VOIVOD

07 Agosto 2010
ROCK PLANET
Pinarella Di Cervia (RA)

Il tour mondiale 2010 dei Voivod che ha toccato alcune località Europee agli inizi di Agosto ha attraversato (fortunatamente) anche l'Italia. Con quasi trent'anni di carriera alle spalle, la band canadese ha dato vita ad uno dei migliori e più entusiasmanti show che abbia mai visto.
Nessun gruppo spalla ad aprire la serata: alle 23:40 Snake, Away, Blacky e Daniel Mongrain (il chitarrista che sostituisce il compianto Piggy) salgono sul palco accompagnati delirio del pubblico che li acclamava già da un po' e danno inizio alle danze con "Voivod" seguita a ruota da "The Prow" durante la quale si scatena il finimondo. Snake e la band restano colpiti dalla grande risposta dei presenti che intona le canzoni a memoria e, alla fine di ogni brano, interagiscono con il pubblico. Dall'ultimo album "Infini" uscito nel 2009 il gruppo esegue "Global Warning"; per il resto vengono pescati tutti i brani storici come "Nuclear War", "Tribal Convictions", "Nothingface", "Ravenous Medicine". I pezzi vengono eseguiti alla perfezione, privi di ogni minima sbavatura: inoltre il “nuovo” chitarrista si dimostra all’altezza dell’arduo compito. Blacky non perde mai tempo per svuotare bottigliette d'acqua sul pubblico tra un brano e l’altro (e per fortuna, perché l'atmosfera all'interno del locale era a dir poco rovente!!!). Tra le canzoni più richieste ma ahimè non eseguite a causa forse del minutaggio elevato (17:29) “Jack Luminous” forse uno dei pezzi più belli e deliranti scritti dal combo canadese: a non far rimpiangere questa mancanza ci pensano tracce del calibro di “The Unknown Knows”, “Brain Scan”, “Experiment”. A chiudere questo immenso concerto è la cover dei Pink Floyd “Astronomy Domine” che la band dedica all’indimenticabile “Piggy”: non appena Snake finisce di pronunciare la presentazione, il pubblico esplode in lungo applauso e intonando con cori da stadio il nome dell’indimenticabile chitarrista.
Dopo un’ora e mezza di concerto accade quello che mai mi sarei immaginata, forse a causa molte esperienze maturate nella maggior parte dei concerti che ho visto dove è quasi impossibile beccare il gruppo per scambiare quattro chiacchiere e farsi firmare autografi. I Voivod si intrattengono a lungo per foto, autografi e per parlare con i supporters più affezionati (Away si mette anche a distribuire omaggi per consumazione nel locale!!!) privi di quel comportamento da “rock stars” che contagia talvolta anche gruppi con una breve storia alle spalle.

In definitiva una serata indimenticabile, sia per la prestazione stratosferica del gruppo sia per il lato umano dimostrato nel post concerto, merce che sta diventato assai rara anche nel panorama metal.

autore: Nivehlein