Chi ha seguito, o letto di sfuggita, gli articoli pubblicati dal mio ingresso in Covenant, siano essi recensioni o report, avrà ormai capito come il sottoscritto non si faccia influenzare dal nome di una band, grande o piccolo che sia. Ritengo che l'onestà intellettuale sia doverosa per chi si presta nel dare la propria opinione su un disco o su una data live, come in questo caso: esistono fin troppi esempi di gente ammanicata con promoter, distro, siti internet "professionali" e negozi di musica, capaci di spingere certi titoli o nomi solo in base al previsto e manipolato rientro monetario. Comportamento che si commenta da solo e su cui tutti possono farsi la propria opinione.
Detto questo, m'impongo di fare una critica costruttiva alla serata, anche se nei minuti successivi la mia uscita dal locale ho veramente faticato a trattenere gli improperi.
- Punto primo: gli orari. Dico, è mai possibile far cominciare un concerto alle 20 e farlo terminare a mezzanotte e cinque??? Ritengo sia a dir poco ridicolo, considerando anche il giorno festivo. Generalmente sono a favore della puntualità, ma gli imprevisti e quest'organizzazione assurda non mi hanno permesso di vedere tre band, facendomi arrivare in tempo solo per i Mayhem.
- Punto secondo: il pubblico. Mi sono stancato in tutta sincerità di fare sempre lo stesso discorso ma, in occasioni come queste, esiste sicuramente un folle che gira per il territorio ad aprire le gabbie. Una vera e propria sfilata della sottofauna umana. Oltretutto, perchè diavolo mettersi a pogare con della musica simile non lo capirò mai: solo io ho letto la scritta "Anti-Mosh" sulle uscite Deathlike Silence Productions? Non sto qui a fare un comizio sul vecchio e trito discorso poser - non poser (argomento che trovo decisamente infantile, tra l'altro), ma certe cose sono inaccettabili.
- Punto terzo: l'acustica. Decente nella primissima parte dello show, ma ovviamente a causa dei volumi assurdi non poteva reggere tutto il tempo. Oltretutto negli ultimi due anni i Mayhem hanno aggiunto un'altra chitarra, ergo il muro sonoro si è ovviamente appesantito. Sarebbe bastato tenere gli strumenti lievemente più bassi per non costringermi a sforzarmi nel riconoscere le singole canzoni, il tutto tra chitarre stridenti ed una batteria schiacciasassi. A cosa servono tutti quei tecnici che si portano dietro quindi?? Mistero.
- Punto quarto, mancanza del ricambio dell'aria. Erano presenti solamente due ventilatori attaccati all'impianto luci, ma per le (circa) duecento persone presenti è una presa in giro bella e buona. Per fortuna ero sotto uno di essi e mi sono parzialmente salvato dalla bollitura a fuoco lento.
Parlando della musica e volendo focalizzare l'attenzione sulle singole performance, il bill vede rappresentata buona parte d'Europa (Norvegia, Slovenia, Ungheria), compresi i catanesi Guru Of Darkness.

I DIVINE, NOCTIFERIA, GURU OF DARKNESS
Non pervenuti per i motivi di cui sopra. Dai commenti raccolti in giro, sembra non mi sia perso nulla di che, comunque. Risparmio le battute pungenti sulle discutibili mossette on stage del cantante siciliano.

MAYHEM
Beh, qui c'è molto da dire. Conosciamo tutti (e se non è così, andate a farvi un ripassino) la storia della band norvegese: ormai hanno perso da molto tempo il ruolo di "bandiera" per il black metal e gli ultimi lavori sono lì a dimostrarlo. In scaletta troviamo buona parte dei brani che fecero grandi "Deathcrush" e "De Mysteriis Dom Sathanas", ma l'attitudine pura e genuina si è persa nelle nebbie dei tempi. Oggi i nostri eroi sembrano, anzi sono, delle rockstar viziate: su tutti Hellhammer, il quale dopo il concerto correrà letteralmente dentro il tour bus, mentre Attila Csihar si limiterà a non farsi vedere per più di un'ora. Dato che i lor signori non sono gli unici ad avere impegni, il sottoscritto ha preferito alzare i tacchi e lasciarli ai loro capricci da diva. Il tutto senza rimpianti di sorta. Unico disponibile della formazione storica a fare due chiacchiere è stato Necrobutcher, invecchiato, ma molto alla mano.
Sul palco, tutto come prevedibile: batteria da guerra, costantemente su ritmi assurdi; chitarre iperdistorte e stratificate, basso corposo e l'ungherese vestito da sacerdote (con tanto di turibolo e cappio da impiccato), intento a buttarsi sangue in faccia (oooh, che pauraaaaaa!!) mentre decantava i suoi tipici rantoli e tirava qualche bestemmia in italiano. Peccato che dopo quattro pezzi la noia abbia cominciato a prendere il sopravvento, aiutata da un impianto audio in piena crisi esistenziale. Il cataclisma sonoro è stato notevole indubbiamente, potente, violento ma anche troppo monocorde e fine a sè stesso. Ritengo che un delirio simile abbia bisogno ogni tanto di "respiro" per non far salire in fretta gli sbadigli. Possibile non riuscire, dopo una ventina di minuti, a distinguere i singoli pezzi? E non venitemi a dire che conoscendoli a memoria ci si riesce, cretinate. A questo bel quadretto aggiungiamo la durata del set di SESSANTACINQUE minuti. Ho pagato 18 euro per tutto questo insieme??
Ovviamente credo di esser stato il solo, o quasi, a pensarla così visto come la gente si sbracciava durante l'esibizione dei norvegesi.
In conclusione, una delusione totale. Non che mi aspettassi granchè ma alla fine è andata peggio di come credessi, sia per colpe proprie della band, sia per responsabilità degli organizzatori. Facendo un rapido riassunto, a scanso di ripetermi: posto inadeguato, impianto audio idem come sopra, ventilazione assente, orario d'inizio e fine concerto assurdo, durata dello stesso improponibile.
Prima e ultima volta in vita mia in cui vedrò i Mayhem; qui lo dico e qui lo sottoscrivo.
Facevo meglio a tenermi la curiosità, ne sono più che convinto.
Tracklist:
- Pagan Fears
- My Death
- Cursed In Eternity
- A Time To Die
- Illuminate Eliminate
- Freezing Moon
- Anti
- Silvester Anfang
- Deathcrush
- Whore
- Buried By Time And Dust
- Carnage
- De Mysteriis Dom Sathanas
- Pure Fucking Armageddon
autore: Beta Librae