Quattro lunghe canzoni compongono il debut album degli ungheresi Verzivatar, duo di Budapest con all'attivo per ora un demo e uno split cd. Circa trentuno minuti di black metal di ottima fattura, saldamente ancorato ai canoni che il genere richiede e portatore delle più classiche influenze, ma che non perde occasione di farsi notare in maniera positiva.
Elzeril e Khrul sembrano essere due musicisti pienamente consapevoli dei proprio mezzi e delle proprie idee, e la compatezza con cui questo "In The Shadow Of Sombre Clouds" si presenta ne è perfetta espressione visto che non mostra nessun segno di cedimento. La lunghezza dei brani non intacca minimamente l'ascoltare, in quanto non risultano mai noiosi: nonostante i riff che le compongono non siano certo chissà quanti, non danno nessun senso di ripetitività, segno che i Verzivatar appunto si sentono a loro agio nel sguazzare in certi ambienti.
L'opener "Sadness Of The Night Forest" non è esattamente triste come si potrebbe presagire dal titolo, anzi si tratta di una traccia furiosa in cui emergono le ottime capacità di Khrul dietro le pelli. I riff sprigionano fierezza, maestosità, oscurità, proprio quella delle foreste che gli ungheresi vogliono descriverci. A farle da contraltare troviamo la seguente "Melancholic Dead Dreams", dove le alte velocità spariscono e lasciano la scena a un mid tempo poderoso, sorretto da urla strazianti e delle chitarre basate su un riff malinconico dal vago sapore pagano. Certo è che, indipendentemente dalla velocità utilizzata, la band riesce a creare ottime sensazioni, siano esse più cattive e tirate o ragionate ed atmosferiche. L'effetto nevischio è realmente presente in "Walking Through The Empire Of Eternal Snow", basato su un riff di chitarra che riesce ad essere fiero nelle parti veloci e pagano in quelle che mi sento di definire quasi ambient. In piena nevicata ci si trova anche nella traccia che chiude l'album, dove anche qui la band si divide in continui cambi di velocità, una sorta di summa di quello che si incontra durante tutto il disco. Sensazioni naturalistiche, atmosfere fredde e plumbee, tra malinconia e gelo: un ottimo album che ribadisce per l'ennesima volta come l'est europeo sia attualmente l'ancora di salvezza del genere. Particolare la confezione, composta da un rettagolo cartonato a 3 ante, mentre forse fuori luogo la limitazione a 1900 copie.
autore: Ceska Zurivost