BILSKIRNIR
"Wotansvolk"
W.K.G.(2007)

TRACKLIST
01. Wotansvolk
02. Weltenbrand

03. Reconquering Atlantean Supremacy
04. Niedergang
05. Nacht Und Nebel
06. Nebelheim
07. Wolfswut

DURATA
37.33 min.

 

Dopo innumerevoli quantità di split, ep e demo ecco finalmente arrivare il terzo full lenght per la one man band tedesca di Widar. Non entro in merito alle tendenze (?) politiche di Widar che onestamente non mi interessano ma focalizzerò la mia attenzione prettamente sull' aspetto musicale.

La musica proposta dai Bilskirnir in questo "Wotansvolk" lascia più spazio anche ad una certa melodia rispetto al passato, nonostante lo stile si assesti sempre su un black metal grezzo e marcio e con sempre presente la voce urlata e sguaiata di Widar, ormai trademark del gruppo teutonico.

Si parte con l' ottimo intro che da il titolo all' album per poi passare alla successiva e altrettanto bella "Weltenbrand". Il percorso artistico continua con la malinconica "Reconquering Atlantean Supremacy" che unitamente alla accattivante Niedergang, dove le ritmiche di chitarra e le urla di Widar fanno da padrone, ed alla "perla" "Nacht Und Nebel" sintetizzano al meglio la musica di questo lavoro. Il CD si conclude poi con la strumentale "Nebelheim" e la rabbiosa "Wolfswut", quest' ultima precedentemente uscita anche su sette pollici.

Inutile dire che chi ha apprezzato i precedenti lavori del gruppo tedesco non rimarrà deluso da questo "Wotansvolk", perchè come sempre Widar ci mette l' anima nelle sue canzoni oltre a rabbia e disperazione. Per chi invece ancora non possiede nulla di Bilskirnir, questo Wotansvolk potrebbe essere un valido inizio. Una volta entrati nel tunnel musicale di Widar non riuscirete più ad uscirne.

autore: Horn

CREW'S TOMBSTONES

Nivehlein
[...] Aspettavo con ansia il terzo full di Widar (nonostante l'attesa sia stata interrotta da ben cinque uscite tra split, ep ecc.) a tre anni da quell' "Atavismus Des Galubens" che resta per i miei gusti il capitolo migliore della discografia. Rispetto alle release precedenti compaiono aperture melodiche che hanno a tratti smorzato il riffing rabbioso e ruvido al quale il musicista teutonico ci aveva abituato. Oltre a "Weltenbrand" e alla cupa e drammatica "Nacht Unde Debel", devo dire con dispiacere che i restanti pezzi mi risultano alquanto scialbi e privi di tensione. [...]