COMMON GRAVE
"Il Male Di Vivere"
Eerie Art Records (2008)

TRACKLIST
01. Il Male di Vivere
02. Memories
03. No Turning Back
04. In Silence They Fade
05. Falling From The Sky
06. Union Of Sorrows
07. For A Dead Person
08. The End Of All Things

DURATA
64:23 min.

XXVII parla di "Il Male di Vivere"
[...] "Il Male di Vivere" rappresenta il nostro lavoro dal 2003 alla fine del 2006.
Un lavoro complesso e articolato che ci ha portati a scrivere un'opera senza soluzione di continuità, una musica molto ricca e profonda che svela pian piano nuovi particolari ad ogni ascolto.
Sicuramente non adatto a tutte le orecchie, vista la lunghezza complessiva e la struttura in continua evoluzione dei brani, ma che piacerà sicuramente a chi cerca emozioni, a chi si sente male dentro, a chi è stanco di sentire la solita musica senza interiorità. Potrebbe essere definito come un disco depressive, ma senza gli aspetti ridicoli, auto-commiserativi e finti del genere.
A mio modesto parere, un album che merita vari ascolti e necessita del tempo necessario per essere apprezzato e capito a fondo.. [...]

 

Strana storia quella dei Common Grave, nati nel 1999 come band dedita al brutal death per poi spostarsi in territori più prettamente black metal. Di questo periodo, la band sembra aver composto e registrato diversi lavori autoprodotti, ma mai pubblicati, preferendo invece rilasciare dopo diversi giusto un promo di due tracce intitolato "Memories". Quasi a sorpresa, la formazione trevigiana forma un deal con la nostrana Eerie Art Records, rilasciando poi codesto debutto "Il Male Di Vivere". A quanto dichiarato dai membri della band, "Il Male Di Vivere" rappresenta una sorta di primo punto di arrivo di questo lungo processo creativo iniziato molti anni prima ed avente lo scopo di trovare uno sbocco personale ed originale attraverso il quale poter esprimere il proprio "male di vivere".

Sebbene l'etichetta tenda ad accostare i Common Grave a nomi blasonati del depressive come gli Shining o i nostrani Forgotten Tomb, a mio semplice parere personale, ritengo che tale paragone sia del tutto fuori luogo. Infatti, solo il voler avvicinare la band ad un genere come il depressive risulti decisamente forzato, visto che il gruppo è riuscito nel tentativo di creare un'entità musicale, le cui personali influenze sono talmente ben equilibrate e miscelate, che il risultato finale risulta decisamente originale e scevro da qualsiasi "scopiazzatura". Certo, alcuni elementi del depressive sono ovviamente visibili attraverso caratteristiche come la lunghezza eccessiva dei brani, riffs ripetuti allo sfinimento oltre che ad un atmosfera cupa e desolante. Eppure, più che ad uno stato d'animo depressivo, sembrano voler rappresentare un sentimento non del tutto negativo come la nostalgia. A tale scopo, spesso e volentieri, la band inserisce nel proprio songwriting momenti di quiete creati ad hoc, utilizzando sia strumenti acustici che chitarre elettriche pulite effettate. Anche la parte più prettamente metal, si distacca notevolmente dal tipico muro sonoro di burzumiana memoria, incastrando accellerate black metal e rallentamenti doom. Ritengo decisamente superfluo fare un track by track dell'intero disco, visto che un'altra qualità de "Il Male Di Vivere" è l'estrema omogeneità del tutto.

Insomma, a quanto detto si potrebbe ritenere "Il Male Di Vivere" un capolavoro, personalità compositiva abbinata ad una registrazione curata e professionale. In realtà, non ho ancora ben capito se per colpa mia o della band, ma ritengo sia più veritiera la prima possibilità, continuo a fare molta fatica ad entrare completamente nel disco, perdendo spesso il filo dei brani. Sicuramente l'eccessiva lunghezza dei brani e qualche ripetizione di troppo non aiutano molto l'ascoltatore, ma è altresì vero che "Il Male Di Vivere" è un disco decisamente non banale ed adatto ad ascolti superficiali. Pur non avendolo apprezzato fino in fondo, mi prendo tranquillamente la responsabilità di consigliare l'acquisto di tale disco, poi sta a voi trovare o meno la giusta chiave di lettura per andare a scoprire le radici di questo "male di vivere".

autore: KarmaKosmik

CREW'S TOMBSTONES

Zorn
[...] Seguo i Common Grave da non so quanto tempo, diciamo da quando suonarono con la vecchia formazione dei Phobic Pleasure vicentini in un pub sperduto. Ne ho potuto vedere la maturazione costante, dai primi live e questo album che mostra senza dubbio dei miglioramenti abissali. La proposta cerca di essere diversa e ci riesce. Alcune parti potrebbero essere sfoltite, o alleggerite, per suonare più dirette. E’ anche vero che dopo vari ascolti questa sensazione si stempera. Disco promosso a pieni voti per il sottoscritto… depressivo se vogliamo, triste senza dubbio [...]

IntoTheBlack
[...] Bella sorpresa questo esordio dei Common Grave. Un disco che punta in alto, pretenzioso a suo modo e decisamente riuscito per quello che mi riguarda. Le strutture sono elaborate ma in grado di non tralasciare il giusto livello di immediatezza; il songwriting è ricco e ispirato ed è impossibile non notare la grande cura messa negli arrangiamenti e nelle ottime parti strumentali. Apprezzabile anche il fatto di voler proporre il disco come un "unica traccia" collegando i brani tra di loro. C'è un bel futuro per questi ragazzi se continueranno così', complimenti [...]