Dopo l'uscita del debut album, gli Absu decidono di dare una
bella sforbiciata alla loro formazione riducendosi a trio. Nonostante "Barathrum V.I.T.R.I.O.L."
sia un disco ancora acerbo, erano decisamente poche le persone che
potevano prevedere un evoluzione così impetuosa della band
durante la composizione del secondo lavoro "The Sun Of Tiphareth".
Se in precedenza erano riscontrabili nel songwriting della band texana
determinate influenze dalla scena norvegese, ora lo stile degli Absu
è decisamente personale ed originale. Chitarre di chiara
estrazione thrash\death si mischiano ad atmosfere epiche ed a tratti
sognanti, ottenute grazie al sapiente utilizzo di tappeti minimali di
synth e svariate incursioni di chitarre classiche. Ovviamente
Proscriptor continua fare la differenza nelle parti di batteria,
trovandosi anche spazio per alcuni soli su "The Coming Of War"
e la conclusiva title-track. Altra novità è sicuramente
l'utilizzo delle doppie vocals, stridule e più black-oriented
quelle di Proscriptor, mentre Shaftiel utlizza growl di chiaro stampo
death metal. A questo aggiungiamo una delle copertine più belle
mai composte ed i presupposti per un capolavoro ci sono tutti.
La band non sbaglia un colpo, ogni brano è un piccolo
gioiellino nella quale viene dato libero spazio alla totale
creatività. C'è persino spazio per una semistrumentale "Cyntefyn's Fountain"
dalle forti influenze thrash che d'incanto si apre in una cascata di
tastiere e chitarre acustiche, ed una cover degli sconosciuti Morbid
Scream, talmente trasfigurata dall'originale da Proscriptor, da
prendersi la palma di miglior brano del disco. Da goduria totale il
break centrale dove si sente il rumore di cavalli al galoppo e da cui
parte un solo alla batteria di Proscriptor. Insomma, avrei talmente
tante cose da dire e tanti dettagli da evidenziare a proposito di
questo disco che per evitare di scrivere una tesi di laurea, chiudo qui
il discorso con una sola parola: capolavoro.
autore: KarmaKosmik
CREW'S TOMBSTONES
Ceska Zurivost
[...] L'apice compositivo di Proscriptor e soci, senza ombra di dubbio. Il
modo sapiente con cui il trio fonde una spina dorsale thrash\black ad un
universo tutto nuovo fatto di atmosfera ed epicità è semplicemente
superbo. Si passa con una facilità estrema da sfuriate maledette a break
occulti dal sapore maledettamente tangibile, senza un minimo calo di
tensione. Ogni singolo pezzo è storia, non c'è spazio per il concetto di
riempitivo. Capolavoro totale del combo texano. [...]