Inizio questa recensione partendo dalle note di colore e dedicandomi alla musica in un secondo tempo. Nel booklet del debut album della one man band elvetica Eisenwinter, il mainman Greif manda preventivamente a fanculo tutti coloro i quali si lamenteranno dell'esigua durata dell'album in questione, nonostante venga spinto dalla finlandese Werewolf Records, a prezzo pieno. E il simpatico elvetico aggiunge anche che chi si lamenta di questo, non è black metal. L'ennesima dimostrazione di come nel black metal ci siano troppi fomentati che usano poco il cervello e troppo le parole: troppo facile schierarsi nel filone NS e i soliti blah blah grim e culto, per giustificare dopo 12 anni di attività un debut full lenght così breve. Consiglio all'omino dietro gli Eisenwinter di tornare ad aprire la bocca quando sarà riuscito a scrivere un monumento black metal in soli 25 minuti come fecero alcuni personaggi in passato, fino a quel momento però è meglio che eviti certe sparate perchè risulta patetico.
Detto questo, passiamo alla musica: poca, come già detto, e neanche tanto interessante. La descrizione della label è esilarante, visto che viene descritto con gli aggettivi crudele, aggressivo, ironico e via discorrendo, e anche qui via con l'ennesimo esempio di come il black metal stia toccando livelli a tratti patetici. Tutte canzoni da circa 2 minuti in cui si sente solo la batteria (mixata molto alta come volume) e la voce, con il risultato che la chitarra sparisce in maniera quasi totale rendendo difficoltoso capire i riff. E se consideriamo che vuoi fare canzoni così corte, far sentire la chitarra diventa fondamentale, anche perchè di sentire solo un orco urlare e la batteria pestare non è che mi va molto. In alcuni punti, previo sanguinamento dalle orecchie, mi è sembrato di percepire dei giri di chitarra dal sapore leggermente epico che però perdono in dinamica vista la velocità con cui vengono eseguiti.
I miei ascolti risiedono principalmente nel black più grezzo e underground, ma in questo caso non ho trovato veramente nulla di interessante in questo album, ripetuti ascolti hanno causato solamente noia. A questo giro passo, lascio volentieri ad altri la "gioia" di assaporare finalmente il primo album di questo progetto. Ah, dimenticavo: bella copertina...
autore: Ceska Zurivost