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ABIGOR
"Nachthymnen (From The Twilight Kingdom)"
Napalm Records (1995)
TRACKLIST
01. Unleashed Axe-Age
02. Scars In the Landscape Of God
03. Reborn Through The Gates Of Three Moons
04. Dornen
05. As Astral Images Darken Reality
06. The Dark Kiss
07. I Face The Eternal Winter
08. Revealed Secrets Of The Whispering Moon
09. A Frozen Soul In A Wintershadow
DURATA
49:05 min.
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Se "Verwustung" aveva acceso l'interesse di
pubblico e critica, stupita di trovarsi di fronte ad un gruppo di
spessore dalle provenienze non scandinave, il successore "Nachthymnen"
riesce nell'impresa di far imprimere in via definitiva il nome Abigor
tra i grandi nomi della scena estrema. La formazione è sempre la
medesima con P.K. in cabina di regia, T.T. a sconquassare le pelli e
Silenius dietro al microfono. Gli Abigor affrontano la sfida di bissare
il loro fantastico debut album, realizzando un lavoro che potremmo
tranquillamente definire barocco. Infatti, la differenza principale tra
"Nachthymnen" e "Verwustung" sta nell'aver aumentato
ulteriormente la complessità dei brani, eliminando qualsiasi
punto di riferimento all'interno dello svolgimento del brano, tramite
un songwriting impazzito ed in continuo mutamento. Le chitarre
continuano ad avere un ruolo preponderante nell'economia della band,
lanciandosi in riffs velocissimi dove le due linee di chitarra si
intrecciano senza sosta, ben supportati dal solito lavoro immane alla
batteria di T.T, senza però tralasciare quelle incursione
acustiche dal forte sapore medievale che tanto avevano colpito su "Verwustung".
Altra piccola novità è la presenza di female
vocals, ad opera di tale Elisabeth Toriser, presente con alcune
piccole comparsate su una manciata di brani.
Certamente la carne messa al fuoco dalla band in "Nachthymnen" è senz'altro ricca e saporita, "Scars In The Landscape Of God"
è per il sottoscritto il più bel brano mai composto dal
terzetto austriaco, ma nell'andare a tirare le somme l'intero disco non
riesce a mettersi sullo stesso piano del debut-album, seppure per
pochissimo. Le ragioni di questa mia affermazione sono la presenza di
un paio di brani abbastanza anonimi e la stessa complessità dei
brani che in certi casi si rivela troppo forzata. Ma, nonostante
questo, nulla toglie al valore assoluto del disco, un'altra piccola
gemma targata Abigor.
autore: KarmaKosmik
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