Gli attivissimi greci Dodsferd tornano sulla scena (se si esclude l'inutile best of dell'anno scorso) all'inizio di quest'anno con il loro nuovo full lenght, "Death Set The Beginning Of My Journey", che viene inoltre annunciato come la prima tappa, il punto di partenza di una trilogia che presto verrà completata con altri due lavori.
Una leggera differenza con i lavori precedenti si nota in effetti, e riguarda soprattutto i tempi, prima più lenti e macabri, che questa volta vengono sostituiti da ritmiche più veloci e rabbiose, e prendono il posto di riff spesso troppo cadenzati per accattivare l'ascoltatore, conservando il loro piglio malinconico e depresso. Rielabora quindi il suo stile Wrath (unico uomo dietro questo progetto), che così facendo porta una certa originalità in un lavoro che avrebbe presto stancato vista la non eccellenza di contenuti e la copiosità di release pubblicate. Stavolta non c'è spazio per la noia. Questo lavoro, per circa cinquanta minuti, riesce a carpire totalmente l'attenzione dell'ascoltatore grazie ad uno screaming ipnotico e straziante, riff più veloci rispetto al passato e canzoni mediamente più corte, che mai superano i dieci minuti di durata. Fossero state ancora più brevi probabilmente il risultato sarebbe stato migliore, ma ci si può accontentare di quello che rappresenta questo album, un ottimo ascolto per chi segue questo gruppo ormai da tempo e vuole scoprire una nuova sfaccettatura di questo progetto. Qualche sprizzo brutal non manca all'appello in tracce come "I Can Easily Destroy All The Things I Have Created!" (Come avrete notato restano imperterriti questi improponibili titoli per le tracce, più lunghi di un romanzo...), ma fondamentalmente qualche influenza da quel genere, seppur velata, ogni tanto fa capolino tra uno scream ed un doppio pedale. In conclusione questo è sicuramente un album valido, non uno di quelli che mette tutti d'accordo, ma sicuramente un tipo di lavoro che avrà senza dubbio i favori di coloro che apprezzano sonorità più malinconiche che non siano per forza ripetitive e deprimenti.
autore: Morbid
CREW'S TOMBSTONES
Zorn
[...] Il bello è proprio questo: ascolto “Death Set The Beginning Of My Journey” e le mie sensazioni sono praticamente all'opposto di quanto scritto da Morbid. Se dovessi, sceglierei da qui all'eternità il Wrath dell'esordio e di “Cursing Your Will To Live”. La velocità relativamente espressiva di questo ultimo disco mi stanca alla seconda traccia, complici dei suoni tra i meno esaltanti usati fin'ora dalla band. Che dire... il mondo è bello perchè vario. Anzi, in tutta franchezza apprezzo, nella sua schietta inutilità, anche “Denying with Arrogance your Pathetic Existence”. Spero che la trilogia non sia tutta come questo suo primo capitolo un pò deludente. Una cosa è certa: il mondo deve aver fatto qualcosa di serio a questo greco. E' troppo incazzato. [...]