Gli Strana Officina sono stati tra le prime bands a portare l'heavy metal in Italia e se a questo aggiungiamo l'uscita di un nuovo album dopo 21 anni, la curiosità si fà pressante e mi spinge a muovere i miei passi verso l'Init, locale che negli ultimi tempi si stà dando abbastanza da fare nella Capitale in quanto a serate live. Gruppi spalla locali, Fingernails e Hammer.
Bando agli indugi e passiamo al report vero e proprio.

HAMMER
Non pervenuti, in quanto ero impegnato ad intervistare i fratelli Cappanera. Cosa ci siamo detti? Lo saprete presto su queste pagine.

FINGERNAILS
Rientro nel locale solo per l'ultimo quarto d'ora di questi ragazzi, dediti ad un heavy/thrash piuttosto grezzo. Non mi hanno mai fatto impazzire e anche questa volta non me la sento di modificare il mio giudizio. Trascinanti, tanta energia e sudore ma i pezzi proprio non mi prendono anche se il pubblico sembra gradire, e molto. A questo punto mi vien da pensare..."saran tutti amici loro?"...non voglio rispondere a questa domanda.

STRANA OFFICINA
Eccoci finalmente al piatto forte della serata. Anche se è la quarta volta che li vedo dal vivo, devo ammettere che il gruppo livornese riesce sempre a stupirmi con il suo mix di tecnica, carica, melodia e coinvolgimento emotivo. Accanto ai classici cavalli di battaglia (notiamo la mancanza grave di un pezzo come "Kiss Of Death", davvero spaccaossa) come "Metal Brigade", "Autostrada Dei Sogni" (l'avesse scritta Vasco Rossi, ce l'avrebbero propinata in tutte le salse), "Non Sei Normale", "King Troll", "Viaggio In Inghilterra", troviamo le prime 5 canzoni del nuovo disco "Rising To The Call". "Beat The Hammer" è perfetta dal vivo con i suoi cori e appena la gente l'avrà imparata diventerà un altro classico, stessa cosa per "In Rock We Trust". Dispiace solo la mancanza di "Amore E Fuoco" ma il tempo è quello che è, purtroppo. Quest'ora e mezza di musica fila via tra mazzate metalliche e momenti più rallentati finendo anche troppo presto per quanto mi riguarda. Non c'è niente da fare: l'esperienza sul palco CONTA, questa band ne è la prova tangibile. Nota di merito, un Bud Ancillotti alla voce veramente in grande spolvero, capace di lanciare acuti anche a fine serata.
Dopo il concerto, mi trattengo con Enzo e Bud della Strana Officina scambiando quattro chiacchiere, bevendo birra e ascoltando degli aneddoti sulla loro storia come band e sulla scena metal italiana anni '80. Sono sempre più convinto che se un concerto non finisce in questo modo, non ha veramente senso andarci.
autore: Beta Librae