AZAGHAL
“Mustamaa”
Iso 666 (1999)

TRACKLIST
01. Yhtä Yön Kanssa
02. Mustamaa
03. Kuolema Kristukselle
04. De Vermis Mysteriis
05. Portinvartija
06. Juudas
07. Kosto
08. Viimeinen Taistelu

DURATA
36:53 min

 

Ormai affermati e conosciuti come una delle band di spicco della scena finlandese, gli Azaghal giungono con questo “Mustamaa”, parola che rappresenta la traduzione finlandese di Mordor, al traguardo del primo full-lenght. Formatisi ben 4 anni prima da Narqath ed il batterista Kalma inizialmente con il nome Belfagor, dove sotto tale monicker rilasciarono anche un demo. In seguito, il nome cambiò in Nargoventor prima, e nel definitivo Azaghal poi. Importante fu l’entrata in pianta stabile nel 1997 dello storico vocalist Varjoherra, con la quale fu registrato il primo rehearsal nel dicembre dello stesso anno. Tale nastro che fu poi ri-registrato in uno studio professionale e rilasciato con il titolo di “Noituuden Torni” nel marzo del 1998. La band continua a lavorare duramente nella composizione, e tre mesi dopo rientra in studio per la registrazione del secondo demo, lo stupendo “Kristinusko Likeissa” e della prima testimonianza ufficiale del gruppo, il 7” “Harmageddon” uscito in 500 copie per conto della Aftermath. Ed è con queste due release che il nome degli Azaghal inizia a diffondersi in giro ed non passa molto tempo che la band venga contattata dalla Melancholy Productions, ora Iso666, per la realizzazione di un 12”, il qui presente “Mustamaa”, poi in seguito ristampato anche i cd. Un lavoro fortemente influenzato dai Darkthrone, basti vedere la copertina per ritornare alla mente a Fenriz e compagni, che però mostra i primi segni di una band decisa a farsi valere e con qualche carta interessante in mano da giocare.

Il disco è diviso in due parti, le prime quattro tracce sono registrate ai familiari Cursed Studio, mentre le restanti agli Hellkult, che suppongo quindi autoprodotto da Narqath. Si nota infatti lo stacco netto nella produzione, più naturale e secca nella prima parte, compressa ed un po’ confusionaria la seconda. I brani presenti sono ripresi sia dai demo che scritte ex-novo per l’occasione, come nel caso dell’iniziale “Yhta Yon Kanssa”, tradotta come uno con la notte. Un brano che inizia con un semplice arpeggio di chitarra e poi attaccare con la scarica di blastbeat di Kalma e riffone darkthroniano. Interessante anche l’intreccio di voci, pulita ad opera di Narqath e distorta di Varjoherra, che sicuramente apre il disco nel migliore dei modi, anche se un riff plagiato agli Ulver potrebbe anche far storcere il naso a qualcuno. E quando intendo plagiato, significa proprio uguale!!! Per fortuna ci pensa la titletrack a far dimenticare questa “caduta di stile”. Un brano che emana tristezza a non finire, sia nel testo che nelle linee vocali lamentose di Narqath. Anche lo screaming di Varjoherra risulta veramente espressivo e convincente. Più diretta e sparata e la successiva “Kuolema Kristukselle” (Cristo a morte), ma a cui non difetta quel feeling arcano e malinconico che aveva “Mustamaa”, oltre che concedersi una piccolissima incursione nel thrash. “De Vermis Mysteriis” si attesta su tempi più rallentati e claustrofobici, utilizzando riffs che in primo ascolto possono sembrare molto banali. Trovo questo davvero brano molto strano, che apprezzo saltuariamente e solo in determinati stati d’animo. Su “Portinvartija” (il custode di porta) è il basso distorto ad introdurre il pezzo con un riff molto lineare, che poi si sviluppa in maniera abbastanza canonica, senza alcuna sorpresa. Senza dubbio il brano più debole dell’intero lavoro. “Juudas” risolleva egregiamente il disco. Un brano veloce dal tiro incredibile, grazie anche a dei riffs, la cui melodia è decisamente “catchy”. Veramente rabbiosa anche la prestazione di Varjoherra che in questa song raggiunge l’apice della sua espressività. La successiva “Kosto” (vendetta) mostra i primi tentativi di incorporare in maniera più decisa il thrash con il black metal. Un brano discreto ma niente di più. Spetta poi a “Viimeinen Taistelu” (la battaglia finale) di chiudere in maniera ottima “Mustamaa” con un brano che racchiude al meglio le caratteristiche dell’Azaghal sound, ossia riffing in tremolo da classica scuola black metal ma con uno spiccato gusto verso melodie malinconiche, voci stridule e vomitevoli e tanta tanta sporcizia sonora.

In conclusione, un lavoro d’esordio sicuramente non privo di pecche e per certi versi ancora acerbo, ma sicuramente degno di nota ed in grado di far conoscere al meglio la prima fase della storia musicale degli Azaghal.

autore: KarmaKosmik