SATANIC WARMASTER
BEHEXEN
STRIX

30 Maggio 2010
OLDEN LIVE CLUB
Lonato (BS)

BLACK LAKE METAL FEST
extended show

Alla fine di una giornata torrida condita con un 80% d’ umidità (forse anche di più) mi ritrovo di nuovo all'Olden Live Club per la terza giornata di questo Black Lake III denominata "Extended Show". Dopo il sold out avvenuto con largo anticipo rispetto alle previsioni, Satanic Warmaster e Behexen hanno deciso di bissare l'esibizione vista la grande richiesta di biglietti. A chiudere la serata saranno i nostrani Strix.
La presenza di pubblico è nettamente inferiore alla serata precedente anche se non posso lamentarmi, visto che mi ha permesso di poter seguire tutte e tre le bands dalle prime file senza tanti “scazzi”.


SATANIC WARMASTER

Running order invertito per questa serata in cui ad aprire è proprio Nazgul alle 20:30 circa. Il mastermind propone la stessa scaletta della serata precedente con brani che pescano nei tre full length pubblicati, da "Strenght And Honour" fino all'ultimo "Carelian Satanist Madness". Vengono riproposte le covers "Black Metal" dei Venom e "Black Metal Sodomy" degli Horna con Shatraug ospite alla chitarra più un inedito che scatena il delirio dei presenti. Sin dalle prime battute mi sembra di vedere un'altra band rispetto al giorno prima e la prestazione si prospetta nettamente superiore. Totale supporto e grande partecipazione del pubblico dall’inizio alla fine, sempre pronto ad incitare la band al completo soprattutto in brani come "The Burning Eyes Of The Werwolf", "Cursed Emperor", "Raging Winter" e la chiusura con "Carelian Satanist Madness e My Kingdom Of Darkness". Non c'è che dire prestazione superlativa con Nazgul e i sessions in grande spolvero (rispetto alla sera prima sembravano un’altra band), capaci di coinvolgere i presenti dall’inizio alla fine senza un attimo di respiro: uno show ricco di emozioni di cui non mi scorderò tanto facilmente.



BEHEXEN

Non faccio in tempo a smaltire l’adrenalina in eccesso per la grande prestazione di Satanic Warmaster che ecco salire sul palco i Behexen avvolti da una densa coltre di fumo e dall’odore dell'incensiera di Torogh, sistemata su di un altarino nero con tanto di candelabri in mostra. I finlandesi bissano l’ottima esibizione della serata precedente con uno show altrettanto superlativo e privo di pecche. Il trittico “Let The Horror And Chaos Come” / ”By the Blessing Of Satan”/”Born In The Serpent Of The Abyss” è assolutamente disumano e annichilente grazie anche alla scenografia sopracitata che non risulta affatto “pacchiana” (obiettivo facilmente raggiungibile in certi contesti). Come avvenuto il giorno prima, i Behexen sono stati bravi a catturare il pubblico con la loro indiscutibile presenza scenica e soprattutto con le loro canzoni che non hanno perso quell’aura mefistofelica e catacombale che sprigionano via studio. Anzi posso dire che i pezzi dal vivo guadagnano una carica pazzesca che sugli album manca un po’.



STRIX

Diciamo la verità, suonare dopo due mostri sacri della scena Black metal internazionale non era un compito facile ma i bellunesi Strix se la sono cavata egregiamente. Anche se si era verificato un calo di presenze “fisiologico" rispetto alle prime due esibizioni, diversi presenti hanno incitato la band e sono rimasti fino alla fine dello show. I veneti hanno suonato per intero i brani provenienti dall'Ep "Strix", e la titletrack dal demo d’esordio "Abisso D'Odio". C'è stato spazio anche per le nuove canzoni che fanno parte del promo 2010 tra cui "Supremazia Di Un Tempo Perduto" e "Pire di Sesta Luna" e un grande finale con la cover di “Sacrifice” dei Bathroy che ha scaldato gli animi del pubblico.

Cala il sipario di questo Black Lake III con una giornata che ha visto protagoniste tre bands che hanno dato il meglio di sé senza alcun imprevisto: una giornata indimenticabile per gli appassionati. Spiace vedere la poca gente accorsa, forse anche perché era domenica, ma mi sarei aspettata molta più affluenza vista la rapidità con cui sono terminati i biglietti del sabato.
C’è un po’ di tristezza nell’aria per la chiusura di un locale storico come l’Olden che ha ospitato tutte e tre le edizioni del Black Lake oltre a nomi grossi della scena internazionale: un vuoto che non sarà per niente facile da colmare.

autori: Nivehlein