SATANIC WARMASTER
BEHEXEN
DARKENED NOCTURNAL SLAUGHTERCULT
IMAGO MORTIS
KULT
VIDHARR
TUMULUS ANMATUS

29 Maggio 2010
OLDEN LIVE CLUB
Lonato (BS)

BLACK LAKE METAL FEST
day two

La seconda giornata del “Black Lake III” (già sold out da un mese e passa) presenta un bill impedibile per gli appassionati del Black metal più oltranzista. Vedere accostati nomi del calibro di Satanic Warmaster, Behexen e Darkened Nocturnal Slaughtercult non è roba da tutti giorni, soprattutto in suolo italico.
Causa diluvio biblico da Belluno fino a Verona e conseguente ricerca di un campeggio dove sostare per la notte (con relativo montaggio tenda), la sottoscritta con molta amarezza non potrà rendere conto dei primi tre gruppi che hanno aperto la serata, iniziando quindi con una storica band di casa nostra.

 


IMAGO MORTIS

La band di Abibial, ormai un'istituzione del Black Metal italiano, presenta la loro ultima fatica "Ars Obscura". L'apertura è affidata a "Nox Perpetua", alla quale seguono pezzi coinvolgenti come "Pestilentia" e la titletrack "Ars Obscura". A chiudere in bellezza ci pensa "1330", ballata incentrata sulla peste nera che, nelle battute finali raccoglie un bel coro che si leva dalle prime file. Gli Imago Mortis sono riusciti a coinvolgere un nutrito numero di presenti con una delle migliori prestazioni della serata, con una qualità del sound abbastanza buona nonostante l’acustica dell’Olden non sia il massimo.

 


DARKENED NOCTURN SLAUGHTERCULT

Ed eccoci ad uno dei tre nomi "grossi" della serata. Al salire della band sul palco, la folla prorompe in urla di delirio e chi ancora bazzicava fuori rientra, anche solo per curiosità, per assistere alla performance selvaggia e devastante dei Darkened Nocturnal Slaughtercult guidati da Onielar. Il massacro si apre con "All Eine Tempestous Sermonizers" e prosegue con pezzi come “The Dead Hate The Living”, “Slaughtercult”, “Bearer Of Blackest Might”. Prestazione pressoché perfetta e guidata dalle urla demoniache e animalesche di Onielar, che di tanto in tanto si diletta a sorseggiare sangue da un calice e ad imbrattare gli spettatori delle prime file. I nostri chiudono in bellezza con la pestilenziale ”Nocturnal March” non prima di un discorso fortemente polemico della singer che si scaglia contro le tematiche politiche del Black metal ribadendo quale dovrebbe essere il contenuto dei testi secondo la sua visione (concludendo con un “Hail Satan”).

 


BEHEXEN

Un altare con due candelabri e sei candele nere viene posizionato di fronte alla batteria mentre cinque losche figure incappucciate salgono sul palco. Hoath Torog (il cantante) inizia a spargere incenso con la sua incensiera dorata accompagnato da un sottofondo lugubri note d'organo. Il rituale dei Behexen (con Shatraug alla chitarra!) si apre con “Cathedral Of The Ultimate Void” e prosegue con una scaletta che tocca per lo più tutta la loro carriera a partire dal primo full “Rituale Satanum” fino ai sulfurei capitoli dell’ultimo “My Soul For His Glory”. Non appena partono tracce del calibro di “By The Blessing Of Satan” e “Born In The Serpent Of The Abyss” si scatena l’inferno: pubblico in visibilio e allo stesso tempo rapito dalla presenza scenica dei finlandesi e soprattutto di Torog, autore di una prestazione vocale davvero impeccabile. Le ultime invocazioni di questa “messa nera” sono affidate “My Soul For His Glory” che chiude la migliore performance della serata per la sottoscritta. Unica pecca che non dipende dai Behexen sono stati i suoni poco nitidi (il basso praticamente non si sentiva) che si avvertivano soprattutto nelle prime file mentre la situazione si faceva un pochino più sostenibile all’incirca verso l’entrata del locale.


SATANIC WARMASTER

Sfinita dopo svariate gomitate prese causa del pogo incessante (che sinceramente non c’entrava un emerito cazzo con quanto proposto dal gruppo ma si sa a certi eventi si trovano cani e porci) mi defilo verso le retrovie dal momento che potrò vedermi dalle prime file la band di Nazgul anche il giorno dopo con più calma e con minore affluenza di pubblico. Inutile dirvi il pandemonio che si è scatenato non appena il mastermind finlandese ha aperto lo show con “The Vampiric Tyrant” tratta dall’ultimo full “Carelian Satanist Madness”. Canzoni intonate a memoria e mosh pit continuo quando vengono eseguite “Black Metal” dei Venom e “Black Metal Sodomy” degli Horna, durante la quale Nazgul chiama sul palco Shatraug alla chitarra. Nonostante una prestazione vocale non proprio fantastica e qualche stecca da parte dei musicisti (nessuno dei tanti era ormai sobrio a mezzanotte passata) è stato davvero emozionante sentire dal vivo classici come “A New Black Order”, “A Raven’s Song” e l’accoppiata finale da brividi “Carelian Satanist Madness / My Kingdom Of Darkness”, con il singer sempre pronto ad incitare la folla. C’è stato anche il tempo per la presentazione di un inedito (il cui titolo mi pare fosse “Rotting Raven’s Blood”) presente in una compilation di pezzi vecchi e nuovi che si trovava in vendita al concerto.

Sono rimasta molto soddisfatta dalla serata anche se mi aspettavo di più dallo show di Satanic Warmaster penalizzato da qualche imprecisione di troppo. Gli altri gruppi, a cominciare dai Behexen, hanno superato le mie aspettative con degli shows coinvolgenti ed altamente professionali. A differenza del passato lo show (almeno a partire dall’esibizione degli Imago Mortis) è stato privo di imprevisti anche se come già accennato sopra i suoni non erano il massimo.

autori: Nivehlein