Concerto questo (minifestival in realtà, visti i nomi e la quantità delle bands) programmato da tempo per il sottoscritto: la contemporanea presenza sul palco dei Triptykon e dei Coroner, all'Hellfest, mi ha "costretto" a vedere quest'ultimi in terra lombarda. Gli imprevisti e un navigatore del kaiser mi hanno fatto arrivare in tempo solo per l'inizio degli Holy Martyr, perdendomi quindi le performances di Hellstorm e Methedras.

Avevo già avuto modo di ascoltare la band sarda (recentemente trasferitasi a Milano, a quanto mi risulta) a Roma per il tour di "Hellenic Warrior Spirit": li ritroviamo con un nuovo album, uscito da pochi mesi, "Invincible". Ammetto di non averlo ancora ascoltato, e di non saper quindi giudicare la resa dal vivo dei brani tratti da esso, andati a costituire la maggior parte del loro breve set. "Lakedaimon" e "Warmonger" concludono il quadro, facendomi sempre apprezzare il loro impatto e cafonaggine sul palco.

Aspettavo da parecchio di vedere questa band dal vivo, ma con mia grossa sorpresa è stata la (personale) delusione del festival. I nostri si presentano con dei costumi che più accademici non si può, oltre ad avere un sound quasi heavy metal: basso a 6 corde e una Ibanez a 7...ma che diavolo?? Logicamente tutto questo ha influito sul mio giudizio (anche se ho trovato ottimo il batterista), facendo diventare questa quarantina di minuti un'autentica tortura per le mie orecchie e i miei ricordi. Evito di aggiungere altro, un vero peccato.
Scaletta:
Primordial
Mortuary Drape
Ectoplasm
Tegenda (Dance In S.)
Cycle Of Horror
Obsessed By Necromancy
Madness
Pentagram
Vengeance From Beyond

Band per la quale non nutro neanche il minimo interesse, quindi ho optato per un giro agli stand.

DEVASTO. Semplicemente devasto.
La storica thrash band catanese riesce a spazzare finalmente tutta la noia che mi stava dando la serata offrendo potenza, cattiveria e anche un sound discreto (in precedenza non è che fosse ottimale). I siciliani tirano giù i muri con il loro impatto, non risparmiandosi e versando sudore su sudore. Il pubblico reagisce incitandoli e pogando a più non posso. Bello vedere tanto attaccamento al nord verso una band "terrona", alla faccia dei politici faziosi. Promossi con lode.
Scaletta:
Epileptic Void
Kill The Foetus
Demise : Desire
Mario Please Don't Cry
Make Her Bleed Slowly
Electric Shock
Ward Of Genocide
Necroschizophrenia
Violence At The Morgue
Delayed Death
Behind That Curtain
Main Frame Collapse

Altra band che rivedo volentieri, i Master dell' "uomo - barba" Paul Speckmann. C'è poco da dire su una band storica (e sottovalutata) del death metal come questa. La melodia della scuola svedese qui non è di casa : solo tanta grinta, velocità, "ignoranza"...e va bene così. Speckmann non bada ai fronzoli e pensa solo a maltrattare il basso mentre urla nel microfono, mentre la gente continua a massacrarsi sotto il palco. Schiacciasassi come sempre.

Anche se avevo curiosità per la resa live di questa band, non mi dilungherò molto, se non per (riba)dire che certi personaggi non c'entrano nulla col black metal. Punto. Non scendo in particolari più o meno discutibili, e mi limito a chiuderla qui.

Decido di andare a cercare qualcosa da mangiare e giocoforza mi perdo quasi tutta l'esibizione degli inglesi. Rientro solo per le ultime due canzoni, un po' poco per giudicare, anche se il pubblico (ormai numeroso, affluenza circa 300 persone) li acclama a gran voce. Dal mio posso dire che li ho trovati molto compatti, con un buon incastro chirarre/basso. Mi ripropongo di ascoltarli meglio in un'altra occasione.

FINALMENTE!!! Non so veramente da quanti anni aspettavo di vedere gli svizzeri.
Questa band potrebbe tranquillamente finire sotto la categoria di quelle sfigate/troppo sottovalutate, ed è stato veramente un gran peccato visto che si meritavano molto molto di più. Partiti dal thrash tecnico e finiti su un versante industrial/sperimentale (anche se non saprei proprio come definirlo, in realtà) con "Grin", il trio mette in piedi un show allucinante. Quindici anni non sembrano passati per loro, il combo macina riff su riff (sui pezzi vecchi) e punta sul groove (su quelli più "recenti"). Cambi di tempo continui, stacchi precisissimi, una voce che non sembra aver risentito del tempo passato, impatto devastante. Davvero mostruosi, non ho realmente parole per descriverli. Peccato la scelta di privilegiare lavori come "Coroner" e "Grin", piuttosto che quelli "old school" come "R.I.P." o "Mental Vortex", ma sapevo già di questo e non me ne importa poi molto, essendo comunque uno dei miei gruppi preferiti.
Le facce soddisfatte tra il pubblico confermano la bontà del set mentre mi avvio verso la macchina, sperando che la prossima volta non mi tocchi fare altri 650 km per andarmeli a vedere.
Anche se fosse, ne varrà senza dubbio la pena.
Scaletta:
Golden Cashmere Sleeper, Part 1
Internal Conflicts
Serpent Moves
Masked Jackal
D.O.A.
Still Thinking
Metamorphosis
The Lethargic Age
Semtex Revolution
Gliding Above While Being Below
Divine Step (Conspectu Mortis)
No Need to Be Human
Der Mussolini (D.A.F. cover)
Grin (Nails Hurt)
Purple Haze (The Jimi Hendrix Experience cover)
Reborn Through Hate
autore: Beta Librae