SAURON
“Hornology”
Old Tmple Records (2007)

TRACKLIST
01. Intro : Opus Cornutum
02. Hornology
03. Holy Absurd
04. Ghayat Assa'adah
05. Incantation (Let Me Fall)
06. Crawlers
07. Hunter

DURATA
38:30 min

 

A leggere la bio presente sul loro sito, mi stupisce sapere che la compagine polacca chiamata Sauron è in attività sin dal 1991. In un lasso di tempo lungo 16 anni però, non sono riusciti per vari motivi ad intraprendere un percorso musicale e lavorativo duraturo, visto che sono stati rilasciati in questo vasto lasso di tempo solo 3 demo e una compilation, vivendo anche un periodo di fermo totale che ha visto la band resuscitare nel 2003 per lavorare al debut album.

Debut album che arriva grazie alla polacca Old Temple, e sotto forma di un particolare A5 digifile. "Hornology", questo il nome dell'album, altro non è che il primo demo registrato dalla band dopo la reunion: a conti fatti non si tratta del demino strainculato che viene stampato per mancanza di idee e materiale, ma un vero e proprio album sia per durata che per produzione. Il sound dei Sauron è sicuramente catalogabile come old school, in quanto legate in maniera diretta a un certo tipo di musica in voga qualche annetto fa, ma al tempo stesso capace di risultare fresco per via di una produzione più in linea con le richieste attuali. Musicalmente parliamo di un certo black death metal obsoleto, basato quasi esclusivamente su tempi non troppo veloci, in cui il lavoro chitarristico gioca il ruolo di interprete principale nell'economia e nello sviluppo delle canzoni. Salvo sporadiche velocizzazioni, i riff e le ritmiche di Evil cercano di costruire un muro sonoro ora prettamente potente, ora intricato, ora melodico, con l'ausilio di una drum machine che è programmata in maniera più che decente e che non si fa odiare per suoni eccessivamente brutti, sembrando quasi una semplice batteria triggerata.

Come già detto, le canzoni dei Sauron hanno un certo alone che puzza di vecchio, vuoi perchè questo è nel dna di moltissime band dell'est Europa, vuoi perchè il genere proposto non è che sia propriamente moderno e\o innovativo. I quasi 40 minuti di "Hornology" sono indirizzati primariamente a chi predilige un corposo lavoro chitarristico all'interno della musica, non è un caso che il lavoro di Evil sembra togliere i riflettori al singer P.W. che si dimena tra vocals più chiare, al limite del black, ed altre più cupe senza però mai raggiungere cavernosità prodonde. La volontà di basare così tanto il songwriting sulle chitarre ovviamente toglie spazio a concessioni atmosferiche o cambi ritmici di una certa importanza, e rende l'album di non semplicissima assimilazione. Dico questo non perchè ci siano chissà quali evoluzioni tecniche, bensì perchè in ogni singola canzone troviamo tanti differenti riff che in qualche caso possono appensatirla in maniera eccessiva. Non mi sento di richiamare l'attenzione su qualche pezzo in particolare, bene o male mi sento di poterli giudicare tutti sullo stesso livello senza particolari momenti sensazionali, così come non mi sento di promuovere il lavoro con il massimo dei voti. Certo, non stiamo parlando di un disco così mediocre, ma i ripetuti ascolti che gli ho dedicato non hanno fatto scattare la scintilla: un lavoro nella norma ma niente più. Per i malati delle limited edition, la Old Temple ha prodotto una versione limitata a 500 copie con un bonus cdr da 3 pollici contenente 2 cover dei Celtic Frost, varie cartoline, toppa, libro e confezione dvd.

autore: Ceska Zurivost