ENDEZZMA
"Alone"
Agonia (2007)

TRACKLIST:
01. Intro
02. Alone
03. Antilevitation
04. Love Me Morbid

DURATA
16:28 min.

M Sorgar parla di "Alone"
[...] The "Alone" album works as a apetiser for what will come when we release the new album later this year, it's a document of rendering depression, despair, oppression and totall self- awearness, a journey through the soul, where it is , ohhh so eerie, cold and gloomy. [...]

Inizio ad avere serie difficoltà nel ricordare l'ultimo caso di album dignitoso prodotto da presunte superband. Certo, i norvegesi Endezzma non sono un team che può competere con il Real Madrid, ma quando si è fedeli consumatori del materiale prodotto da Urgehal, Ragnarok e Vulture Lord, l'acquisto è automatico.

Veloce come un falco, la polacca Agonia non ha perso tempo nel mettere sotto contratto questa band, ristampando in maniera professionale l'unico promo registrato da Nefas (Urgehal), Jontho (Ragnarok) e compagni di merende, e altrettanto velocemente il sottoscritto ha acquistato la sua copia personale, rimanendo però insoddisfatto da quanto contenuto in questo "Alone". Sia ben chiaro, non siamo di fronte a una ciofeca di produzione, ma album come questi ci portano a parlare sempre delle stesse cose: vista l'enorme quantità di materiale in uscita ogni giorno e il sempre più rapido livellamento qualitativo tendente al basso, c'era proprio il bisogno di una release simile?

Passando oltre queste considerazioni, ovviamente gli Endezzma dimostrano totale padronanza degli strumenti, un sound compatto e decisamente professionale, ma non basta per far promuovere a pieni voti il loro lavoro. C'è da dire che ulteriori ascolti rendono meno spiacevole l'ascolto, ma mettono in risalto in maniera netta la situazione: nonostante i personaggi presenti godano tutti di ottima stima per il materiale potente prodotto con le rispettive band, qui il meglio di se lo danno esclusivamente nelle parti lente ed atmosferiche. La titletrack parte in maniera fin troppo classica e risulta sterile, salvo poi risollevarsi nella parte finale grazie ad una coda lenta, dove pianoforte e tastiere creano un'atmosfera interessante a difesa delle chitarre. Anche "Antilevation" (forse la più interessante del lotto) parte in maniera normale ma fortunatamente riprende le soluzioni atmosferiche della precedente, con un ottimo lavoro svolto dalle tastiere, che in qualche modo mi ha ricordato i primissimi Gehenna. Anche la conclusiva "Love Me Morbid" mette in mostra interessanti capacità nel saper creare ottime parti atmosferiche, segno forse che la band dovrebbe impegnarsi esclusivamente in questo senso ed indirizzare le coordinate stilistiche dei futuri lavori in talde direzione.

In attesa di ascoltare il nuovo lavoro, su cui la band sta lavorando già da qualche tempo, mi sento di consigliarvi l'ascolto prima dell'acquisto, nella speranza di avere in futuro una band tosta e concreta piuttosto che l'ennesimo progetto senza contenuti.

autore: Ceska Zurivost