Con questo "Profanation" è la prima volta che mi imbatto nei brasiliani Ocultan, che ad oggi hanno all'attivo ben 7 album (!!!) di total black metal come spesso se ne sente provenire dal Sud America.
Non posso sapere come sono gli altri lavori, quindi riferendomi esclusivamente a questo disco posso dire che gli Ocultan fanno parte di quella schiera di band che si impegnano alla grande per suonare bene, cattivo e veloce, ma che non riesce ad uscire da quel livello troppo scolastico di risultato finale. Con l'aggettivo scolastico intendo dire che la band, pur proponendo delle cose classiche e suonandole in modo più che buono, sembra ristagnare all'interno di canzoni che non hanno nulla da offrire. Sono tanti i progetti musicali in ambito black metal che, pur proponendo sempre le stesse tematiche, la stessa immagine e soprattutto le stesse strutture e gli stessi riff di sempre, riescono in ogni caso a sfornare lavori degni di nota che non possono mancare nelle nostre collezioni. Con "Profanation" degli Ocultan questo non è possibile: il lavoro scorre via senza spunti degni di nota, in maniera anonima, non riesce a catturare l'attenzione dell'ascoltatore.
Personalmente non mi stanco mai di titoli come "Sodomizing The Whore, The Virgin Mary" o "Ejaculating In The Nazarene's Face", ma quando sono l'unica cosa interessante allora non bastano più. E' vero che il black metal ormai è un calderone strapieno che in più di un caso straborda, ma è anche vero che è un genere che facilmente può accontentare chi lo ascolta, quindi non me la sento di salvare questi brasiliani. Alla prossima.
autore: Ceska Zurivost