Subito dopo il recente split con gli inglesi Lyrinx (recensito
in questo stesso sito) tornano con una nuova uscita gli australiani
Austere, stavolta accompagnati dai tedeschi Isolation. Lo split in
questione si apre con la lunga “When Even Tomorrow Looks Away”
e subito ritroviamo l’alto livello qualitativo a cui ormai ci ha
abituato il gruppo australiano. Tutti i pregi di questo progetto sono
ben calibrati ed enfatizzati: a partire da una grandissima prova
vocale, molto rabbiosa e in grado, ancora una volta, di dare la marcia
in più al brano. Brano di per sè abbastanza classico, e
in linea con quanto ascoltato nel full, se non per dei suoni finalmente
adeguati a supportare al meglio la proposta musicale.
Ottimo lo stacco acustico centrale, in grado di far rifiatare
l’ascoltatore e che mostra accorgimenti sempre più curati
a livello di songwriting. Fattore che si nota anche con la seconda
breve traccia, ossia una strumentale di grande fascino e dotata di una
melodia immediata, in cui fanno capolino addirittura dei synth in
sottofondo.
Con “There's Nothing Left” vengono
introdotti alcuni elementi nuovi a partire da un anomalo attacco di
voce, quasi in pulito. Ottimo come sempre il lavoro di chitarra, in
grado di creare un muro sonoro avvolgente ed emozionante. Nella parte
finale del brano compaiono ancora le voci pulite, abbastanza
particolari e quasi “improvvisate”: forse all'inizio
stonano un pò ma tutto sommato si inseriscono bene nel contesto
del brano.
Finale un pò troppo lungo ma non ci sono cali di tensione.
Con la parte degli Isolation si avverte un bello stacco, sia
a livello qualitativo sia proprio per un modo piuttosto diverso di
approcciarsi al Depressive, molto più minimale e giocato su
tempi lenti. “From Nowhere…” è
sostanzialmente una lunga intro acustica, carina ma niente di
più. Dopo una prima parte strumentale, “Mosaic”
parte con voce pulita, non eccezionale ma che disegna una linea vocale
interessante. Siamo dalle parti di un Black Metal cadenzato, non
brillantissimo e che punta molto sulle atmosfere dilatate piuttosto che
sulla violenza. Dopo una parte centrale strumentale viene ripresa la
linea vocale iniziale prima di attaccare con uno scream anche questo
non di grandissimo livello. Traccia nel complesso un po’ troppo
diluita, con qualche spunto soprattutto a livello strumentale, ma anche
con qualche momento di stanca.
Chiude lo split “…To Nowhere”,
riproponendo in chiave più sintetica le caratteristiche del
gruppo tedesco: approccio non aggressivo ma atmosferico, pochi
interventi vocali e voce pulita ad arricchire il tutto. Brano comunque
promosso.
Nel complesso siamo di fronte a un ottimo split, in cui gli
Austere grazie all’ennesima manciata di ottimi brani
“trascina” con sé anche gli Isolation. Questi ultimi
autori di una prova sicuramente non malvagia, ma ancora un po’
ingenua e migliorabile, visto che i margini per farlo ci sono. In
definitiva, prodotto da tenere in alta considerazione per tutti gli
amanti del genere; in attesa di un nuovo full da parte di entrambi i
gruppi: gli Austere, in particolare, potrebbero tirare fuori veramente
un nuovo capolavoro grazie alla maggiore dinamicità e cura che
stanno inserendo nei loro brani.
autore: IntoTheBlack