STRIBORG
“Autumnal Melancholy”
Displeased Records (2008)

TRACKLIST
01. The Scrying Mirror
02. The Void and Cloudless Sky
03. As A Hermit Hiding In The Trance Of Night
04. In Oppressive Silence
05. The Manifestation Of Black Residual Energy
06. Autumnal Melancholy
07. Meandering In Sorrow
08. Transfiguration Of Terror

DURATA
63:20 min.

 

Primo album del 2008 per il prolifico artista australiano e già dobbiamo parlare di uscita “datata” visto che il nuovo full “The Foreboding Silence” è già disponibile per la vendita. Questo permette a Sin Nanna di restare alla sorprendente media di due album all’anno; considerazione non da poco questa in quanto -a mio parere- l’eccessiva prolificità di questo progetto rappresenta uno dei suoi maggiori limiti. Non c’è la controprova, è chiaro, e un alta densità di uscite non è una condizione necessaria e sufficiente per decretarne la povertà di contenuti; ma nel caso di Striborg certe considerazioni non sono secondarie.

Questa premessa per chiarire che il mio rapporto con la musica proposta da questo progetto è sempre stato abbastanza ostile. A parte “Mysterious Semblance”, il resto della discografia mi è sempre sembrato piuttosto superfluo, al limite tra la noia e la sensazione di presa in giro. Questo nonostante alcune intuizioni e alcune caratteristiche decisamente ben piazzate, ma perse in un mare troppo grande di difetti e limiti. Limiti che per molti sono anche pregi, ma è questo il bello della musica.
Nonostante ciò, vedevo il gruppo il parziale risalita: “Solitude” mostrava già qualche miglioramento rispetto all’inascoltabile “Ghostwoodlands”; e infatti questo nuovo lavoro si assesta su livelli decisamente buoni, probabilmente il meglio di quanto abbia sentito dai tempi dell’esordio. Merito di suoni finalmente più bilanciati e decenti, che rendono almeno giustizia al pur minimo lavoro di songwriting; in particolare a una batteria finalmente su livelli accettabili. Anche la prova vocale non è esageratamente infarcita di effetti e riverberi, il tutto a vantaggio di una maggiore fruibilità, pur senza accusare cali di malvagità e ferocia. Si avverte un avvicinamento ai territori più strettamente depressive, e le tracce assomigliano finalmente sempre di più a canzoni e non a miscugli abbozzati di suoni. A parte i soliti intermezzi ambient, come sempre abbastanza superflui, le quattro lunghe tracce si attestano su buoni livelli: segnalo in particolare la lunga title track che mostra una discreta varietà sonora e che regge bene il suo quarto d’ora di durata, gli efficaci arpeggi che accompagnano “As A Hermit Hiding In The Trance Of Night” e l’ottima “Meandering In Sorrow” vero e proprio viaggio allucinante in bilico tra Black Metal, Drone e Doom.

E' chiaro che ognuno ricava "emozioni" di fronte a qualsiasi suono (su questo non ci sono discussioni, quindi massimo rispetto per ogni opinione in merito) però mi sembra indubbio il fatto che in passato Striborg abbia giocato fin troppo su questo aspetto, sfornando materiale al limite dell’inascoltabile. Con questo nuovo lavoro il livello qualitativo torna a essere significativo: i fan del gruppo saranno soddisfatti e anche altri -oltre a me- potrebbero avere una bella sorpresa. Del resto il “mondo” sonoro di Sin Nanna esercita indubbiamente un fascino magnetico e se a questo aggiungiamo una proposta musicale finalmente degna, ecco che un’idea di acquisto potrebbe essere più di una semplice considerazione per molti.

autore: IntoTheBlack