degli Obituary tra cui: "Chopped In Half", "Insane" e il cavallo di battaglia "Slowly We Rot". Al termine dello show la soddisfazione è tanta, personalmente ero partito un pò dubbioso e timoroso di trovarmi di fronte una band spompata e invece il devastante Death Metal del combo americano mi ha ricordato che è bene non dubitare dei maestri. L'unico fischio va al già citato Santolla che, oltre a essersi imposto prepotentemente nel bel mezzo di alcune canzoni con i suoi solos assolutamente fuori luogo, dopo la pausa dello show si è dilettato in una suite interminabile con la sua chitarra, momento che a quanto pare gli ha consentito di esternare tutto il proprio ego verso una platea che voleva semplicemente godersi un pò di sana violenza "in your face", senza tante menate, scale, arpeggi e cazzate assortite. In conclusione, non resta altro da fare se non sperare che gli Obituary rinsaviscano e ci regalino un altro platter degno del loro nome.

autore: Soulgrinder