DEATHROW
"Gateways To Oblivion"
Slava Satan Records (2008)

TRACKLIST
01. A Lifeless Tomorrow
02. Hatred
03. The Seed Of Solitude
04. Grey Eyes
05. Luci Ed Ombre

DURATA
48:50 min

 

Questo disco riesce a mettermi di cattivo umore come una brutta notizia. Odora di morte, non lascia speranza come un essere umano svuotato di vita, portatore (in)sano di apatia e rassegnazione viscerale.

Per avvalorare queste affermazioni mi è sufficiente la chiusura di “Grey Eyes”: “the snow will cover everything in winter, you are just another useless angel of mercy”, litania di massimo sconforto per il sottoscritto, accoppiata ad un assolo emotivamente devastante a rendere la misura delle sensazioni musicate in quello che considero il picco più basso del platter.
Spesso si usa la formula “nulla di originale nelle note di...”, ma proprio questo fattore, oltre alla lineare istintività delle composizione, fan sì che la musica di Thorns riesca a fluire essenziale e negativa con una semplicità ficcante, ben supportata da vocals espressive e cariche di odio al punto giusto. Pertanto, approvo in pieno il cambio stilistico rispetto all'esordio “Primordial Lifecode”, apprezzato da altri, ma mai davvero dal sottoscritto.
Con “Gateways to Oblivion” godo nel trovare la vita che noi tutti conosciamo, appiattita sotto uno strato di pessimismo, raccontata con tempi cadenzati e testi dalla sfiducia debordante, cocchio mortifero sul quale oltrepassare i portali attraverso l'oblio dei Deathrow.

Voglio azzardare: i momenti di autoflagellazione profonda di questo disco mi hanno ricondotto ai My Dying Bride più essenziali ed emotivamente desolanti, cioè quelli capaci di tracciare scenari con un semplice riff di chitarra asciutto, isolato dal resto degli strumenti, di cui potrebbe essere un valido esempio l'apertura di “A Lifeless Tomorrow”. Chitarre solitarie, come sangue e lacrime che sgocciolano sulla neve.

Non ho intenzione di vendere “Gateways to Oblivion” come quel che non è, ma sono convinto che ai “depressisti” sarà in grado di rovinare la giornata ogni volta che vi investiranno l'oretta scarsa entro cui si sviluppa.

La via è tracciata. Da qui, il passo verso il baratro è breve.
Brevissimo.


autore: Zorn