Chiedermi di parlare obiettivamente della musica di Night, di cui sono un discepolo, è come impormi di mangiare col sorriso un piatto di baccalà alla vicentina. Inaccettabile, come le sue sembianze di pastura da pesca maleodorante.
Detto questo, quale sentita premessa, l’attenzione è doveroso si sposti verso la buona cura con cui la one man band americana confeziona il mini boxset “A Summerhaze Array For August Nights”: scatoletta cartonata dalle tinte chiare, titolo nero in caratteri gotici simil decorati a mano. All’interno “Duskworlds” e “Lunar Transit”, le due facce della stessa medaglia musicale arricchite da un corredo per l’ascoltatore intimista, fatto di cartolina notturna per gli occhi, ed essenze profumate per l’olfatto. Il primo disco rappresenta il lato della band più accostabile al black metal, il secondo la fase notturna ed ambientale.
Perchè tutta questa attenzione agli orpelli? Perchè tali non sono per la produzione Procer Veneficus, che vuole stimolare tutti i sensi dell’ascoltatore, e non solo il lato uditivo “punito” da un album, poi “coccolato” dall’altro. Ad onor del vero, l’appunto che mi sento di muovere all’ideatore del box, è quello di non aver fornito i due CD entro case canonici, bensì in buste di cartoncino stile “promo”, che possono avere una valenza estetica, ma che han costretto un meticoloso come me a trovarvi due sostituti di plastica.
La musica: “Duskworlds” segue la strada aperta dai Velvet Cacoon di “Genevieve”, già ripresa dalla colata nero pece di “Of Starfire and Blackshadows Crawling”, a confronto del quale mostra validi miglioramenti sotto l’aspetto compositivo, mantenendo la strutturazione ripetitivo/ipnotica, ma perdendo qualche punto d’oscurità a causa di una produzione meno gratificante rispetto a quella del primo full.
“Lunar Transit”, invece, racconta quel che si potrebbe udire sdraiati sull’erba, vicino ad un corso d’acqua sotto le stelle di una notte estiva, mirando la luna nel suo lento procedere. 40 min. di ambient tra rumori, suoni del sottobosco, brusii colti per fermare, e riproporre, attimi di pace da gustare accendendo una delle profumazioni tra cui patchouli, lavanda, muschio, oppure vaniglia (nota di colore: gli aromi non possono essere decisi preventivamente dall’acquirente).
Lo so, parlare di black metal e fare la pubblicità alla Compagnia delle Indie ha del comico, o del vomitevole per i puristi, ma questa è l’idea di musica di Mr. Night, capace di essere bestia oscura e morbosa prima, ragazzo col cappello di paglia e chitarra a tracolla, poi. Io lo preferisco rantolante, psichedelico, dissonante ed oppressivo come il suo black metal di confine, magari sfoltendo la durata di “Duskworlds” che perde un po’ di smalto lungo i suoi quasi 70 min . Nel contempo, ne riesco ad apprezzare solo a tratti l’approccio soft e intimista di “Lunar Transit”, più per lo sforzo espresso e la sensazione complessivamente piacevole, che per l’efficacia e il trasporto che esso riesce a darmi.
A voi la scelta di quale disco buttare dalla torre (tutti e due no però!), di certo non si potrà dire che il ns. americano è un musicista che lascia le cose al caso, anche se la sua iper produttività non sempre regala capitoli musicali impedibili, alle volte più concettuali che efficaci.
autore: Zorn
CREW'S TOMBSTONES
KarmaKosmik
[...] Mi ero avvicinato con molta curiosità a questo progetto di Mr. Night, pur non essendo un grande fan di questo tipo di black metal, Velvet Cacoon in testa, eppure la release "Of Starfire and Blackshadows Crawling" mi aveva letteralmente annichilito. Un sound spaziale, nero pece e totalmente claustrofobico erano le sue carte vincenti. Con questo precedente mi sono avvicinato a questo interessante box, che devo dire assolutamente ben fatto e concepito, peccato che la musica in esso presente non riesce a mantenere quanto promesso su "Of Starfire", ripetendo stancamente la stessa matrice sonora, impregnandola però con più parti ambient. Certo, la durata di ogni singolo cd è estremamente elevata e non aiuta alla sua assimilazione, fatto sta che dopo mesi che lo ascolto fatico ancora a capire quando finisce un brano e ne inizia un altro... [...]